
Victorian Psycho: una nuova antieroina gotica
Victorian Psycho, in Italia edito da Mercurio, si impone nella scena gotica con una versione vittoriana e al limite del satirico di romanzi come American Psycho di Bret Easton Ellis e Giro di Vite di Henry James. La figura dell’istitutrice, onnipresente e vittima delle vicende, viene sottoposta a una trasformazione radicale.
In questo bestseller di neanche 200 pagine, Virginia Feito veste la protagonista di sangue e vendetta, contornandola di eventi disturbanti e personaggi altrettanto bizzarri.
Parodia o retelling?
Victorian Psycho si apre con Winifred Notty che fa il suo ingresso nell’imponente magione dei Pounds come nuova istitutrice. Sin da subito, Miss Notty appare strana, quasi raccapricciante nel suo modo di ragionare e rapportarsi con i bambini. L’autrice mette subito in chiaro che Winifred non è la solita istitutrice: i suoi discorsi sono disturbanti e i suoi pensieri non sono da meno. Eppure, è procedendo con la narrazione che Miss Notty rivela la sua natura più brutale, la quale si rinviene nel passato oscuro che continua a ossessionarla e che non potrà non guidare le sue azioni.
Questo romanzo non è un retelling di American Psycho, né un romanzo horror. È proprio il tono parodico e irriverente che permette a Victorian Psycho di non apparire ridondante nella scena letteraria odierna. Pertanto, non aspettatevi un romanzo gotico nel senso più assoluto della definizione. Se l’atmosfera è ben delineata e i temi che tratta Feito rispecchiano il genere orrorifico, credo che l’intento dell’autrice fosse riprendere le ambientazioni e le tematiche di romanzi come Giro di vite e Jane Eyre per creare una versione quasi caricaturale di questo genere.
Sulla psicopatia
Virginia Feito non risparmia dettagli, né ha remore nel parlare degli argomenti più disturbanti e disgustosi che possano venirvi in mente. A partire dagli eventi che coinvolgeranno Drusilla, la maggiore dei due bambini a cui Miss Notty dovrà badare, fino ad arrivare alle storie della buonanotte che si ispirano al vissuto della protagonista.
Winifred è una donna psicopatica, priva di empatia e di qualsiasi sentimento positivo, guidata esclusivamente dal desiderio di vendetta e dai suoi istinti. Al centro della narrazione, dunque, non c’è solo il presente, ma soprattutto il passato della protagonista, connotato da abusi, violenza e abbandono. Sono i flashback a dare spessore al personaggio di Miss Notty e a porre le basi per tentare di comprenderne le motivazioni.
Victorian Psycho di Virginia Feito è un’indagine sulla psicopatia. L’autrice ci invita a fare il nostro ingresso nella mente di Winifred, tanto da rischiare di perdere la via del ritorno.
«Miss Notty… Posso chiamarti Winnie:»
«Puoi chiamarmi Fred».
«Ma Fred non è il nome di una signora!»
«Fred è il nome del demone che vive dentro di me».Victorian Psycho, Virginia Feito
Gotico: tra istitutrici e antichi manieri
Victorian Psycho non può non ricordare grandi classici del genere gotico, quali Jane Eyre di Charlotte Brontë o Giro di vite di Henry James con un’abitazione immersa nella soffocante brughiera inglese e un’istitutrice invischiata in vicende spaventose. Le premesse sono le stesse, eppure l’intenzione è ben diversa. Il pericolo non si nasconde nei corridoi infestati del maniero o nei misteri della famiglia ospitante, bensì nella protagonista stessa.
Feito non ci presenta Ensor House come una casa felice abitata da una famiglia altrettanto felice. Seppur non ci siano fantasmi in questo romanzo horror, sono le nefandezze e le trame che legano gli abitanti della casa a infestarla e a far accrescere un forte senso di oppressione in chi legge. Sappiamo che qualcosa di terribile sta per accadere, ma questa sensazione aleggia tra le righe, accrescendo il suo potere grazie ai ricordi di Winifred e all’oscurità che alberga in lei.
Ma non fraintendetemi! Gli altri personaggi del romanzo sono altrettanto orribili (bambini inclusi). Victorian Psycho non vuole farci apprezzare i personaggi che ne popolano le pagine, ma desidera mostrarci i lati più ripugnanti dell’animo umano.
Eppure, nonostante la scrittura coinvolgente e la storia intrigante, la brevità e la prevedibilità del romanzo mi impediscono di considerarlo più di una divertente parodia. L’intenzione di studiare e rappresentare una donna psicopatica, senza remore e pronta a tutto pur di vendicarsi, avrebbe potuto raggiungere il suo compimento con una narrazione più lenta e un’analisi più approfondita.
Victorian Psycho: un romanzo che non fa per tutti
Abbandonate ogni speranza, O voi che cercate una novità. Come già anticipato precedentemente, Victorian Psycho rivisita il famoso romanzo di Bret Easton Ellis e la figura dell’istitutrice, ma non aggiunge granché agli elementi che tratta. Questo non vuol dire che questo non sia un libro apprezzabile e soprattutto intrigante. Se Victorian Psycho ha un pregio è proprio il risucchiare chi legge tra le proprie righe, grazie allo stile di scrittura sarcastico e irriverente e al mistero riguardante le motivazioni che guidano le azioni di Miss Notty.
Pertanto, se avete adorato le atmosfere di Jane Eyre e di A Certain Hunger di Chelsea G. Summers (se cercate un’altra protagonista come Dorothy Daniels), allora Victorian Psycho potrebbe fare al caso vostro.