
Ávila – La recensione
Ávila è a oggi l’ultima graphic novel nata dalla proficua collaborazione tra la scrittura di Teresa Radice e i disegni di Stefano Turconi che, coppia anche nella vita, da anni sono due protagonisti indiscussi del panorama del romanzo grafico in Italia. È stata pubblicata nel 2025 per Bao Publishing come le altre graphic novel del duo italiano (conosciuto anche con il nome del loro covo creativo, La Casa Senza Nord), che al momento sta lavorando al quarto volume della saga Le ragazze del Pillar, spin off di quello che è forse il loro libro più celebre, Il Porto Proibito. Per chi li segue da tempo e ha avuto modo di apprezzare le loro opere precendenti, Ávila arriva come una conferma, mentre per chi ancora non li conosce può essere il libro giusto per approcciarsi al loro universo narrativo e grafico, trattandosi di un volume snello ma che contiene molte delle tematiche care agli autori.
Il nonno dice che è importante quando si usano parole buone, perché con le parole creiamo mondi attorno a noi… e vedere la parte bella delle persone allarga la parte bella del mondo!
Ávila, Teresa Radice e Stefano Turconi
Un viaggio picaresco tra inseguimenti e colpi di scena
La storia è ambientata nella Francia del Seicento e ci presenta la protagonista, Ávila, che vive la sua infanzia spensierata con la madre erborista, da cui però viene separata per l’ignoranza e il bigottismo della gente che la accusa di stregoneria e la condanna al rogo. Per salvarla, Ávila fa un patto con un demone principiante di nome Astor, per cui dovrà però pagare un prezzo molto alto. La storia si sviluppa come un viaggio picaresco: a un tempo la ricerca della madre da parte di Ávila e la fuga di quest’ultima dalle autorità che la accusano a sua volta di stregoneria. Ávila sarà accompagnata da Timothée detto Timo, giovane ladro capace di cavarsela in ogni situazione, che diventerà il suo compagno di avventure e forse qualcosa di più. Non è possibile rivelare altro per non guastare le sorprese e i colpi di scena che accompagnano il lettore e lo tengono col fiato sospeso fino alla fine.
Una storia di streghe (o forse no)
Attraverso un’avventura godibilissima si dipana un arazzo di personaggi complessi e talvolta mutuati dalla realtà storica (come il cardinale Richelieu). Nulla è perfettamente definito, e dove ci si aspetterebbe di incontrare nemici o ostacoli talvolta si incontra amore e comprensione, o al contrario si viene traditi da chi si pensava affine. Perfino Astor, il demone legato a Ávila, non è una presenza totalmente negativa, perché gli autori vogliono farci capire che i malvagi sono coloro che mantengono una visione del mondo binaria e falsata dal bigottismo e dalla rigidità.
– Non possiamo permettere che individui perversi e non conformi alle regole turbino la pace che solo la normalità garantisce, capisci?
– Normalità! Di quale normalità vagheggiate? Di quale pace? Chi stabilisce cosa è conforme e cosa non lo è?
[…]
– Il limite! I confini! Le barriere! I muri! Le etichette! Solo così sapete leggere il mondo?
Ávila, Teresa Radice e Stefano Turconi
Nel corso dell’avventura, si dipanano alleanze improbabili: un gruppo di suore che aiuta quella che viene considerata come una strega, un signore della guerra che trova la pace, un cardinale disposto a mettere in discussione le sue credenze.
Perché ciò che conta sono le parole: una strega è considerata un pericolo, ma non appena si usa il termine erborista e si vede che il suo scopo è aiutare le persone, tutta la visione cambia. Gli outsider, le persone escluse dalla società dei benpensanti sono i protagonisti di questa avventura, e ciò che deve cambiare non è la loro essenza, bensì il modo in cui la società li considera.
Vedete, signore, le parole sono importanti… con le parole creiamo mondi intorno a noi… e la scelta di una sola parola piuttosto che un’altra, sapete… ha il potere di cambiare un destino.
Ávila, Teresa Radice e Stefano Turconi
Certo, in questo caso il sovrannaturale c’è, visto che Ávila ha fatto un patto con un demone, ma gli autori ci spingono a cambiare la nostra prospettiva, a scegliere la gentilezza, l’ascolto, la comprensione.
Come sempre, in una storia apparentemente semplice, Radice e Turconi tornano a parlare di temi importanti come la religione, l’accoglienza e l’amore, che gli affezionati lettori riconosceranno e avranno già trovato in altri lavori di più ampio respiro come Non stancarti di andare e Il porto proibito.
Un’attenzione al dettaglio quasi maniacale
Come ogni opera del duo Radice-Turconi, l’attenzione al dettaglio nella scelta delle parole come nei disegni è quasi maniacale. Il lettore può immergersi in un linguaggio pensato per l’epoca e soprattutto perdersi nelle splendide tavole a colori di Stefano Turconi che ci portano in una Francia seicentesca fiabesca eppure profondamente reale: con luoghi e architetture riconoscibili uniti a magnifiche foreste incontaminate in cui perdersi assieme ai personaggi. Addirittura in questo libro in particolare un occhio attento e appassionato di storia dell’arte potrà provare a riconoscere alcune coltissime citazioni agli artisti dell’epoca, tutte specificate con dovizia nella postfazione, la più evidente delle quali è quella alla Lattaia di Johannes Vermeer (1658-1660 circa).
La particolarità dei progetti di questi autori è proprio quella di dare spazio anche a una ricerca musicale rigorosa e a un’ispirazione calzante da opere classiche come, in questo caso, Il Paradiso Perduto di John Milton e il Faust di Goethe.
Alla fine di questo libro troverete una selezione musicale che ha accompagnato gli autori nella stesura della graphic novel e i tarocchi marsigliesi ripensati da Stefano Turconi, che arricchiscono ancora di più sia la nostra percezione della storia, permettendoci di scoprire cose nuove e di sostare ancora di più nelle sue atmosfere, sia l’oggetto libro in sé e per sé, che come sempre si rivela una perfetta aggiunta per ogni libreria.
Gli insegnamenti di Ávila: cosa resta quando il libro finisce
Non è quel che ti accade, ma come reagisci… non quel che ti tocca passare, ma come ne esci… a rivelare chi sei… insomma a dire qualcosa della tua anima!
Ávila, Teresa Radice e Stefano Turconi
Questo libro all’apparenza snello raccoglie moltitudini, una storia avventurosa e intrattenente, splendide illustrazioni e molte riflessioni che accompagnano il lettore con gentilezza e restano anche dopo che si è girata l’ultima pagina. Ávila ci porta in un mondo che, per quanto diverso, per molti aspetti non differisce tanto dal nostro, invitandoci ad andare oltre la superficie e a continuare a crescere, senza giudicare e senza lasciarci abbattere o inasprire dalle avversità, perché un nuovo inizio, e una nuova vita, sono sempre possibili.