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La variabile Rachel: la recensione del romanzo di Caroline O’Donoghue

La variabile Rachel: la recensione del romanzo di Caroline O’Donoghue

La variabile Rachel: sentirsi persa in un mondo a pezzi

La variabile Rachel di Caroline O’Donoghue, edito NN Editore e arrivato nelle librerie italiane il 23 aprile del 2024, rientra perfettamente nella tendenza delle sad hot girl books che al momento sta spopolando grazie anche a social come Instagram e Tik tok. È una commedia con risvolti non poco drammatici in cui la caotica protagonista, Rachel, e il suo migliore amico gay, James, rimangono irrimediabilmente invischiati nelle vite del professore di inglese di Rachel, il dottor Fred Byrne, e di sua moglie Deenie.

Vent'anni e tante scelte sbagliate

Sebbene sia la protagonista, Rachel sembra brillare di luca riflessa: quella che emana James. I due si conoscono mentre lavorano nella stessa libreria e James cattura Rachel e la trascina in una nuova versione della vita: più libera, sregolata, e tristemente solitaria. In una Cork del ventunesimo secolo caratterizzata da un settore editoriale sempre più in declino e un mondo accademico e culturale piccolo e chiuso, c’è poco spazio per i segreti e la personalità dirompente di James, e beh, di riflesso anche per Rachel. Le loro vite si intrecciano in una commedia degli equivoci che vira verso un finale agrodolce, proprio come la vita.

Avevo vent’anni e volevo soltanto due cose: essere innamorata ed essere presa sul serio.

La storia della protagonista di La variabile di Rachel è fatta di bivi, di scelte impossibili da ripetere e impossibili da disfare, e la stessa Rachel se ne accorge solo quando ormai è troppo tardi. È difficile accorgersi di essere finiti ingarbugliati nella vita, e forse ci si rende conto dei problemi solo quando si finisce bloccati a cercare di sbrogliare un nodo impossibile. Le domande iniziano ad affollarsi nella testa: come sono arrivata qui? Quale scelta avrei potuto fare in maniera diversa? E soprattutto, come ne esco ora?

Sembra impossibile ma le scelte della Rachel ventenne sono accomunate da una semplice particolarità: sono tutte sbagliate. L’occhio di chi legge coglie subito le scelte assurde che Rachel compie e la segue silenzioso nel suo declino, sperando che al prossimo bivio riesca a svoltare per la strada giusta. In realtà è forse proprio questo il punto focale del romanzo: sbagliare, ancora ed ancora, e cercare un modo per sbrogliare il nodo.

La variabile Rachel e le altre commedie amare delle sad hot girls

La variabile Rachel si affianca a tutti quei romanzi sui vent’anni e sulla crisi del quarto di secolo che ne consegue. Ha però un qualcosa in più che lo distingue dalla massa, probabilmente perché Rachel non scende mai nell’autocommiserazione: anche quando la vita prende delle svolte davvero schifose la protagonista riesce a muoversi per cercare di uscirne, anche se spesso lo fa nel modo sbagliato.
Dopo la laurea di Rachel tutto sembra davvero andare in pezzi, James riesce a costruirsi un suo futuro, di cui Rachel per una volta non fa parte. Questo gesto, visto e sentito come un tradimento, permette a Rachel di iniziare a muoversi in una nuova direzione, circondarsi di nuove persone e iniziare a cercare e cogliere nuove possibilità. A volte tutto quello che serve per sopravvivere sono solo cinque minuti di spudorato coraggio.

Per la prima volta nella vita, non dovevo prepararmi per settembre. L’estate rappresentava da sempre una parentesi spensierata. Da lì a poco, avrei avuto i risultati degli esami e sapevo già cosa aspettarmi: una laurea inutile, ottenuta in un’università non particolarmente prestigiosa, con un voto né troppo alto né troppo basso. Cosa diamine avrei combinato?

Sulla scia dei romanzi di Sally Rooney, Cleopatra e Frankenstein di Coco Mellors, e soprattutto riprendendo i temi cari alla sua amica Dolly Alderton, Caroline O’Donoghue scrive un romanzo contemporaneo pieno di personaggi moralmente discutibili, che compiono anche scelte altrettanto discutibili. Sebbene però la scia caotica di pessime decisioni fa rabbrividire chi legge, allo stesso tempo fa sorridere vedere gli ingenui tentativi di James, e soprattutto Rachel, di trovare la loro strada da adulti in un’economia in crisi.

Quello che distingue Rachel dalle altre sad hot girl è la sua lucidità sul contesto economico-sociale in cui è inserita. Cleo (di Cleopatra e Frankenstein) era privilegiata: una ragazza estremamente bella, canonicamente attraente, che poteva permettersi di provare a vivere della sua arte. Rachel, invece, è una semplice ragazza come tante, che per permettersi gli studi deve trovare un lavoro part-time, e soprattutto deve stringere la cinghia quando i guadagni iniziano a non bastare. La casa che Rachel divide con James è uno squallido appartamento cadente che non ha nemmeno il riscaldamento in tutte le stanze. Rachel sa che l’economia è in crisi, sa che non sarà facile cercare di entrare in mondo in cui già tutti quelli che ci vivono, stanno stretti.

La Rachel di O'Donoghue come voce di una generazione

La preoccupazione di Rachel però non si limita al campo economico ma anzi si espande soprattutto in quello sociale. Rachel si fa portavoce di uno dei problemi più grandi che affligge le donne: il diritto all’aborto. Quando la protagonista riesce ad uscire dal pantano delle sue decisioni sbagliate, inizia a far sentire la sua voce: 

Nel corso degli anni, ho passato tanto di quel tempo a denunciare, riportare ed editare l’esperienza delle donne irlandesi alle prese con l’aborto […]. Il percorso è sempre lo stesso. Si comincia con una telefonata seguita da un consulto, poi si sceglie un ambulatorio. Non perché sia quello più sicuro o rinomati, ma in base alle offerte Ryanair. A volte costa meno andare a Manchester, altre a Londra. Il ventaglio delle emozioni è limitato, così com’è limitato quello delle emozioni. Paura, tristezza. E rabbia. La rabbia nei confronti del tuo paese che ti costringe ad andare all’estero. La rabbia nei confronti di te stessa, che ti ritrovi in quella situazione perché hai commesso una leggerezza. La rabbia nei confronti del medico che ti chiede se sei convinta di voler interrompere la gravidanza […]

La variabile di Rachel è un romanzo che si fa portavoce di un’intera generazione persa e confusa sulla propria vita personale ma che ha ben chiaro quali sono i problemi della società e non ha paura di denunciare ingiustizie e disparità. La sua protagonista perfettamente imperfetta si fa specchio di un tema universale: il viaggio per trovare il proprio posto nel mondo, e nel suo caso riesce a sbagliare qualsiasi cosa, per poi paradossalmente ritrovarsi proprio dove sperava di riuscire ad arrivare. A volte la vita è strana, ma Rachel ormai ci è assolutamente abituata!

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