
L’Alba sulla Mietitura: i 50esimi giochi sotto l’occhio della propaganda
Il 18 marzo di quest’anno è finalmente approdato sui nostri scaffali L’Alba Sulla Mietitura di Suzanne Collins, l’attesissimo nuovo volume della saga distopica di Hunger Games, uscito in Italia in contemporanea con gli Stati Uniti.
Erano ormai anni che ə fan della prima ora attendevano di leggere L’Alba sulla Mietitura (in originale Sunrise on the Reaping) per scoprire le vere origini di Haymitch Abernathy, uno dei personaggi più amati della trilogia. E se credete che questo sia un eufemismo, pensate che nel lontano 2011 era stato caricato su YouTube un cortometraggio amatoriale intitolato “Hunger Games: the Second Quarter Quell“.
Pubblicato a distanza di cinque anni da La Ballata dell’Usignolo e del Serpente (e di ben quindici anni da Il canto della Rivolta) L’Alba sulla Mietitura fa perciò da ponte tra il prequel sul presidente Snow e la saga madre, regalandoci riflessioni e easter egg che non eravamo riuscitə a prevedere, almeno non del tutto.
Una Panem un po' più familiare: la trama di L'Alba sulla Mietitura
All’alba dei cinquantesimi Hunger Games, i distretti di Panem sono in preda al panico. Quest’anno, infatti, per l’Edizione della Memoria, verrà sottratto alle famiglie un numero doppio di tributi rispetto al solito. Intanto, nel Distretto 12, Haymitch Abernathy cerca di non pensarci troppo, l’unica cosa che gli interessa è arrivare vivo a fine giornata e stare con la ragazza che ama.
Quando viene chiamato il suo nome, però, il ragazzo vede infrangersi tutti i suoi sogni. Strappato alla sua famiglia e ai suoi affetti, viene portato a Capitol City con gli altri tre tributi del Distretto 12: una ragazza che per lui è quasi una sorella, un esperto in scommesse e la ragazza più presuntuosa della città. Non appena gli Hunger Games hanno inizio, Haymitch comprende che tutto è stato predisposto per farlo fallire. Eppure qualcosa in lui preme per combattere… e far sì che la lotta si estenda ben oltre l’arena.
Fonte: libri Mondadori
Il principio della casualità: David Humes e i 50esimi giochi
That the sun will not rise tomorrow is no less intelligible a proposition, and implies no more contradiction, than the affirmation, that it will rise.
David Hume
Il messaggio del libro è chiaro sin dall’epigrafe: Suzanne Collins fa un ottimo lavoro nell’utilizzare il principio della casualità di Hume per presentarci la politica di L’Alba Sulla Mietitura.
Se La Ballata dell’Usignolo e del Serpente indagava sull’essenza della natura umana (e chi non se lo ricorda l’iconico “What happened in there that’s humanity undressed” della Dottoressa Gaul?), questo libro, invece, si interroga su cosa possa far scattare la scintilla della rivoluzione: banalmente, l’effimera convinzione che il fatto che il sole sia sorto ogni giorno della nostra vita non porta con sé l’assoluta certezza che sorga anche domani.
E se sostituiamo la parola “sole” con “Mietitura”, il titolo del romanzo parla da sé.
Lenore Dove Baird incarna perfettamente questo ideale; è proprio lei, infatti, a suggerire a Haymitch una vaga speranza, a instillare in lui un senso di ribellione contro il sistema. Anche se la vediamo molto poco in pagina, Lenore Dove è il personaggio cardine della narrazione, costantemente presente nei pensieri del nostro protagonista, che ne fa, in qualche modo, il pilastro della propria morale.
Per Haymitch, Lenore Dove rappresenta la ghiandaia imitatrice, l’ibrido che è riuscito ad emanciparsi dal giogo di Capitol e a crearsi una vita libera (tra l’altro, se siete rimasti traumatizzati da quella famosa scena di fine Hunger Games, fate attenzione perché questo libro di ibridi ne è pieno).
“And that’s part of our trouble. Thinking things are inevitable. Not believing change is possible.”
“I guess. But I can’t really imagine the sun not rising tomorrow.”
A crease forms between her eyebrows as she puzzles out a response. “Can you imagine it rising on a world without a reaping?”
Sunrise on the Reaping, Suzanne Collins
Riflessione, rivoluzione e propaganda in L'Alba sulla Mietitura
“They will not use my tears for their entertainment.”
