
I fabbricanti di bambole: il debutto fantasy che vi lascerà senza fiato
Shean di Perla non è la solita protagonista. E no, non vuole essere un cliché o una critica, ma pura e assoluta verità. Shean è testarda, autoritaria, determinata e assolutamente insopportabile. Eppure, proprio per questo riesce a farsi amare. Ma Shean non è la sola protagonista de I fabbricanti di bambole, debutto fantasy di Lynn Buchanan. L’attenzione, però, non ricade sui singoli personaggi, bensì sul sistema magico e sulle bambole che lo contraddistinguono.
Tra misteri e intrighi, I fabbricanti di bambole narra la storia di una donna che non vuole accontentarsi, che conosce le sue abilità e desidera che anche gli altri ne riconoscano la grandezza. Buchanan ci descrive una minaccia pressoché sconosciuta e un mondo che fonda la propria sicurezza sulle competenze dei fabbricanti di guardie e lo fa senza tralasciare un elemento fondamentale: il sacrificio.
“Arriva un momento in cui tutte le altre voci devono essere scacciate dalla mente, un momento in cui bisogna rivolgersi a se stessi e chiedersi: chi sono? Cosa voglio? Come posso raggiungere al meglio i miei obiettivi? Nessuno può farlo al posto tuo.”
I fabbricanti di bambole, Lynn Buchanan
La trama de I fabbricanti di bambole
Il romanzo si apre con l’esaminazione volta a constatare le capacità di Shean di Perla e a renderla un’artigiana o una fabbricante di guardie. Tuttavia, Shean ha già in mente quale sarà il suo destino e non sarà un responso fallace a condannare la sua intera esistenza. Nel tentativo di aiutarla a trovare la sua strada, il maestro di Shean le intima di raggiungere il villaggio di Tela e trovare la fabbricante Ikiisa. Ma Shean, testarda e risoluta, ha un altro obiettivo: convincere gli abitanti di Tela del suo talento così da poter convincere la Gilda degli esaminatori a concederle la licenza di fabbricante di guardie.
Quale modo migliore per raggiungere il suo obiettivo se non sfidando la timorosa Ikiisa, fabbricante ufficiale di Tela, per poter assumere il suo ruolo? Ma non tutto sembra andare secondo i piani. Ulteriori segreti e rivelazioni terrificanti minacciano di sconvolgere il mondo di Shean, tanto da mettere tutto ciò che conosce in discussione.
Il sistema magico: tra marchi misteriosi e bambole guardiane
Aspetto fondamentale del romanzo di Buchanan sono proprio le bambole e la funzione che sono destinate ad assolvere. Infatti, ci sono due vie che si dispiegano davanti a un fabbricante: diventare un artigiano e costruire bambole per il piacere dei bambini, oppure diventare un fabbricante di guardie e difendere il mondo dagli Shod – mostri dall’origine sconosciuta, attratti dalla bellezza e che possono essere sconfitti solo dalle bambole. Questa piaga continua a mettere in pericolo gli abitanti di Uno, e la missione di Shean è annientare gli Shod, proprio come hanno ucciso la sua famiglia.
Il sistema magico creato da Buchanan non è solo approfondito e particolareggiato, ma è anche pressoché unico! Tutto gira intorno alla figura dei fabbricanti e alla loro abilità: creare bambole e infondere in loro il marchio in grado di donare a questi esseri una parvenza di vita. Le loro creazioni non possono parlare, scrivere, leggere, ma hanno una loro indipendenza. Sono bambole intelligenti e quelle che Shean crea sembrano esserlo forse fin troppo.
Eppure, ci sono delle zone d’ombra su cui verrà fatta luce solo alla fine del romanzo, facendo anche sperare in un seguito che possa approfondire sia il world building che i segreti che circondano le bambole e il primo fabbricante. Nonostante il sistema magico risulti particolarmente intrigante, ci sono alcune domande che i personaggi avrebbero dovuto porsi sin dall’inizio della loro carriera da fabbricanti e che sembrano toccarli solo verso la fine del romanzo. Quesiti fondamentali riguardanti il loro lavoro non possono stuzzicare la loro curiosità dopo così tanto tempo, dando per scontati elementi che potrebbero sconfiggere o per lo meno indebolire gli Shod.
Personaggi diametralmente opposti
Se Shean è impulsiva e tenace, determinata a far valere la propria opinione senza curarsi di quella altrui, Ikiisa si presenta come timida e riservata, quasi terrorizzata dal suono della sua stessa voce. Insomma, più diverse di così non si può. Per cui mi sento in dovere di dedicare due parole di ringraziamento all’autrice per averci regalato delle protagoniste agli antipodi, così diverse da riuscire a farci penetrare nella loro psiche e comprendere le motivazioni di ognuna.
Shean e Ikiisa non sono gli unici personaggi di I fabbricanti di bambole. Dela, Roque, Nock e soprattutto le bambole stesse sono di notevole importanza. Silver, tra tutti, è un tassello fondamentale della storia. La perfezione con cui Shean lo ha costruito, la sua stranezza e il suo legame con Dela lo rendono tanto protagonista quanto Shean e Ikiisa.
Nonostante il focus de I fabbricanti di bambole sia il sistema magico, ritengo che questo romanzo sia anche una sorta di coming of age. Il processo di maturazione guida l’intera storia, non solo di Shean, ma anche di Ikiisa. Il romanzo si concentra sul viaggio di Shean e sull’evoluzione di questo personaggio che vedrà le sue sicurezze vacillare con il progredire della trama. Shean è un personaggio facile da odiare e, di conseguenza, difficile da comprendere. Eppure, proprio per l’umanità e la facilità con cui ci si riesce a identificare in lei, diventa altrettanto difficoltoso detestarla.
Come il viaggio di Shean verso Tela e il suo soggiorno in questo villaggio hanno posto le basi per un’evoluzione graduale, il suo arrivo e il tornado che ha scatenato a causa delle sue convinzioni hanno aiutato anche la crescita di Ikiisa. Come già detto in precedenza, Ikiisa è timorosa e diffidente a causa del suo passato. Il bullismo di cui è stata vittima ha influenzato il suo carattere, rendendola estremamente remissiva. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice ha sfruttato l’elemento della creazione delle bambole come punto d’incontro tra le due protagoniste, ma anche come un porto sicuro in cui rifugiarsi.
La cadenza narrativa e lo stile di scrittura
I fabbricanti di bambole non è suddiviso in capitoli. Si tratta, infatti, di una narrazione unica, intervallata da stacchi quando cambia il punto di vista o quando l’attenzione si sposta verso una nuova scena. Malgrado possa apparire confusionario o quasi soffocante, lo stile di scrittura diretto fa in modo che la storia scorra fluidamente sotto gli occhi di chi legge. È la lentezza che contraddistingue la parte centrale del romanzo che rischia di far perdere l’interesse verso la vicenda. Se la parte iniziale, ricca di informazioni interessanti, è capace di catturare l’attenzione, poi la narrazione risulta stranamente piatta (specialmente durante le scene relative alla sfida tra Shean e Ikissa), per riprendere il giusto ritmo solo durante la parte finale.
In fin dei conti, I fabbricanti di lacrime è un solido debutto che garantisce un world building e un sistema magico straordinario per la sua unicità e dei personaggi autentici. Se avete amato i romanzi di TJ Klune e The Raven Scholar di Antonia Hodgson, allora questo romanzo fa al caso vostro!