
Bashavert: amore e vulnerabilità in una Corea distopica
Dal passato mitico popolato da mutaforma e morti viventi di I fiori di Yggdrasil (Moscabianca Edizioni 2022), con Bashavert Veronica De Simone ci proietta in un futuro ipertecnologico in cui si fanno a pezzi uomini e draghi per assemblarli in soldati perfetti. Non fatevi ingannare dalla delicata illustrazione in copertina di Arūnas: dietro la sua apparenza pastello, Bashavert nasconde artigli di lamproteo capaci di scalfire le corazze più dure.
In una Corea lontana lontana
I cieli d’autunno sono vuoti e vasti, alti e senza nuvole, la luna radiante è come il nostro cuore, indivisibile e unico. Goryei, donate devotamente il vostro corpo e il vostro spirito per proteggere in eterno il grande Goryeo.
Bashavert, Veronica De Simone
Gli eventi di Bashvert hanno luogo nel Goryeo, una trasfigurazione estremizzata delle due Coree che De Simone costruisce con accuratezza e precisione di linguaggio. Ci troviamo infatti di fronte a una società il cui notevole progresso tecnologico va di pari passo con un regime totalitario e con la sua sistemica eliminazione di ogni forma di difformità o devianza. Dalla politica eugenetica non sfuggono nemmeno i draghi, sottoposti a interventi invasivi che ne potenziano (alterano) il corpo per ricavarne delle macchine da guerra cibernetiche.
Il Grande Leader è il dittatore divinizzato di questa distopia. Fa una sola apparizione significativa all’interno del romanzo, ma la sua presenza è comunque viva e pressante. Si incarna negli uomini al governo e al fronte, si ramifica nelle donne-oggetto prive di volontà e si riversa nei figli e nelle figlie che saranno la classe dirigente del domani. Se pensate che il protagonista di Bashavert sia l’eccezione, ricalibrate le vostre aspettative.
Quando essere il migliore tra i migliori non è abbastanza
Dimostrami che sei un uomo.
Mi dispiace, Seo.
Se esiti, non sarai mai un soldato.
Bashavert, Veronica De Simone
Nahn Seojun è il figlio obbediente del Primo Ministero, lo studente diligente della Hwarangdae, il cittadino modello promesso sposo della figlia del Ministro della difesa. Nahn Seojun è, in realtà, una farsa, l’ultimo passaggio di una meticolosa sessione di skincare. Schiacciato dalla volontà paterna e corrotto da aspettative falsate, è arrivato a credere che l’unico modo per onorare la memoria del fratello caduto in battaglia sia diventare il migliore tra i migliori, assicurarsi il drago più forte e dare la vita per il Goryeo. Quasi il destino volesse dare ragione a suo padre, Seojun arriva ultimo tra i pochissimi cadetti eletti a diventare Cavalieri e, invece che da un raptor, possente e letale, finisce per essere scelto da una femmina di kai-fa, piccola e debole.
Il rapporto tra Sejoun e Ashe, il suo drago, non inizia nel modo migliore, avvelenato com’è dalla vergogna e dal peso del fallimento. Anche il valore del loro bond è così basso da essere preoccupante e mettere a rischio la vita di entrambi. Eppure, a dispetto di qualsiasi previsione, la forza del loro legame simbiotico cresce in modo stabile, e il merito è proprio di Ashe. Sotto gli occhi del regime, all’ombra di alberi senza tempo di un altro mondo, Seojun scopre che si può ascoltare invece di prevaricare; condividere il dolore, invece di soffocarlo; accettare l’amore, invece di perseguirlo.
Decostruire il maschile su ali di drago
Ashe lo fissava con gli occhi lucidi. Allungò il braccio verso il suo viso e col pollice gli asciugò una lacrima. «Puoi piangere, se vuoi».
«No». Si ritrasse e strofinò il viso nell’incavo del gomito.
«Non serve».
«Le emozioni servono sempre».
Seojun scosse la testa. Non le voleva. Non voleva quel dolore. Non voleva le fitte allo stomaco, le pulsazioni nelle tempie, le mani sudate, il batticuore che lo rodeva come asma.
Bashavert, Veronica De Simone
Difese che cadono, mani che si stringono, sentimenti che si liberano: Bashavert è questo. Calibrando cura e brutalità, Veronica De Simone ci mette di fronte al faticoso percorso di crescita di un giovane uomo verso una mascolinità sana, al risveglio lento del pensiero critico e dell’empatia sotto un regime dispotico. Incontriamo Seojun che è degno esemplare dello stato oppressivo che lo ha plasmato. Non incarna la proverbiale fiamma che brucerà Capitol City perché lui è Capitol City. Il sistema che lo privilegia ha il volto di suo padre, che è anche il suo. Adottarne il punto di vista non è un’esperienza piacevole — non nasce per esserlo, non è questo il punto.
