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Katabasis, il nuovo dark academia di R. F. Kuang

Katabasis, il nuovo dark academia di R. F. Kuang

Autrice pluripremiata e scrittrice di finali crudeli e drammatici, R. F. Kuang ha tentato per la prima volta di propinare al suo pubblico di fedeli seguaci un romanzo con una storia d’amore che fa da contorno a una trama dark academia. Con una penna acuta, a tratti fin troppo brillante, la Kuang ci ha fatto l’onore di scrivere per la prima volta un lieto fine. Ma amanti dei finali più tetri, non preoccupatevi! Ci sarà modo e maniera per soffrire durante questa lettura.

In questa storia, la magia regna sovrana tra i postgraduate di uno dei college più importanti del mondo, Cambridge. Eppure, quella non sarà l’ambientazione principale del romanzo. Tra ispirazioni dantesche e paradossi vecchi e nuovi, l’autrice ci trasporterà proprio all’Inferno. Un pentolone di informazioni e fatti interessanti che rischiano, però, di distogliere troppo dal focus principale, i personaggi.

Fortune favors the bold, magick rewards the decisive. The first mover wins; the losers play catch-up. Are you a born loser? Do you have the guts?

Katabasis, R. F. Kuang

Katabasis, un'idea audace tanto quanto l'esecuzione?

Il termine katabasis, tradotto in italiano catabasi, proviene dal greco κατάβασις e veniva utilizzato per indicare la discesa verso l’Ade di una persona ancora in vita. Era un tema ricorrente nella mitologia e nelle opere greche, partendo da Eracle che scende negli Inferi durante la sua ultima fatica, fino ad arrivare a Orfeo per ritrovare Euridice. Ma la catabasi mette radici nei contesti più disparati, ricorrente nella mitologia mesopotamica con Discesa di Ištar negli Inferi, nell’Odissea di Omero, nel libro della Scala e nel viaggio di Maometto e, ovviamente, nel viaggio compiuto da Dante ne La Divina Commedia.

Orfeo e Euridice, Jacopo del Sellaio

La Kuang parte da questo topos per scrivere della discesa nell’oltremondo di Alice Law e Peter Murdoch nel tentativo disperato di salvare il loro relatore dalla grinfie della morte. Le motivazioni sono chiare: Alice ha bisogno di una lettera di raccomandazione e solo il Professor Grimes, nonostante il suo animo malvagio e manipolatorio, può garantirle una posizione di prestigio nel mondo del lavoro. Peter deciderà di seguire Alice in questo folle viaggio nelle terre dell’Inferno solo con i loro poteri a proteggerli dalle insidie di un mondo che minaccia di inghiottirli.

Un sistema magico peculiare: cerchi d'evocazione e paradossi filosofici

A Cambridge la facoltà che studia e approfondisce la magia è un corso di studi come qualsiasi altro. Tutti i miti e le leggende della mitologia, nonché gli scritti di grandi filosofi e studiosi diventano vere e proprie fonti utilizzate dagli studenti di Cambridge per analizzare proprio il fenomeno del viaggio negli Inferi. Correnti di pensiero e ideologie diverse servono a guidare Alice e Peter attraverso le corti dell’Inferno, fondendosi a numerose tradizioni di altri popoli. Le influenze cinesi ed egiziane si fondono a quelle greche e romane per creare un mondo ultraterreno che possa rappresentare una sorta di punto d’incontro tra le varie leggende sul tema della morte.

E così anche il sistema magico ha una caratterizzazione del tutto fuori dagli schemi. Infatti, la magia adoperata nel corso delle vicende è ben radicata nei cerchi di evocazione e nei gessi per disegnarli, la cui polvere dà la possibilità ai maghi di compiere questi incantesimi.

Enea e la Sibilla Cumana

L’aspetto più soprannaturale si fonde con i paradossi che sono la base della magia praticata in Katabasis. Innumerevoli paradossi matematici, come quello proposto da Zenone di Elea oppure il famoso paradosso del mentitore che è stato rivisitato e modificato nel corso dei secoli.

Come afferma la Kuang, i paradossi vanno a confermare l’intento della magia stessa: confondere, diffondere dubbi e distruggere convinzioni ben radicate. Ciò viene sottolineato anche dalla presenza di formule e teorie matematiche che vanno a descrivere la fisionomia dell’Inferno, e dagli altrettanti postulati filosofici di studiosi come Nietzsche, Eraclito, Aldous Huxely.

