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Dentiverdi: il folklore celtico diventa protagonista di un esordio poco convincente

Dentiverdi: il folklore celtico diventa protagonista di un esordio poco convincente

Dentiverdi, il romanzo d’esordio di Molly O’Neill pubblicato con la collana Ne/On di Edizioni E/O, è diventato disponibile in tutte le librerie a partire dal 18 giugno 2025. Cozy fantasy che affonda le proprie radici nella storia inglese e trae ispirazione dal folklore celtico, Dentiverdi è una storia che tratta di appartenenza, di rivalsa e di amicizia. Sarà riuscito a soddisfare le aspettative? Leggete l’articolo per scoprirlo.

Dentiverdi: la trama

Jenny Dentiverdi non ha mai parlato con un essere umano prima d’ora, ma quando una strega viene gettata nel suo lago da una folla inferocita, qualcosa le dice che vale la pena salvarla. Temperance non sa perché il suo villaggio le si è improvvisamente rivoltato contro; sa solo che ha qualcosa a che fare col nuovo e maligno reverendo. Lei desidera soltanto poter tornare a casa da suo marito e i suoi figli. Per quanto non abbiano nulla in comune, queste due improbabili compagne d’avventura devono unire le forze in una missione magica per sconfiggere l’entità malvagia che minaccia la famiglia di Temperance, il lago di Jenny, e probabilmente ogni singola anima della Gran Bretagna.

Fonte: neonlibri.it

Cosa succede quando si smette di credere alla magia?

I personaggi di Dentiverdi, tutti creature fatate, si muovono in un mondo che sta sempre più velocemente abbandonando le vecchie tradizioni e si sta dimenticando dell’importanza della magia. Jenny non ha mai incontrato gli uomini, ma sa di un tempo in cui la sua gente veniva temuta e rispettata. Temperance è stata aggredita e cacciata dagli uomini per le sue abilità, quando le stesse l’avrebbero fatta amare da tutti in passato. E lo stesso vale per la corte dei fatati, la Tylwyth Teg, un tempo venerata dagli uomini e adesso relegata alla tradizione popolare.

Cosa succede quando si smette di credere nella magia? Entra in gioco la paura. Si guarda tutto ciò che è diverso con sospetto e una voce più forte delle altre basta per far gettare una donna accusata di stregoneria all’interno di un lago. Si perde il rispetto per tutto ciò che è antico, arrivando a considerarlo come vecchio, errato, quando ci si dovrebbe ricordare che affondiamo le nostre origini proprio in quello stesso terreno.

Hylas and the Nymphs, John William Waterhouse

Jenny, Temperance, Brackus e il fido Cavall vanno sì incontro alla classica quest che non può mancare all’interno di un fantasy, ma al di là dell’aspetto fisico delle prove, dell’avventura, il loro percorso è quello di riaffermazione personale all’interno di un mondo che li vede come reietti. Un gruppo apparentemente slegato, forma invece un’alleanza e un’amicizia inaspettata, e sprona ogni suo membro a essere la versione migliore di sé.

Riferimenti folkloristici in Dentiverdi

Dentiverdi è un libro che, come anticipato, trae forte ispirazione dal folklore celtico e da tutte le creature che lo costellano. Quindi, ecco una lista di tutte le creature e riferimenti che troverete al suo interno!

Le dentiverdi. Non si può parlare di Dentiverdi senza menzionare le creature che hanno dato il nome sia al libro che alla sua protagonista. Quella di Jenny Dentiverdi è una razza fatata di minore importanza, ma comunque temuta. Composta solo da ninfe, tutte con la nomea di avere una passione per la carne di bambino, le dentiverdi vivono nei laghi della Gran Bretagna. 

I goblin, di cui Brackus Marsh è esponente all’interno di questa storia. Creaturine che in tutta la traduzione popolare raramente vengono considerate benevole, ma hanno un buon fiuto per gli affari.

Gwyn ap Nudd e Creiddylad in Dentiverdi sono rispettivamente il re e la regina della Tylwyth Teg, ma la loro storia romantica viene leggermente riadattata e si discosta da quella più complessa della tradizione popolare e del ciclo arturiano. L’Erl King è invece l‘intruso, l’antagonista, la minaccia. Non presente all’interno della mitologia celtica, l’Erl King (o Erlkönig) proviene dalla Germania. Egli è un essere fatato che qualche volta viene descritto come re, è una figura sinistra e malevola che perseguita gli uomini. Un altro reale che compare nel romanzo è il Twrch Trwyth, re di tutti i Porci, sua maestà il cinghiale! Ma non un cinghiale qualunque: essere enorme e dotato di una mente acuta, il Twrch Trwyth è legato alla tradizione della Caccia Selvaggia, e per questo non sorprende il fatto che sia una delle prove che Jenny e i suoi amici devono affrontare.

Infine incontriamo le guaritrici. Il loro potere è strettamente legato a quello della natura, e proprio grazie ad essa riescono a compiere piccole opere che le aiutano nella loro quotidianità. Non sono delle vere e proprie streghe, in quanto il loro potere è molto limitato, ma spesso si fa dell’erba tutto un fascio, ed è proprio così che Temperance finisce nei guai.

Cosa è andato storto con questa lettura?

Veniamo al dunque e togliamoci subito i sassolini dalla scarpa: purtroppo, la mia esperienza di lettura con Dentiverdi è stata tutto fuorché piacevoleSorvolando gli errori dilettanteschi che qua e là spuntano tra i capitoli del libro come dei bei funghetti velenosi, ciò che lascia più a desiderare, o almeno il problema che non sono riuscita a superare nemmeno con tutta la buona volontà del mondo, è lo stile di scrittura di Molly O’Neill: acerbo, semplicistico, talvolta affrettato. Insomma, tutti elementi che più e più volte mi hanno ricordato di avere tra le mani un lavoro di esordio.

Laddove la trama o i personaggi di Dentiverdi potevano fornire spunti interessanti su cui riflettere, anche se loro stessi non si salvano dalla mano inesperta della loro autrice, la prosa ha reso il tutto meno interessante e quasi infantile. L’impressione più grande che ho avuto per tutta la durata della lettura – e ce ne ho messo un po’ per finire questo libro – è stata quella di venir imboccata dall’autrice con una sequenza di infodump che hanno appesantito e sminuito la narrazione stessa. In linea generale, leggendo Dentiverdi non c’è stato un singolo momento in cui mi sia dimenticata di come questo sia un lavoro di chi mette per la prima volta mano alla scrittura. Forse il mio è stato un tentativo di giustificare tutte le carenze in cui mi sono imbattuta? Non lo so, ma mi piace pensare che i lavori futuri dell’autrice potranno risultare ai miei occhi più interessanti di questo.

Dentiverdi: conclusioni finali

Sfortunatamente, Dentiverdi non si può definire il migliore degli esordi né dal punto di vista stilistico, né da quello strutturale. Tuttavia, bisogna riconoscere a Molly O’Neill la validità delle sue ricerche in ambito storico-culturale e la potenzialità dalle sua trama. Per questo motivo, magari Dentiverdi non è il libro adatto allə lettorə già navigatə nel mondo fantasy, in quanto potrebbe risultare prevedibile e a tratti poco elaborato, ma lo è per quellə che si stanno affacciando per la prima volta a questo genere e cercano qualcosa di leggero e non troppo complesso, oppure ad un target molto giovane!

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