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Underworld e la grande scommessa del narratore contemporaneo

Underworld e la grande scommessa del narratore contemporaneo

Underworld è un romanzo di Don DeLillo, pubblicato nel 1997 ed edito in Italia per Einaudi nel 1999. Considerato dalla critica uno dei capolavori dell’autore, il romanzo si apre il 3 ottobre 1951 quando un ragazzino di colore di nome Cotton Martin riesce a entrare di soppiatto all’interno dello stadio Polo Grounds durante la storica partita di baseball tra i New York Giants e i Brooklin Dodgers. Durante uno dei momenti più concitati della partita, il famoso battitore Bobby Thomson effettua un clamoroso fuoricampo che sancirà la vittoria dei Giant. Nella realtà dei fatti non si sa che fine abbia fatto la palla colpita da Thomson ma nel romanzo Cotton riesce a impadronirsene fino a quando non gli verrà sottratta da suo padre. La palla da baseball inizia così un viaggio lunghissimo e, come una sorta di fil rouge, ricostruirà la storia degli Stati Uniti dalla Guerra Fredda fino agli anni Novanta.

Uno dei simboli della letteratura postmoderna

Ciò che colpisce sin dal principio di Underworld è la sua dimensione storica ben definita, un elemento eccezionale per quanto concerne la narrativa contemporanea. DeLillo attraverso una cornice storica ci racconta altre storie, in un rimando costante di realtà storica e finzione, personaggi realmente esistiti e di fantasia. 

Nella lettura si passa da una narrazione con focalizzazione zero, dove il narratore vede tutto, sa tutto e inquadra tutto, per arrivare poi a una narrazione con focalizzazione interna allo sguardo dei vari protagonisti ma senza nessun avviso per il lettore che vede ciò che i personaggi pensano. Scrive DeLillo a proposito della sua narrativa che è la forma a dare allo scrittore le più grandi opportunità di esplorazione dell’esperienza umana. 

“La palla non portava né fortuna né sfortuna. Era un oggetto che passava di mano. Ma spingeva la gente a raccontargli cose, confidargli segreti di famiglia e storie personali inconfessabili, a singhiozzare di cuore sulla sua spalla. Perché sapevano che lui era il loro, come dire, il loro strumento di sfogo.”

La grande scommessa del narratore contemporaneo, infatti, non è scegliere una storia da raccontare bensì individuare la forma da dare alla storia che si vuole raccontare. L’esplorazione dell’esperienza umana passa tutta attraverso dei congegni formali, delle strategie narrative e per questo motivo leggere un romanzo è un atto che produce significato. L’esperienza umana è talmente varia, talmente complicata e caratterizzata da tantissimi modelli e schemi che non possono essere ricreati in un racconto breve, in un dramma, in una poesia e tantomeno in un film. 

DeLillo, nonostante la profondissima contaminazione del suo linguaggio con quello cinematografico, è ancora fortemente convinto che la narrativa letteraria sia molto più potente di quella cinematografica: la parola è uno strumento più duttile, più aperto alle rappresentazioni della realtà mentre l’immagine rivela tantissimi limiti, probabilmente anche per la sua radice analogica. Il romanzo è quindi uno strumento incredibile per comprendere meglio il mondo, includendo in questo mondo anche quello della creazione artistica.

Uno sguardo sui personaggi: Clara Sax

Tra i vari protagonisti di questo romanzo troviamo Clara Sax, un’artista che lavora con materiali di recupero, oggetti smessi che vengono riciclati e riutilizzati. Nella prima parte del romanzo, ambientata nel 1991, Clara è impegnata in Texas in un’area dove l’aviazione americana raduna gli aerei dismessi. Qui, insieme ad altri collaboratori, ridipinge questi aerei creando qualcosa di nuovo, quasi una installazione a cielo aperto. Clara prende questi oggetti prodotti in serie, completamente disumani e automatizzati e ciò che cerca di fare è “disautomatizzarli” per restituirli a una sorta di vita, togliendoli dalla serialità che li rende oggetti privi di significato.

