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La notte fa ancora paura, soprattutto alle donne

La notte fa ancora paura, soprattutto alle donne

Sono numerose le credenze e i miti che fanno riferimento all’immortalità del gatto. L’animale, come è comune pensare in gran parte dei luoghi del nostro pianeta, si ritiene possa vivere più vite. Molto spesso si dice che siano nove, come era diffuso nell’antico Egitto o nell’antica Grecia. Alcuni posti, come alcune regioni della Spagna, si vocifera che le vite di un gatto siano in realtà sei, altre parlano di sette. Quest’ultima credenza è quella che ci viene raccontata nell’esordio narrativo di Fosca Navarra, La notte fa ancora paura, edito da minimum fax e pubblicato nella primavera dello scorso anno. Tuttavia, questo mito si sviluppa principalmente per una ragione: le voci popolari ci narrano di un animale che resiste e che grazie alla sua agilità riesce a sopravvivere e a salvarsi da situazioni laddove è necessario. Possiede una forza istintuale che gli permette di fronteggiare i momenti di pericolo.

La notte fa ancora paura è fatta di racconti… ma è sempre la stessa storia

Questo stesso istinto di sopravvivenza è rintracciabile nei racconti di Fosca Navarra. Il libro è di fatto una raccolta di episodi di vario tipo, con diverse protagoniste, ma, allo stesso tempo, è possibile affermare il contrario: è la storia di una sola. Nel primo racconto narrato si vede la morte di una gattina, Aida. Nei successivi leggiamo delle sue numerose reincarnazioni, altre sei, in donne o ragazzine o, addirittura, bambine. La voce che si presenta è corale, e allo stesso tempo singola. Così come la struttura che vede nella pluralità di personaggi apparentemente distaccati dagli altri… ma tutti sono in uno. Ogni volta è sempre Aida che si ritrova in una nuova vita. È così che più donne diventano un’unica voce. Pertanto, questo è il momento di affermarlo, la raccolta di racconti, frammenti e stralci di vita si trasforma in un unico romanzo fatto di tappe temporali.

“Cosa c’entrano i gatti adesso?”

[…]

“C’entrano perché sono come le donne”, disse Lucille. “Sono animali abili e autonomi, finché sono liberi. Poi in una casa sono costretti all’indolenza e cominciano a dipendere dai padroni. Le donne, be’, è proprio la stessa cosa…”

La notte fa ancora paura, Fosca Navarra

I richiami e i rimandi tra un racconto e un altro ci aiutano a comprendere meglio l’ottica di questo progetto. Mabel, Lian, Madeleine, Fenan, Amy e Carmen sono portatrici di un unico messaggio, semplicemente raccontato in modi diversi. All’interno di una cornice – così come ci viene presentata nel primo racconto, quello di Aida – che ci spiega il legame che accomuna tutte queste protagoniste. Destinate a combattere problemi differenti, ma derivanti dalla stessa forza generatrice, da quel motivo che non smette mai di variare: l’ingiustizia che affrontano le donne. Perché la situazione non cambia? Perché la storia è sempre la stessa? Quel circolo vizioso sarà mai destinato a interrompere la sua catena?

Tra spazio e tempo il problema non cambia

Il romanzo è un viaggio che percorre lunghe tappe attraverso un itinerario prima di tutto geografico. Dall’Inghilterra alla Cina, alla Francia, all’Italia, all’Africa. Ma le tracce non si fermano qui. Ogni storia presente si sviluppa in tempi diversi, iniziando dai momenti dell’Unità italiana per poi raggiungere anni più recenti, verso la fine del Novecento. Tuttavia, il filo rosso all’interno di questa pluralità di voci non è solo tematico, ma le storie di violenza, di ingiustizia e di sconfitta nascondo anche un significato più recondito. Non ci resta che pensare che la ciclicità di questi momenti porti a un’unica conclusione: non è cambiato nulla. Anche se è difficile accettarlo, ma il progredire della freccia storica non ci dimostra nient’altro se non un tipo di condizione che muta, si trasforma, ma allo stesso tempo rimane sempre la stessa

Nel tucul si era fatto buio – una sola candela ardeva, accanto al capezzale – e tutte loro, pur condividendo il sangue e la gola che tremava di pianto, a stento si distinguevano l’una dall’altra.

La notte fa ancora paura, Fosca Navarra

E così quello che Mabel è costretta a sopportare lo soffre nella stessa maniera anche Carmen. I dolori del corpo che prova Lian li avvertono anche le altre. Non è possibile vivere i fatti di una senza poter ritrovarli nelle narrazioni di un’altra protagonista. Nel romanzo c’è un gioco di richiami che fanno comprendere come l’autrice non abbia voluto raccogliere ingiustizie diverse, ma farle attraversare da un filo rosso che le collega tutte quante. Il titolo del libro evidenzia questo aspetto: la notte, un momento della giornata solitamente caratterizzato dal buio, in cui le ombre viaggiano indisturbati. Spaventava in passato e lo fa anche ora.

Auguste Toulmouche, La Fiancée Hésitante, 1866

L’urlo in La notte fa ancora paura

Uno, due, tre… e poi quattro, cinque, sei, fino a sette. Ma dopo moltiplichiamo per dieci, per cento e per mille: queste storie riguardano tutte le donne e le ragazze e le bambine. Che la sera non possono o non vogliono tornare da sole. Che ogni sguardo altrui desta in loro sospetto o timore. Perché tutt’oggi vengono scambiate per oggetti di proprietà d’altri. Questo libro ti fa venire voglia di urlare. Non solo vorresti gridare per la frustrazione o per l’orrore, perché è impossibile non immedesimarsi. Vorresti librare in aria un grido di battaglia e far sentire la tua voce in tutti i modi possibili. Nemico è anche il silenzio che, come il buio deve essere abbattuto. Perciò quel grido che vorresti sprigionare interrompe la quiete terrifica e rischiara con una nuova luce il buio della notte. 

Théophile Steinlen, The Chat Noir, 1896

Dove le ombre si aggirano come fantasmi assopiti, ma mai scomparsi. Questa voce prende le sembianze della scrittura, le forme dolci e spigolose dell’inchiostro sulla carta. Diventa rappresentazione di quello che l’autrice ci vuole comunicare. Lo si rintraccia nel suo stile, in cui Navarra, che esordisce nel mondo dell’editoria prima come  poetessa (ha pubblicato con Ensemble nel 2023 la sua prima opera poetica, Perdutamente), arriva nel mondo della narrativa influenzata da un altro genere letterario. I lirismi, le metafore, le evocazioni auliche caratterizzano i testi de La notte fa ancora paura che sganciano con intensità le descrizioni degli eventi narrati, un caleidoscopio di suggestioni in grado di scatenare delle emozioni sia positive sia negative. Laddove la sofferenza umana è presente, il lettore è in grado di sentire in tutte le connotazioni, i dolori fisici e spirituali. Si risveglia la coscienza e si apre la mente a nuove riflessioni.

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