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Il mercante di vendette di Bianca Marconero: quando l’amore riscrive la tragedia

Il mercante di vendette di Bianca Marconero: quando l’amore riscrive la tragedia

Un genio manipolatore, una ragazza che non ha paura di affrontarlo, una scuola d’élite dove le vendette si comprano online. Il mercante di vendette di Bianca Marconero, già autrice di Lady Pride & Mr Prejudice (Giunti 2024), è il romanzo dark academia che ti conquisterà: un retelling contemporaneo e spiazzante dell’Otello di Shakespeare, dove l’eroe è proprio Iago, il personaggio più odiato del teatro classico.

Ambientato in un collegio inglese gotico e nei meandri del dark web, il romanzo mette in scena una guerra tra verità e apparenze, tra condanna e redenzione. Ma la domanda vera è un’altra: e se il cattivo non fosse mai stato davvero cattivo?

Un Otello in chiave contemporanea

Il punto di partenza è audace: reinterpretare una delle tragedie più cupe e definitive di Shakespeare. Ma Bianca Marconero, già amatissima per la sua penna ironica e intensa (e per i suoi personaggi maschili che non si dimenticano), accetta la sfida e la porta a termine con originalità e intelligenza narrativa.

Nel suo Mercante di vendette, l’Otello lascia spazio a un racconto che mantiene solo pochi elementi chiave del testo shakespeariano — i nomi, le tensioni di fondo, il gioco di gelosie e apparenze — ma ne traduce fedelmente le atmosfere, lo spirito tragico e la riflessione sull’identità, sulla manipolazione e sul destino.

Edwin Booth as Iago, Thomas Hicks

L’ambientazione si sposta alla Stratford Academy, scuola d’élite dal fascino oscuro, dove al profumo del privilegio si mescola quello delle leggende metropolitane. È qui che si muove il fantomatico Mercante di Vendette, figura misteriosa che, attraverso una chat anonima nel dark web, “regola i conti” per conto di terzi.

L’impianto narrativo conserva i personaggi fondamentali — Otello, Desdemona, Iago — ma li riplasma in chiave contemporanea, dando nuova centralità proprio a Iago, qui trasformato nel vero protagonista: Iago McGregor, enigmatica e sfuggente figura al centro della trama. Otello stesso è un Otello 2.0, sempre geloso, sempre impulsivo, ma non più il motore tragico della storia. È Iago, stavolta, a reggere il peso dell’azione e dell’evoluzione emotiva.

E così, pur prendendosi ampie libertà sul piano narrativo, l’autrice riesce a restituire l’anima della tragedia classica, tra vibes oscure, senso del dramma e tensione morale.

Iago McGregor, da burattinaio a protagonista tragico

Nell’Otello di Shakespeare, Iago è il motore oscuro dell’intera vicenda. È lucido, calcolatore, manipolatore e la sua motivazione — il sospetto di essere stato scavalcato da Cassio — non sembra giustificare la crudeltà delle sue azioni. È l’incarnazione del male gratuito, della gelosia cieca, del nichilismo.

Nel Mercante di Vendette di Bianca Marconero, Iago conserva questa freddezza apparente. È tagliente, sprezzante, intelligente, con il classico sarcasmo che l’autrice sa maneggiare così bene; ma dietro alla sua facciata, si nasconde un personaggio profondamente ferito, un giovane che porta sulle spalle un passato difficile e che ha scelto di indossare una maschera per sopravvivere. La sua missione, quella del Mercante, è alimentata non solo dal desiderio di controllo, ma dal bisogno di dare un senso al dolore, di proteggere chi non ha voce.

Kenneth Branagh come Iago in Othello (1995)

Bianca Duchamp, una Desdemona che lotta

Anche Bianca Duchamp è molto più della Desdemona originale, spesso ricordata come passiva e tragica. Bianca è brillante, testarda, curiosa, pronta a sfidare tutto per arrivare alla verità. Studentessa modello del corso di Giornalismo, non si accontenta delle apparenze.

Il suo confronto con Iago è tra le dinamiche più intense del romanzo: un duello verbale continuo, fatto di stoccate e ripicche, ma anche di una tensione crescente, quasi elettrica, che tiene incollati alle pagine. Duchamp non si innamora di un salvatore: si innamora di un enigma, di una mente che sfida la sua, di un ragazzo che le mostra il lato più fragile della rabbia.

E quando viene aggredita e Iago rischia la vita per salvarla, la posta in gioco cambia. La verità non riguarda più solo il Mercante: riguarda chi siamo quando scegliamo di proteggerci… o di amare.

Desdemona, Alexandre Cabanel

Temi forti: vendetta, identità, amore

Uno degli aspetti più riusciti de Il mercante di vendette di Bianca Marconero è la capacità di intrecciare temi universali e tormenti adolescenziali in un equilibrio autentico. L’autrice costruisce una storia che parla di dolore, scelte e trasformazioni, senza mai cadere nella retorica o nel moralismo.

