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Il significato di famiglia: Cinque benedizioni per un matrimonio di Seo Maiko

Il significato di famiglia: Cinque benedizioni per un matrimonio di Seo Maiko

Cosa significa essere una famiglia? Non chiedetelo a Yūko che, al terzo cambio di cognome, è al suo terzo papà e seconda mamma. O forse lei è la persona perfetta per rispondere a una domanda così difficile? Se la matematica non torna, non preoccupatevi. In maniera limpida, Seo Maiko ci accompagna nella vita di tutti i giorni di una ragazza in crescita, mostrandoci come il confine della definizione stessa di famiglia possa diventare labile. Questo il delicato viaggio di Cinque benedizioni per un matrimonio, ultimo romanzo dell’autrice giapponese Seo Maiko, vincitore del Japan Booksellers’ Award e adattato per il grande schermo da Tetsu Maeda con il titolo di And, the Baton Was Passed (2021). A gennaio 2026 Edizioni e/o lo consegna ai lettori e le lettrici italiane.

La delicatezza della narrazione di Seo Maiko

Delicato è proprio l’aggettivo che mi è rimasto impresso per ore dopo aver concluso la lettura di Cinque Benedizioni per un matrimonioIl titolo e la copertina trasmettono una serenità che alla protagonista del romanzo non è sempre concessa. Yūko è stata sballottata da una famiglia all’altra, avendo voce in capitolo quando ancora troppo piccola per comprenderne le conseguenze, costretta invece da decisioni altrui quando sufficientemente adulta per poter scegliere. Calma, posata, quasi stoica, affronta il cambiamento nella propria sfera familiare, dei suoi componenti stessi, come se fosse una nube passeggera in una giornata di primavera. Ma la sua non è una storia di abbandono. È una storia di amore che trascende i confini delle convenienze e delle scelte più classiche.

Di figli e genitori

Il tema centrale del libro, inintelligibile dal titolo prima di terminare la lettura, è la famiglia. In particolare, vi è una domanda sullo sfondo del quadro giornaliero che viene dipinto dall’autrice. Cosa definisce un genitore? Quando una persona diventa tale? Quando lo decide l’etichetta mutando in ruolo o vocazione? Forse la permanenza nella vita della progenie. Il sangue condiviso. O forse il sacrificio personale per il bene del proprio figlio? 

Yūko considera tutte le persone che si sono alternate in questo ruolo i suoi genitori. Con loro ha condiviso la quotidianità. Anche se in maniera molto diversa. E con loro ha condiviso i pasti, il momento cruciale per i dialoghi, nella loro versione più tradizionale. E con essi sono presenti i riti e le scaramanzie collegati alla cucina. Certo, non sempre corretti: forse ingozzarsi di gyoza non aiuta ad essere più forti e coraggiosi, ma sicuramente rincuora per l’impegno che c’è dietro la loro preparazione.

Seo Maiko mantiene la penna leggera, analizzando uno dei rapporti inter-personali più complessi dell’umanità con una freschezza incredibile. Non un singolo passaggio del libro risulta aggravato dalla pesantezza dei divorzi, della malattia, delle complessità che si avvicendano. Yūko cresce di capitolo in capitolo, e la sua famiglia, spezzata, inusuale, estranea, la segue e la sostiene in ogni suo passo.

Di adolescenza e crescita

Seguiamo Yūko nei suoi primi ventidue anni di vita. Scherziamo con le sue compagne tra i banchi di scuola, prima le medie, poi il liceo. Siamo spettatori di screzi e dichiarazioni d’amore. Di incomprensioni che sembrano enormità per chi le vive, ma che con il senno di poi sono solo sciocchezze ingigantite. Eppure, non considererei Cinque benedizioni per un matrimonio un romanzo di formazione. L’attenzione per il tema della crescita e dello sviluppo personale nelle avversità rientra piuttosto nel sezionamento di Seo Maiko delle relazioni umane. Dopo il complesso genitore-figlia, viene analizzato il mondo di relazioni che intercorrono fuori dalle mura di casa. Il rapporto con le coetanee e i coetanei, le aspettative delle professoresse, la pressione di un sistema scolastico come quello giapponese. Sono tutti elementi di cui prendiamo nota, in cui il lettore può riconoscersi, ma che non hanno pretesa di universalità. Un caso studio, dalle cui pagine trapelano sì le sfide, ma anche la felicità nel superarle.

Due cose al volo, concludendo

Cinque benedizioni per un matrimonio è uno slice-of-life che nasconde un’incredibile profondità umana dietro le conversazioni normali che si scambiano durante i pasti. Ho chiuso il libro con i lacrimoni agli occhi per quanto mi ha toccata la risoluzione della storia. Per i cinefili: recuperate Soshite, baton wa watasareta.  E poi, un commento al volo, giusto perché mi avete fatto compagnia fino a qui: finalmente Edizioni e/o ricorda all’editoria italiana che la letteratura giapponese non è solo anziane che preparano marmellata e gattini in copertina.

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