«I buoni propositi di inizio anno sono un archivio di ambizioni mancate e di rimpianti, da cui ogni tanto sbuca un piccolo o grande miracolo a cui tutti si appigliano per continuare a credere al proprio. II valore dei buoni propositi non è nel loro compimento. É nel viaggio verso la realizzazione. e quel viaggio, cara Agata, è la vita».
– I buoni propositi, Sabrina Gabriele
La parte positiva del romanzo sono appunto i “ buoni propositi” dell’autrice: la vecchia libreria,
i foglietti infilati nei libri…. Ma la strada che percorre , ovvero la storia, e’ poco coinvolgente, troppo costruita, di maniera; fastidioso l’uso di aggettivi improbabili e rocamboleschi che si susseguono in lunghi elenchi.E poi c’è un po’ di tutto, tanti, troppi, ingredienti di presa sicura: Birkenau,
omosessualità, 3 amici ( the dreamers?!) contrasto tra ricchi/poveri, disimpegnati i primi, profondi e sensibili i secondi , ecc.
Per me l’ autrice non realizza i “buoni propositi” che mi aspettavo ma..diamole tempo.