Il tema della vendetta è il filo rosso che attraversa la trama, ma non viene mai celebrato. Al contrario, è messo a nudo nei suoi meccanismi più tossici: la vendetta nasce da un dolore irrisolto, da una frattura dell’anima e finisce spesso per consumare proprio chi la esercita. Il “mercato delle vendette” non è un luogo di potere, ma una prigione mascherata da arma, tramandata di generazione in generazione.

Il romanzo è anche una profonda riflessione sull’identità. Ogni personaggio indossa una maschera: Iago è diviso tra ciò che è e ciò che finge di essere; Bianca tra ciò che cerca e ciò che teme di trovare. Persino Otello, che nella tragedia originale si lasciava travolgere dalla gelosia, qui mostra un’evoluzione sorprendente, prendendo le distanze da se stesso e imparando a mettere in discussione i propri impulsi.

Otello e Desdemona, Alexandre-Marie Colin

E poi c’è l’amore, che non arriva come salvezza facile, ma come forza destabilizzante. L’amore costringe a scegliere, a mettere in discussione tutto: chi sei, da dove vieni, dove vuoi andare. Per Iago, in particolare, amare significa smettere di distruggere per iniziare, forse per la prima volta, a costruire qualcosa di vero.

Ma il cuore del romanzo sta in questo: tutti i personaggi evolvono. Nessuno resta fermo nella propria “lettera A”. Ognuno compie un cammino, anche doloroso, verso una nuova consapevolezza. E Bianca Marconero li tratteggia con una cura rara: non sono tipi, ma esseri umani complessi, fragili, vivi.

Lo stile: tra classicismo e ritmo moderno

Bianca Marconero scrive con una penna raffinata e vibrante, capace di fondere classicismo e contemporaneità in modo sorprendente. Il suo stile è colto ma mai pretenzioso, punteggiato da citazioni shakespeariane inserite con intelligenza, come piccoli omaggi nascosti per chi sa coglierli, senza mai appesantire la lettura.

Il ritmo narrativo è fluido e cinematografico: scene d’azione serrate – dalla festa in maschera ai duelli di scherma, fino alle incursioni nel dark web – si alternano a momenti di introspezione intensa e dolorosa.

Ogni battuta di dialogo è calibrata con precisione, ogni personaggio – anche quelli che occupano solo poche pagine – ha una voce distinta e riconoscibile. Nessuno è decorativo: tutti servono alla costruzione di un mondo narrativo coerente e vivido, in cui l’atmosfera dark academia incontra la tensione emotiva della tragedia classica, ma con la velocità e la sensibilità della narrativa young adult migliore.

Per scoprire altri titoli dark academia, vi rinvio agli articoli su La nona casa, Babel e Vita Nostra

Il ritorno di Otello, Thomas Stothard

I retelling oggi: perché riscriviamo i classici?

Il mercante di vendette di Bianca Marconero si inserisce nel panorama sempre più vivace dei retelling letterari, che stanno conoscendo una nuova fioritura. Ma se molti si limitano a cambiare lo sfondo o l’epoca, Bianca Marconero va oltre: scardina le intenzioni originali, ribalta i ruoli, umanizza i mostri, interroga gli eroi.

Il suo non è un semplice aggiornamento dell’Otello, ma un dialogo stratificato con la tragedia shakespeariana, che ne conserva l’anima oscura pur riscrivendone le regole. Non c’è imitazione, ma reinterpretazione. Non c’è timore reverenziale, ma un rispetto attivo, creativo, che dimostra come i classici non siano reliquie da venerare, ma porte aperte al confronto.

In un’epoca in cui parlare di identità, responsabilità e perdono è più urgente che mai, questa riscrittura offre una possibilità: anche chi nasce con il nome sbagliato può riscrivere il proprio destino. Perché a volte, il vero atto rivoluzionario non è vendicarsi, ma scegliere chi diventare.

Sempre a proposito di retelling shakesperiani, su Strega in biblioteca abbiamo parlato della Lady Macbeth di Ava Reid e di quella di Isabelle Schuler, ma anche di Romeo e Rosalina

Un finale che cambia tutto

Senza svelare troppo, basta dire che il finale de Il mercante di vendette non segue la scia tragica dell’Otello. Ed è proprio qui che risiede il suo vero potere catartico. Mentre Shakespeare ci ha lasciato con la morte come esito inevitabile, Bianca Marconero ci regala qualcosa di più: una scelta, un sacrificio, una redenzione.

Quando chiudi il libro, non guardi più Iago come il villain di sempre. Non pensi più a lui come al traditore che ha scatenato il caos, ma a quanto dolore ha dovuto sopportare, quante maschere ha dovuto indossare per nascondere la sua vera natura e ti rendi conto che è stato proprio l’amore a dargli la forza di abbandonarle, di scegliere chi diventare. È un finale che ti costringe a riconsiderare tutto, a vedere il personaggio sotto una nuova luce.

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