“So che i fantasmi girano per i corridoi. Ma non per questi corridoi, non in questa casa. sono rimasti tutti in quell’infilata di stanze nello stretto passaggio alla fine della notte, e io resto qui impotente in questo posto deserto e guardo i libri.”

Questi aerei sono macchine di morte, utilizzate per gran parte delle guerre combattute nel corso del Novecento. Clara vi dipinge sopra come facevano i Nose Artist, giovani militari che disegnavano Pin Up sopra la fusoliera degli aerei con la speranza di poter tornare vivi, in una sorta di gesto esorcizzante che si ripete antropologicamente nel tempo, come se si verificasse una sorta di corto circuito tra passato e presente: il presente cerca di dare un senso a un oggetto del passato attraverso un gesto del passato ripetuto nel presente.

Underworld e l'elemento figurativo ricorrente

All’interno del romanzo sono molteplici i rimandi all’espressionismo astratto, al cinematografico e alla musica jazz. Molto importante anche la dicotomia tra ordine e disordine, tra ciò che è reale e ciò che fittizio — gli stessi protagonisti di fantasia si intrecciano con personaggi storicamente esistiti. DeLillo vive questa dialettica in maniera precisa: desidera realizzare delle strutture aperte per cui l’ordine narrativo non si può mai chiudere fino in fondo, tenendo sempre aperte delle vie d’uscita, delle smagliature nella rete di modo che il lettore si possa addentrare trovando sempre la sua storia, una storia diversa da tutte quelle degli altri lettori o spettatori. La grande narrativa contemporanea è costruita, infatti, con l’idea che non si deve andare necessariamente da qualche parte, procede senza meta, condizionata da molteplici fattori esterni un po’ come l’andamento di una nuvola, concedendosi il lusso di muoversi senza uno scopo.

Underworld Delillo

Underworld è un romanzo con un calibratissimo sistema di analessi interne, una struttura a imbuto alimentata da un’irresistibile attrazione verso l’origine. Il romanzo procede a ritroso con ripetuti flashback che si snodano tra gli anni ’50 e i primi ’90. Molti di essi recuperano frammenti passati della storia principale e sono omodiegetiche, altre sono eterodiegetiche perché presentano storie che non hanno a che fare con la trama principale. Il romanzo racconta alcune vicende lasciando delle lacune e colma poi progressivamente queste omissioni saltando all’indietro, in qualche modo tornando su sé stesso.

Underworld Delillo

L’ultima parte del romanzo, che si svolge nel 1997, ha la forma di una prolessi esterna: la temporalità della storia si mostra tutta racchiusa tra l’inizio del 1951 e la fine nel 1992. La maggior parte del racconto si situa tra queste due date e, da questa data ultima fino all’epilogo del 1997, il lettore non vede nulla, subisce uno stacco feroce che cade al di fuori dalla temporalità della storia. L’epilogo non solo è completamente fuori dal racconto, ma è anche fuori dallo spazio fisico in cui questi personaggi si sono mossi per almeno quarant’anni, questo perché è relegato all’universo virtuale della rete quando l’autore inserisce un indirizzo web palesemente fasullo compiendo un gesto straordinario per l’epoca di pubblicazione del romanzo, in quanto rimanda in maniera precisa a uno spazio sconfinato e inafferrabile che è quello di internet. La pagina si chiama miraculum perché vi viene raccontato proprio un miracolo, qualcosa di soprannaturale.

Underworld ha una struttura plurivoca e multilineare, è un grande ipertesto dove si mescolano diverse voci narranti: nel dialogo tra queste sta il cuore del romanzo, un cuore polimorfo, plurilinguistico e pluristilistico. Il lettore è costretto a muoversi avanti e indietro per ricomporre il puzzle e il racconto si propone come racconto del possibile o virtuale, più che come racconto del verosimile o realistico. Il mix di vero e fittizio istituisce, attraverso una rigorosa temporalità reticolare, una rappresentazione possibile del nostro universo.

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