
Il segreto di Miss Austen: un omaggio a Jane Austen per i suoi 250 anni
Idealizzata ed eretta a paladina di un’epoca altrettanto mitizzata, Jane Austen non vestirà solo i panni dell’arguta scrittrice, ma sarà protagonista di una storia struggente e intrigante. Tracciando alla perfezione quello stile ormai conosciuto e inequivocabile, Giovanna Zucca ne Il segreto di Miss Austen sembra riprendere tra le mani uno dei lavori della Austen, senza far mancare personaggi detestabili e giovani eroine pronte a tutto.
Lo stile austeniano e la presenza della stessa Jane Austen a fare da protagonista alle vicende che si susseguiranno nel romanzo omaggiano la grande scrittrice britannica proprio in occasione del 250° anniversario della sua nascita.
Quando Jane Austen diventa l'eroina di una delle sue storie
Ambientato in Inghilterra, precisamente nell’Hampshire, nel primo decennio dell’Ottocento, Il segreto di Miss Austen introduce la piccola cittadina di Chawton e gli intrighi che intessono il tessuto della sua società. Seppur protagonista del romanzo, Jane Austen non comparirà fino a storia inoltrata. Ad aprire la scena sono la contessina Olimpia, la superba Louise Alton e la misteriosa Cecilia Ravencourt.
Jane Austen arriva nella cittadina con un editore sparito nel nulla e tante idee che le frullano per la mente. Eppure, non si sarebbe mai aspettata, alla veneranda età di 35 anni, di cadere innamorata di un uomo ben più giovane di lei. È proprio ciò che accade quando Richard Stokes, fratello di Olimpia, entra nella sua vita. Un giovane affascinante con cui non condivide alcun interesse, ma che è in grado di catturarla sin dal loro primo incontro.
Ironica e sfacciata, Jane Austen smette di essere una figura distante per i lettori amanti delle sue opere. Miss Austen non è più mera spettatrice, la penna che racconta storie d’amore struggenti, ma viene resa protagonista di un sentimento che cresce pagina dopo pagina sotto gli occhi di tutti, ma che i più non riescono a notare. È proprio l’età di Jane, considerata una vecchia zitella secondo i canoni dell’epoca, e la differenza d’età tra lei e Richard a rendere la loro storia non solo impossibile, ma anche astratta agli occhi di tutti. Jane stessa si sente a tratti protetta e a tratti invisibile sotto lo sguardo giudicante della società britannica.
Giovanna Zucca erge la scrittrice a salvatrice e a giudice. Infatti, non si astiene dal riservare parole sarcastiche a chiunque faccia parte della sua vita. Insomma, Zucca è stata in grado non solo di scrivere un romanzo con uno stile di scrittura quanto più simile a quello di Miss Jane Austen, ha saputo anche caratterizzare la stessa scrittrice in modo del tutto umano e credibile, rendendola la donna arguta e intelligente che traspare dalle sue opere.
Il segreto di Miss Austen: una storia d'amore nascosta da intrighi e pettegolezzi
Nonostante Jane Austen sia la protagonista ne Il segreto di Miss Austen, non possiamo sorvolare sulle altre donne che popolano le pagine di questo romanzo. A portare scompiglio tra le giovani donne di Chawton è l’arrivo di Cecilia Ravencourt, una fanciulla dalla bellezza innegabile e con una dote cospicua. La gelosia di Louise Alton si mescola alla curiosità di Olimpia Stokes che ben presto si legherà alla nuova arrivata. L’amicizia tra Cecilia e Olimpia appare fin da subito sbilanciata e poco genuina. Tuttavia, avevo ingenuamente creduto nella forza della solidarietà femminile e avevo sperato che il loro rapporto potesse perdurare nel tempo in qualche modo.
E se una fuga sventata per un soffio e inaspettate delusioni amorose sono spesso in grado di rafforzare il legame tra due persone, Zucca non esita a mostrarci anche i lati più meschini dell’amicizia. Tra balli e passeggiate nella campagna inglese che fa da protagonista alla storia, la crescita – e il declino – di tutti i personaggi si sviluppa pagina dopo pagina. I giudizi di Jane saranno quasi profetici, eppure anche alla grande scrittrice britannica capita di sbagliarsi.
Soffrendo in silenzio per un amore impossibile, Jane Austen ci viene mostrata come una donna arguta, seppur sensibile, costretta a nascondere le proprie emozioni. Ma la sensibilità non corrisponde alla debolezza, perché Jane trae forza e ispirazione dal suo cuore spezzato e si costringe ad andare avanti anche quando vorrebbe solo cedere a ciò che Richard le offre. L’amore tra i due personaggi si sviluppa con lentezza, ma senza prendere il sopravvento sul resto della storia. Un amore quasi timido, che preferisce rimanere in disparte. Immagino che fosse proprio questo l’intento dell’autrice, ma avrei preferito una maggiore costruzione del legame tra i due che potesse giustificare una connessione tanto profonda.
Un finale che insegna o che giudica?
Il cast de Il segreto di Miss Austen contiene personaggi dalle mille sfaccettature, eppure c’è un tratto che accomuna tutti loro: i difetti. Sono tutte persone imperfette, che non mancheranno di cedere a vizi e alle debolezze nel corso della storia. Il primo fra tutti è Richard Stokes. Più che un eroe, lo definirei un personaggio tormentato e incapace di farsi carico delle proprie responsabilità. Non me ne vogliate, ma non riesco a trovare alcun tratto positivo nel suo carattere volubile. Ho supportato fin in fondo le ragioni che Cassandra, amata sorella di Jane, ha addotto per distogliere la nostra scrittrice dal cadere nelle braccia del futuro conte.
«Jane! Sei sempre la stessa. Non so se ammirarti o disperarmi».
«Ti suggerisco di ammirarmi», rispose Jane con una risata, «è più gratificante per entrambe».
Il segreto di Miss Austen, Giovanna Zucca
L’amicizia femminile – e la gelosia che alcune volte la caratterizza – viene indagata in modo molto approfondito e Zucca non si è risparmiata nel finale. Tutto viene ribaltato, a partire da Cecilia e la sua delusione d’amore fino ad arrivare alla caratterizzazione di Louise, che da altezzosa e antipatica finalmente inizia a maturare.
Non sempre le scelte vengono capite da chi non riesce a mettersi nei nostri panni e vorrei spezzare una lancia in favore di Cecilia. Sono rimasta particolarmente delusa dal finale che le è stato riservato. Non ho mai creduto che Cecilia potesse essere un personaggio negativo e ho trovato ingiusto il comportamento di Olimpia nei suoi confronti. Eppure, credo che l’intento dell’autrice sia chiaro: è la donna che viene resa colpevole degli sbagli dell’uomo. Se Richard ha deciso di non mostrare mai apertamente il suo interesse per lei, resta solo Cecilia stessa l’unica colpevole di essere andata avanti.