Un dark troppo academia

Innumerevoli teorie e tesi, dalle più comuni alle più disparate, interrompono la narrazione senza remore, impedendo una lettura lineare. Se ci aggiungiamo anche i flashback, i capitoli diventano una lista infinita di spiegoni chilometrici che vengono propinati al lettore o dai personaggi o dal narratore stesso. Io sono una grande amante dei romanzi dark academia, specialmente se la conoscenza di chi scrive permea le pagine, ma il limite tra informazioni utili e info-dump è molto sottile.

Ciò non fa che far scendere la soglia di attenzione, portando il lettore a perdere interesse per la trama, ma soprattutto per i personaggi stessi che restano poco caratterizzati e sacrificati in nome di delucidazioni noiose. Purtroppo, l’intelligenza sottile e l’acutezza dello stile di scrittura della Kuang che ho sempre ritrovato nei suoi romanzi precedenti, specialmente in Babel, è quasi del tutto mancante in questo nuovo romanzo. Ho percepito tanta fretta nel voler giungere a una soluzione che non dà alcun tipo di soddisfazione, preferendo gettare nel pentolone nozioni di ogni genere senza dar modo di respirare al lettore.

Dante e Virgilio, William Bouguereau

Personaggi e rapporti: tra amore e odio

Alice Law è la narratrice, il suo punto di vista ci accompagna durante l’intera lettura, trasportandoci nella sua mente. Alice, però, non è un personaggio amabile, anzi è una protagonista scritta per essere moralmente grigia e piena zeppa di difetti. È proprio questo ciò che la rende realistica. È così facile odiarla che è impossibile non farlo: il suo modo di pensare e il suo semplicismo riguardo alcune questioni danno uno sguardo concreto al mondo accademico della fine degli anni Ottanta. Alice è completamente e inevitabilmente imprigionata nelle dinamiche di potere e di sessismo che continuano ancora oggi a controllare gli ambienti universitari e lei farà di tutto (ha fatto di tutto) pur di essere accettata. Le sue ragioni e il suo modo di fare sono inaccettabili, ma finiamo, a malincuore, per comprendere e compatire il suo personaggio.

Peter Murdoch, secondo il mio modesto parere, è un personaggio che necessitava di un approfondimento maggiore. Durante gran parte del romanzo, fino ad arrivare ad un capitolo dove finalmente il suo passato viene spiegato, Peter sembra insopportabile e quasi inutile. 

Therefore to seek reincarnation is to gamble with overwhelmingly bad odds on a life not worth living.

Katabasis, R. F. Kuang

I rapporti tra i personaggi sono fondamentali ai fini della trama. Come avevo già accennato in precedenza, la Kuang ha deciso con questo romanzo di gettarsi a capofitto in un romance, ma non nel significato a cui siamo abituati. Mi aspettavo una storia d’amore struggente e ben strutturata, ma i conflitti tra Peter e Alice restano fino alla fine irrisolti. Anche dopo essersi confrontati e aver vissuto esperienze che hanno portato a un loro avvicinamento, non ho notato alcun cambiamento nel loro rapporto. Non c’è stata nessuna risoluzione positiva, nessuna conciliazione. Entrambi sembrano restare ancorati al loro passato fino alla fine, non crescendo affatto. O per lo meno, il cambiamento che fa Alice è così repentino e fuori dal personaggio che è ingiustificato.

Dall’altro lato abbiamo una relazione diversa, quello tra Alice e il Professor Grimes. La Kuang eccelle nella creazione di dinamiche di potere e di supremazia al limite dell’ossessione tra due personaggi e, infatti, è proprio la caratteristica migliore del romanzo. Katabasis non è il racconto del viaggio negli inferi di Alice e Peter, ma è il resoconto delle esperienze traumatiche di Alice sin dal momento in cui ha incontrato il suo relatore. Il Professor Grimes è un uomo meschino, conscio del potere che investe le persone che lavorano per lui e non ha alcun timore di utilizzarlo e di manipolare chiunque gli faccia comodo.

L’ossessione morbosa che Alice sviluppa nel tentativo di compiacere Grimes è talmente ben descritta da far avere la nausea durante gran parte di questi flashback. La scrittura brutale della Kuang non fa che rendere queste dinamiche di abuso di potere e di controllo messe in atto dal professore del tutto realistiche.

