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Ecofiction e denuncia sociale: Le Indegne di Agustina Bazterrica

Ecofiction e denuncia sociale: Le Indegne di Agustina Bazterrica

Senza fede, non c’è salvezza. Le indegne, Agustina Bazterrica

Agustina Bazterrica, autrice di Cadavere Squisito, torna con un racconto disturbante, avvolto nelle nebbie di un misticismo postapocalittico, che confonde il lettore fin dalle prime pagine.

Le Indegne è una storia narrata in forma diaristica, pagine strappate dal controllo pervasivo di una struttura chiusa e gerarchica, dove la protagonista si fa voce narrante e custode di una società che sopravvive a stento a una catastrofe climatica.

Uno sguardo dentro la Casa della Sorellanza

 Il nome Indegne caratterizza una piccola parte delle donne di cui viene narrata la storia. Sono vicino alla base della piramide gerarchica, ma non le ultime. Sotto di loro ci sono le schiave, coloro che sono state contaminate dalle radiazioni, dalle piogge acide, malate di un male senza nome, ma non contagiose. 

Non possono aspirare a niente di più che a servire chi è più degno di loro della salvezza, in cambio di un posto nel luogo che sembra esule dalla rabbia degli elementi: la Casa della Sorellanza.

Ex monastero, a oggi ospita quella che sostanzialmente è una setta, le cui uniche adepte possono essere donne. Adoratrici di un Lui, sempre celato e di cui conoscono solo la voce, rinnegano i culti antecedenti, soprattutto quello rappresentato nelle pareti e finestre della Chiesa riconvertita a auditorio che è teatro di gran parte delle azioni.

Lui non odia le Indegne, le sprona ad abbandonare ciò che le rende non pure: la rabbia, l’accidia, l’invidia, la cattiveria che scorre nelle loro vene. Lo fa con un linguaggio violento, meschino e machista, proprietario delle loro vite e dei loro destini. Braccio destro di Lui è la Sorella Superiora. Sadica, violenta, impunita, comanda ogni secondo della vita delle rifugiate alla Casa, con potere di vita, morte, e tortura su ognuna di loro. Un male tangibile, l’allegoria fisica della componente femminile del patriarcato.

Appena fuori dallo sguardo delle indegne ci sono loro, le prescelte. Le elette si compongono di tre categorie: le Sante Minori, le Diafane di Spirito, le Aure Piene. Sono Indegne che sono riuscite a purificarsi abbastanza per accedere a poteri mistici. Il prezzo da scontare è la mutilazione. Vista, Udito, Voce, sono superflui in un mondo che ha dettato il tuo ruolo e scopo. 

Sopra di loro solo le Illuminate: talmente pure da non aver bisogno di un intervento umano per concentrare il loro potere, possono prevedere il futuro e le sue catastrofi, essendo in dialogo costante con Lui. 

I due temi principali: ecoansia e patriarcato

Questo sistema distorto, comandato dalla repressione dall’alto e da un’invidia e diffidenza profonda tra simili, è ciò che rimane dell’intera società. O così sembra. Fuori dalle mura della Casa della Sorellanza non vi è cibo, solo violenza, guerre, carestie e morte. È così da anni. 

Bazterrica descrive un mondo devastato, in una prova brillante di eco-fiction e ecoansia. E le buzzword per renderlo non solo credibile ma vicino sono presenti tutte. Disastri idrici, siccità, malattie che decimano gli animali. Un’intelligenza artificiale che comanda i governi, dalla quale si è riusciti a sfuggire solo quando la rete elettrica è completamente saltata. E con essa, la civiltà.

Accanto a questo macro-tema, quello di un mondo morto per colpa dell’uomo, devastato dalle successive lotte di sopravvivenza, si ha quello rappresentato dal culto: una società patriarcale, che comanda le vite e i corpi delle persone al suo interno. Nonostante la presenza maschile si limiti a un personaggio, ideatore del sistema, il patriarcato è pervasivo: nel linguaggio, nelle punizioni corporali utilizzate, nell’oggettificazione costante.

Le Indegne è una novella breve, di cui finirei per fare spoiler se continuassi a parlarne. Nel macrocosmo devastato da un clima in ribellione, vi è un microcosmo che continua a rappresentare la società odierna e le sue peggiori dinamiche. Il messaggio finale è che forse, non basta la fede per salvarsi. 

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