
Hazbin Hotel 2 non è perfetta. Forse è per questo che ci piace
Non è, probabilmente, una novità che il rapporto tra bene e male nell’hellaverse non assume dei confini così netti. Piuttosto siamo in grado di percepire all’interno di questo universo narrativo sfumature in cui i suoi personaggi rivelano passioni, desideri e debolezze, più facili da rintracciare nell’animo umano. Al contrario, non vediamo mai quella forte contrapposizione tra bianco e nero, come canta Adamo in L’inferno è per sempre. Le opere, figlie di Vivienne Medrano, tentano di scardinare questo concetto, e Hazbin Hotel 2, uscita più o meno un anno e mezzo dopo la prima stagione, ce lo conferma. In un’ambientazione infernale in cui i suoi abitanti cercano in tutti i modi di rifugiarsi nel paradiso, anche nel regno di Lucifero c’è della bontà.
Hazbin Hotel 2, nuove sfide
La nuova stagione inizia così: l’hotel di Charlie Morningstar ha conquistato la fiducia di molti peccatori. Purtroppo, non per le ragioni giuste. Nessuno sa ancora che Sir Pentious si è redento, ma la sconfitta dell’esercito degli esorcisti ha reso quel luogo un barlume di speranza per una possibile vittoria dell’Inferno sul Paradiso. Perché i suoi abitanti nemmeno questo sanno: che intanto le schiere angeliche, Sera in particolar modo (Lute per niente), stanno realizzando che il genocidio compiuto in passato è stato un terribile errore. Ma questa “ignoranza”, come sempre accade, non rende le cose facili per la protagonista di Hazbin Hotel 2. La vera sfida di Charlie adesso è quella di mettersi alla prova, dovendo avere a che fare con i nemici, con gli amici e soprattutto con se stessa. Dovendo combattere contro le sue fragilità, che la inducono anche a commettere errori di valutazione, strategie sbagliate.
Charlie è dominata in questa stagione da una profonda insicurezza. Riversa la sua fiducia in coloro che palesemente la vogliono ostacolare. Insegue il fantasma di una madre che la ignora, scomparsa in un luogo che noi sappiamo qual è. Lilith è ciò di cui Charlie pensa di avere bisogno, fautrice di una mancanza che colpisce duramente sia lei che suo padre. Lei, che in tutti i modi vuole mostrare il suo spirito positivo, benevolo, tutto quello che deve fare è imparare ad accettare il fatto che è la principessa. Nella seconda stagione la protagonista è… un po’ meno protagonista. Altri personaggi brillano di più nello scenario della serie. La sua forza motrice è ancora potente, ma resta ingarbugliata in una sequenza di azioni che la inducono a ripetere gli stessi sbagli. Alle volte, agli occhi dello spettatore, anche un po’ snervanti.
C’è chi brilla…
Invece, altri personaggi splendono. Sia i “buoni” sia i “cattivi”. Possiamo ammirare un Alastor estremamente machiavellico, mentre elabora un piano a primo acchito insensato e controproducente – ma che invece è geniale! Caratterizzato da una calma e un aplomb disarmanti, Alastor è il vero macchinatore. Tutti alla fine fanno ciò che aveva previsto. Mentre lui se ne sta legato lì, su una sedia girevole, teoricamente inerme, ma realmente in grado di controllare tutto e tutti. Alastor è un grande analista: legge i comportamenti di coloro che gli stanno accanto e prevede le loro mosse. L’Inferno per lui è una scacchiera dove gli altri impersonano le pedine. Deve semplicemente far correre gli avvenimenti, prima di poter dare lo scacco matto. Non c’è dubbio, si riconferma la personalità più intricata di tutta la serie, circondata da un mistero che anche alla conclusione di questo nuovo ciclo di episodi non viene portato alla luce.
Diversamente, se lui si riconferma nel suo splendore, un altro personaggio di Hazbin Hotel 2, sfavilla, Vox, a mio parere il villain meglio riuscito di Medrano. Non è Adamo, che a tratti ci sembrava un bambino viziato che giocava con i peccatori. Non sono nemmeno Stella e Andrealfo, che nella bambagia della loro vantaggiosa situazione nobiliare, provano invidia per chi è più potente di loro e disgustano chi è al di sotto. Non è nemmeno Striker, che, nonostante si senta giustamente oppresso da una gerarchia sociale superiore, in realtà poi finisce per fare il suo gioco. No. Vox è un cattivo. Brama il potere, quello più alto. Inganna tutti pur di raggiungere la vetta più remota. Ma, sebbene indossi delle ali, il suo punto debole è il sole che fa sciogliere la cera dalle piume. E come Icaro rischia rovinosamente di cadere. Però… con che stile, e con che canzoni!
… e chi un po’ meno, in Hazbin Hotel 2
Mettendo da parte Alastor e Vox, la cui rivalità fa da padrone per tutta la stagione, il resto del cast di Hazbin Hotel 2 mi lascia un po’ in bilico. Da un lato c’è Sir Pentious incastrato in una situazione che non aveva per nulla previsto. Un Sir Pentious che ci sconvolge, per la sua storia. Che ci rattrista per la sua solitudine. Che, invece, ci rincuora perché ciò che gli è stato insegnato lo trasmette agli altri. “Se chiedi scusa” erano le parole che gli aveva cantato Charlie nella prima stagione. Adesso è lui a cantarle in un Paradiso che è tutt’altro che perfetto. Altri personaggi, al contrario, di cui bramavamo un maggior approfondimento, sono meno presenti. Non inutili, ma sicuramente più sottotono di quanto ci potessimo aspettare. Non è un errore di scrittura questo, però, a livello narrativo, la serie abbonda di un eccesso di elementi.
O meglio, siamo stati riempiti da così tante informazioni e indizi a possibili filoni narrativi che non è stato possibile sbrogliare tutto in questa stagione. Non che ci aspettassimo che un arco narrativo si chiudesse nel giro di otto episodi (che son pochi), ma ci sono alcuni aspetti che sono stati accennati e poco approfonditi. Alcune questioni si sono spalancate con forza dirompente all’inizio e poi sono passate in sordina. Tanto da arrivare all’ultima puntata ed essersi quasi dimenticati di questo o di quello. Sì, Angel Dust e Lute avrebbero potuto darci molto di più, ma quasi sicuramente nella prossima stagione ci regaleranno grandi sorprese. Anche perché a seguito di un finale dolceamaro, così come è accaduto per la seconda stagione di Helluva Boss (forse a Vivienne piace farci soffrire) tutti vedono l’ora di scoprire cosa ci aspetta.
Hazbin Hotel 2 tra nuovi colori e nuove canzoni
Nonostante ciò, Hazbin Hotel 2 è stata bellissima. Forse proprio questa imperfezione ci permette di apprezzare quello che vediamo, sorretta da un comparto tecnico, per altro, spettacolare. A partire dalle animazioni, più scorrevoli e fluide di prima, per poi passare ai colori e soprattutto alle canzoni. I brani cantati da Vox hanno sicuramente dominato sia per la loro quantità, ma anche perché rispecchiano a pieno un personaggio che tenta di prendersi tutta la scena. Nel complesso – sì, alcune possono piacere meno di altre, ma qui è questione di gusti – c’è una superba armonia nel filone musicale. Perché queste canzoni sono in grado di richiamare con le riprese altre precedenti. O si combinano con nuove melodie oppure si incontrano altre due già ascoltate nella serie e che apparentemente non avevano niente a che fare l’una con l’altra, ma che invece insieme sono coerenti.