OPINIONISTA
LOL – La storia segreta del nome “Merlino”

LOL – La storia segreta del nome “Merlino”

Sedetevi, mettetevi tutti comodi, prendete la vostra tazza di caffè, di tè, di limonata ghiacciata. Di certo ciò che state per leggere necessita di qualcosa di confortevole da avere affianco! E di cose confortevoli ne serviranno anche negli appuntamenti a venire, perché questo è solo il primo articolo di una freschissima e coloratissima rubrica di Strega in Biblioteca. LOL – Lampoo on Literature vi condurrà per le più bizzarre storie legate al mondo della letteratura e per cominciare non potevamo che scegliere uno dei personaggi fondanti del concetto occidentale di leggenda…
Oggi vi racconterò una storia, un avvenimento che avrebbe potuto cambiare il mondo come lo conosciamo oggi. Rilassatevi e ascoltate, seguite la mia voce mentre vi culla leggera e vi narra di quella volta in cui il più grande mago di sempre, il potente Merlino, rischiò di avere un nome di merda.

Il gate-keeping dei druidi

La nostra storia inizia otto secoli fa, in un mondo in cui l’uomo ricercava il senso della propria esistenza nella natura, negli animali e negli dèi. Si tratta di un mondo idilliaco, sospeso a metà tra la realtà e la leggenda, quello di cui sto per parlarvi. Una realtà impregnata di superstizioni, in cui religione e magia camminavano l’uno affianco all’altro e si riunivano all’interno della mitica figura del druido, sacerdote e unico in grado di comunicare con gli dèi, primo esempio di gate-keeping della storia dell’umanità.

I druidi celtici erano una classe sociale a cui era estremamente difficile accedere. I ragazzi (ebbene sì, i Celti erano affascinanti ma poco ferrati nel mettere in pratica le quote rosa) venivano sottoposti a moltissimi anni di “apprendistato”, il cui fine era quello di far sì che memorizzassero tutte le formule magico-religiose necessarie a diventare un druido provetto. I druidi, in breve, erano così riservati da non mettere mai per iscritto, nemmeno una volta, le loro pratiche. D’altronde, non possono copiarti i compiti se non li scrivi. Quando i Romani arrivano e conquistarono i loro territori, furono accolti da battaglie sanguinarie accompagnate da maledizioni e incantesimi. Nessuna delle due cose bastò a fermare la loro avanzata.

Who's that magos?

Quando si insediarono e scoprirono cultura celtica, i Romani “cambiarono” il nome ai druidi e li definirono “magos”. 

Beh, la figura più importante tra i “magos” è sicuramente quella che oggi conosciamo col nome di Merlino, ricordato come consigliere di Artù ma molto più importante nella letteratura gallese di quanto si possa immaginare. Merlino appare per la prima volta nell’opera Vita Merlini di Geoffrey di Monmouth che lo ricostruisce partendo da un personaggio semileggendario del Medioevo gallese, personificazione del leitmotiv del selvaggio nel bosco detentore di grandi poteri e saggezza: Myrddin. Queste sono le basi su cui si erge il grande e possente Merlino, mago invincibile ed eterno. Quando Geoffrey di Monmouth inizia nel 1130 a comporre una Storia dei re d’Inghilterra, uno degli scopi era quello di stabilire, per conto dei nuovi sovrani normanni della Gran Bretagna, l’antichità e la grandezza dei loro possedimenti: così il gallese di Geoffrey si ritrova relegato al servizio di nuovi padroni, e anche la figura di Myrddin.

Due Merlin0 sono meglio di uno

Geoffrey, quindi, decide di unire il Myrddin profetico gallese con la figura di Emrys, presente nella Historia Brittonum del IX secolo: Emrys consigliò Vortigern (un perfido re britannico) profetizzandogli il futuro e la sua caduta. Geoffrey amalgama assieme la conoscenza profetica di Emrys con la storia del selvaggio ma saggio Myrddin, dando origine alla figura di mago-eremita che è passata alla storia. E, ovviamente, Geoffrey non potendo usare il nome gallese in una storia sulla potenza dei normanni, cambia il nome del profeta, unendo in una sola parola le due facce della medaglia che lui stesso ha forgiato. Qui Geoffrey si è ritrovato davanti ad un bivio: diventare il più grande meme della storia della linguistica e della letteratura, o fare la scelta giusta, seppur obbiettivamente l’alternativa noiosa.

Quando Merlino si sarebbe dovuto chiamare...

L’antica grafia gallese di Myrddin translitterata in latino risulterebbe essere Merdin e quindi “Merdinus”, che, come abbiamo già capito tutti, significherebbe “merda”. Geoffrey ha scelto la strada più intelligente e noiosa, cambiando la D in L e dando vita a Merlin. Noi però siamo qui a ricordare cosa sarebbe successo se Geoffrey avesse avuto il giusto senso dell’umorismo e forse un pizzico di coraggio in più. Caro Merdino, forse il mondo non era ancora pronto per te.

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