Chi legge è chiamatə a convivere con la scomodità dei pensieri e delle azioni di Seojun, ma anche con il disprezzo che prova verso se stesso, un debole dalla mente fragile da sempre incapace di fare quel che va fatto. Il punto, allora, non è farselo piacere, ma comprenderlo, accompagnarlo nella decostruzione della sua mascolinità basata su repressione emotiva, violenza e discriminazione. Complice il legame simbiotico tra drago e cavaliere, Ashe incarna il risveglio della coscienza di Seojun. È grazie a lei, appartenente a una società fondata sulla condivisione e l’assenza di gerarchie, che i circuiti di Seojun vengono pian piano riscritti.
«Non… credo tu debba essere sempre armato. Fuori da lì, con me, puoi riporre la pistola e la tuta da Cavaliere»
Bashavert, Veronica De Simone
Ma è anche grazie a Soo-yun. Figlia del ministro della difesa e promessa sposa di Seojun, Soo-yun è la bella senz’anima, il cui aspetto sempre mutevole e on trend nasconde una totale assenza di libero arbitrio. Insieme alla madre di Seojun, è forse la dimostrazione più lampante dell’annullamento di qualsiasi forma di coscienza e volontà. Attraverso il suo personaggio, Bashavert mostra quanto sofferto e contorto e provante sia scegliere di ribellarsi al sistema che ti ha cresciutə – scegliere di scegliere.
Possibili turbolenze in volo
Per quanto abbia apprezzato Bashavert, mi sento di dover segnalare tre aspetti che potrebbero incidere sull’esperienza di lettura. Soprattutto nei primi capitoli, lo stile di scrittura asciutto e frammentario, quasi da sceneggiatura, pone Sejoun e chi legge sui due lati di un divario senza (apparente) possibilità di incontro. Dal momento che Bashavert presenta una focalizzazione interna, questo potrebbe apparire come un controsenso. A una riflessione più attenta, la freddezza che traspare è connaturata al contesto stesso in cui Seojun si muove – stiamo pur sempre parlando di una una società sotto un controllo dittatoriale – e sembra attenuarsi di pari passo alla scoperta di Seojun della propria vulnerabilità e del maggior contatto con Ashe.
Altro elemento che può risultare destabilizzante è l’assenza di descrizioni che aiutino a figurarsi l’universo ipertecnologico di Bashavert. Come già anticipato, De Simone ricorre a una terminologia precisa per descrivere tanto gli elementi culturospecifici coreani quanto quelli legati alle tecnologie in uso, ma non li correda di spiegazioni. Se, da una parte, questo alleggerisce il testo, dall’altra chiede a chi legge, soprattutto se non avvezzo ad ambientazioni di questo tipo, uno sforzo ulteriore, risentendone in immediatezza e immedesimazione.
Infine, bisogna tener presente che Bashavert è, prima di tutto, la storia di Seojun. I personaggi presenti, inclusa Ashe, sono funzionali alla sua evoluzione e servono soprattutto a sottolinearne gli aspetti chiave. Di conseguenza, è chiaro che, se paragonata a quella del protagonista, la loro caratterizzazione non appare altrettanto approfondita o incisiva. Il loro impatto emotivo, però, non ne risente neanche un po’ – prendetelo come uno spoiler senza contesto.
Bashavert: il vostro prossimo fantasy-distopico da recuperare
Veronica De Simone scrive uno Young Adult che ti accarezza prima di darti un cazzotto dritto dritto sulla bocca dello stomaco. Bashavert è un libro che racconta come la persona (o il drago) giusto al momento giusto possa salvarti la vita; che mostra con grande sincerità che scegliere giorno per giorno di essere la versione migliore di sé richiede uno sforzo atlantico; che c’è sempre tempo per aprire gli occhi e ribellarsi. Bashavert è sentire, anzi, sistesire.
«Mi sembra che il mio mondo stia cadendo a pezzi».
«Conoscenza è distruzione e ricostruzione. Fa parte di ciclo naturale, come le stagioni o la migrazione degli uccelli».
«Sì, ma qui… qui si tratta di altro».
«Questo altro si chiama amore. Capire amore è difficile». Ashe si raddrizzò e portò una gamba al petto, poggiando la testa sul ginocchio. «Col vostro linguaggio imprigionate qualcosa di tanto grande in una cosa tanto piccola. Lo definite perché la vostra mente bisogno di limiti. Quando però lo vedete e non è come ve lo aspettate, lo volete distruggere».
«Ci sono delle cose che vanno distrutte, Ashe. E per questo che esistono il governo, le leggi e la morale. Per capire cosa è giusto e cosa no».
Ashe scosse la testa. «L’amore è estremo e non interessa nulla di tutto questo. Ed è sempre giusto, quando rende felice chi lo prova». Si puntellò sui piedi e si avvicinò. «L’amore, spesso, va solo accettato».
Bashavert, Veronica De Simone