Sunrise on the Reaping, Suzanne Collins
L’Alba sulla Mietitura, inoltre, riprende e approfondisce il tema della propaganda che permea la saga sin dal suo esordio. Tra un riferimento velato alla falsità dell’Intelligenza Artificiale e una critica ben più eclatante alla manipolazione dei media, il nostro protagonista si ritrova suo malgrado a apprendere la vera natura dei Giochi e di Capitol City, che al momento dei 50° Hunger Games è governata da un Presidente Snow ultra-sessantenne e sempre più corrotto e amareggiato.
Ma c’è un ma, perché nonostante il lustro e la tecnologia, la Capitol City che si para davanti agli occhi di Haymitch è ben lungi dall’essere l’ingranaggio perfetto che conosciamo dai tempi di Katniss. Certo, mancano ancora ventiquattro anni da quel famoso “I volunteer as tribute”, e la colpa potrebbe essere del tempo, ma già dal capitolo 5 un pensiero si fa prepotentemente strada: è davvero colpa del tempo, oppure siamo caduti nella trappola della propaganda?
La propaganda è ovunque in questo libro, è tangibile nei poster quasi-orwelliani che gridano slogan “No Capitol, No Peace!” in ogni parte del distretto 12 e di Capitol stessa, nella live della Mietitura che tanto “live” non è, nel comportamento dei tributi stessi all’interno dell’Arena, e lo stesso Haymitch è costretto a fare propaganda di sé stesso (proprio come insegnerà a Katniss).
Una riflessione profonda e ramificata, no?
Controindicazioni di un romanzo troppo desiderato
Invece non ne sono tanto sicura. Avrete sicuramente notato che questa recensione manca di un tassello fondamentale: i personaggi. Vorrei dirvi che si tratta di una mia svista, ma purtroppo nel suo riflettere sul concetto della propaganda Suzanne Collins ha perso di vista l’obiettivo principale, quello di star scrivendo un romanzo.
L’Alba sulla Mietitura è fortemente didascalico, eppure allo stesso tempo non contestualizza eventi e situazioni, cadendo nell’errore di dare tutto il worldbuilding per scontato, tanto i parallelismi con la saga madre sono così evidenti che probabilmente la Collins avrà pensato che non c’era bisogno, ad esempio, di spiegare nuovamente al lettore come fosse fatto il Distretto 12.
Il risultato? Un elenco di accadimenti stilato da una voce narrante troppo occupata a pensare alla fidanzatina rimasta a casa per prestare attenzione, ma che ci spiega fin troppo, persino l’ovvio. E menomale che il nostro narratore e protagonista dovrebbe essere talmente segnato dall’estrema povertà da essere ben più maturo della sua età (il parallelismo con Katniss sarebbe dovuto passare anche per la psiche, a parer mio).
Ed è così che i personaggi principali, a partire da Haymitch stesso, sono piatti e agiscono seguendo criteri che hanno ben poco senso, per portare avanti una trama che abbiamo già letto diciassette anni fa. Sentivamo davvero bisogno di un Hunger Games/La ragazza di Fuoco 2.0 pieno di personaggi-easter egg anche quando non avrebbero avuto motivo di essere presenti? Passi Plutarch, ma avevamo bisogno del cameo di una giovane Effie Trinket che non porta neanche alla conferma di una eventuale ship, perché Haymitch non smette di pensare a Lenore Dove neanche per pietà nostra?
Non lo so, sono abbastanza scettica. Per fortuna, almeno Maysilee Donner (compagna di Haymitch proveniente da una delle famiglie più benestanti del Distretto) è un personaggio interessante e ci regala qualche soddisfazione.
Considerazioni finali
Quindi è tutto da buttar via? No, assolutamente, ma consigliamo di non affrettarsi a comprare l’ultima copia e di aspettare l’uscita della trasposizione cinematografica nel 2026 (che tra l’altro ha già un cast di tutto rispetto).
Per quanto riguarda il futuro della macro-saga, gli esperti (leggasi: il fandom) sembrano convinti in maniera quasi unanime che questo sia il secondo volume di una trilogia (o saga) “prequel”. Tra i protagonisti più quotati del prossimo romanzo figurano: Plutarch Haevensbee, Finnik Odair e persino Annie Cresta; insomma, perché residenti o perché Favoriti, sembra che la prossima volta ci avvicineremo di nuovo a Capitol City.