Un viaggio nell'Ade in cui l'Inferno diventa irrilevante

Questo romanzo punta tutto, oltre che sui personaggi e sui loro traumi passati, sull’ambientazione e sull’atmosfera, ma ciò che prevale maggiormente tra le pagine sono le diverse ispirazioni mitologiche, religiose e filosofiche che l’autrice ha fuso e utilizzato per descrivere il viaggio dei protagonisti.

L’ambientazione avrebbe dovuto essere suggestiva e intrigante, rimandando a un immaginario dantesco, con influenze greco-romane e cinesi. Eppure, proprio la prima mancanza che ho percepito durante la lettura è stata l’assenza di un setting coinvolgente.

Yama sul bufalo, anonimo

Le descrizioni hanno fallito nel loro tentativo di rendere l’Inferno come un posto terrificante o simbolico. Soprattutto le prime corti che Alice e Peter attraversano hanno rappresentato un grande ostacolo durante la lettura, essendo prive di chissà quale pericolo imminente e difficile da superare. Ovviamente ci sono alcuni pericoli che impediscono loro di proseguire o li costringono a dover cambiare strategia, ma non provengono dagli inferi stessi, bensì da altri personaggi.

L’autrice si focalizza sui quattro gironi dell’Inferno, tralasciando il resto a descrizioni scarne e prive di alcun immaginario affascinante. Tuttavia, anche le prime corti che i protagonisti incontrano sul loro cammino sono state caratterizzate in modo fin troppo frettoloso, perdendo l’importanza che l’Inferno dovrebbe avere in questo contesto.

L’Oltretomba diventa un’università per anime erranti, così come anche le modalità di espiazione dei peccati sono strettamente legate al contesto accademico. Avrei apprezzato maggiore simbologia e anche maggiori riferimenti al viaggio dantesco che, seppur citato molteplici volte, fa solo da sfondo a tutte le numerose teorie e paradossi di cui sopra.

They sat a moment in silence. Once again they regarded one another, two bruised girls with too much in common. But this time there was no measuring up, no guesswork, only a tired recognition. I know how you got here. I know what it took.

Katabasis, R. F. Kuang

I Kirpkes sono una famiglia di maghi che infesta l’Inferno dopo aver deciso di morire per tentare di ritornare in vita. Sono loro il principale pericolo che minaccia la vita dei due protagonisti del romanzo. Ho apprezzato la loro presenza dato che alzano la posta in gioco e danno uno sguardo a ciò che la folle e disperata ricerca della conoscenza potrebbe rappresentare per degli studiosi curiosi.

Non voglio assolutamente fare spoiler, ma vorrei anche esprimere il mio disappunto per la conclusione finale. Gli aggettivi che mi vengono in mente sono: affrettata e insensata. Avrei apprezzato un finale meno positivo, evitando di sacrificare la caratterizzazione di Alice.

Inferno, Canto XIII, Gustave Doré

Katabasis: un'epica discesa verso l'Ade o un esercizio di info-dump?

Da grandissima sostenitrice dei romanzi di R. F. Kuang mi ritrovo a malincuore a mettere nero su bianco la mia delusione per il suo ultimo romanzo. Non ho ritrovato nulla della denuncia culturale e sociale presente in Babel o dell’epicità de La Guerra dei Papaveri.

Seppur Katabasis tenti di affrontare altri temi importanti, come la condizione della donna nel contesto accademico o il peso delle aspettative che nutriamo verso noi stessi o, ancora, l’abuso di potere nei contesti lavorativi o scolastici, queste tematiche finiscono in secondo piano, sommerse da tutti i paradossi e le teorie matematiche e filosofiche.

And if falling in love was discovery, was letting yourself be discovered the equivalent to being loved? For it tickled Alice to hear Peter make observations about her; to announce facts she’d never noticed about herself.

Katabasis, R. F. Kuang

Il potenziale intrinseco di Katabasis purtroppo non è stato sfruttato al massimo e me ne dispiaccio. Sono certa, però, che molti non la penseranno come me e vedranno quello che per me è stato mero info-dumping come semplici informazioni interessanti che danno un di più alla trama. Malgrado ciò, continuo a rimpiangere ciò che questo romanzo sarebbe potuto essere se la Kuang si fosse concentrata sui personaggi e sull’ambientazione.

Consiglio questo libro agli amanti del dark academia e delle letture con puzzle logici e per chi ha apprezzato Ninth House di Leigh Bardugo e Babel della medesima autrice.

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