SCRITTURA CREATIVA
Chiacchiere letterarie nei caffè di Torino #1

Chiacchiere letterarie nei caffè di Torino #1

C'era una volta una lettrice in un pomeriggio d'autunno

L’autunno è arrivato da qualche giorno sul calendario. Il 23 settembre è la data fatidica che quest’anno, noi lettori, abbiamo aspettato forse con più ansia degli altri anni. Quel momento in cui le foglie iniziano a imbrunire sugli alberi, a colorarsi di terra bruciata e poi cadere, è il nostro preferito. Vi immagino tutte,
nessuna escluso, rintanate nelle vostre case, la sera, con una copertina morbida, a gustare appieno le pagine di uno dei libri che vi siete promesse e ripromesse di leggere (ce la farete, lo so!). Magari con un tè caldo o una cioccolata aromatizzata a fianco, da sorseggiare lentamente, mentre lo sguardo scorre vorace e famelico fra le parole. 

L’autunno è quella stagione in cui ci si ripromette di leggere i classici, quelli che
d’estate non si ha nemmeno voglia di aprire. In quelle domeniche piovose di ottobre, Anna Karenina, con le sue 1000 pagine, diventa per noi un miraggio raggiungibile, e ogni anno ce lo promettiamo solennemente: “Lo leggerò”. Un po’ come quando a Capodanno la gente comune stila la lista dei propositi, e immancabilmente, il tutto è condito di una spontanea timidezza che ci fa pensare: “Non ce la farò mai”. Ma i propositi servono proprio a questo: a farci sorprendere di noi stessi.

Cari lettori e lettrici, spero che riconosciate all’istante la mia penna. Ebbene sì, sono la stessa articolista che quest’estate vi ha fatto divertire parlandovi di segni zodiacali, divertendosi a prendervi in giro tutti, voi abitanti dello Zodiaco. Con l’autunno ho deciso di assumere una posa più seria e contenuta, ma non per
questo priva di guizzi di pazzia. Oggi vi racconterò di un’ esperienza personale alquanto strana. Spesso, nella mia vita quotidiana, mi capitano cose atipiche. La stravaganza è all’ordine del giorno ma, vi giuro, un’assurdità come questa io
non l’avevo mai vissuta. Ho sempre pensato che fantasmi, strane entità, o robe del genere esistessero davvero. Sarà per la mia anima un po’ credulona, oppure a causa della troppa fantasia. Sta di fatto che questa, davvero, è una storia che merita di essere raccontata, perché non capita tutti i giorni di incontrare… beh, leggete e lo scoprirete.

Due chiacchiere da Olsen, i torinesi lo conoscono, per gli altri: “è solo una torteria”

Se leggerete questa storia con la parte razionale del vostro cervello, sicuramente non ci credereste mai. Ma io confido in voi e so che nelle vostre menti e nel vostro cuore c’è quel guizzo di follia che vi fa pensare che l’impossibile sia possibile. Ieri sono andata da Olsen. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una famosa torteria vicino a via Garibaldi, a Torino. So che ci leggete da tutta l’Italia, ma provate a immaginarvi il nord, investito dall’afa che neanche ad agosto faceva così caldo, e cosa ti fa la Viviana? Va da Olsen a mangiarsi una torta al cioccolato, a leggere “L’inconfondibile tristezza della torta al limone” di Aimee Bender, e a bersi un tè caldo. Direi indicatissimo per la giornata caratterizzata dai 30 gradi all’ombra. Ma non dilunghiamoci in quisquiglie: arriviamo al punto. 

Ero seduta tranquilla e beata, in una torteria che sa un po’ d’altri tempi. Per me è sempre stata “la meta della domenica” da bambina, con mia mamma, ed io quel giorno avevo davvero un po’ di nostalgia dell’infanzia. L’arredamento è rimasto pressoché invariato: quadri, cuoricini di stoffa appesi, uno scaffale stracolmo di tè da scegliere con cura, nel menu che propongono i camerieri. Un ambiente discreto ed elegante, in cui passare un vero pomeriggio d’autunno. Sono io che ho scelto la giornata sbagliata… oppure quella giusta?

E voi cosa fareste se un personaggio sbucasse fuori dalle pagine del libro che state leggendo?

Ero profondamente immersa nella lettura, quando ho sentito dei passi di una bambina entrare prepotentemente nel locale, quasi gli appartenesse. L’ho guardata bene. Lei ha fatto altrettanto e… “Oh Gosh! E’ Rose Edelstein!”. Come chi è Rose Edelstein, lettori e lettrici cari? E’ il personaggio principale del libro che stavo leggendo, L’inconfondibile tristezza della torta al limone, noncurante che qualche minuto dopo l’avrei incontrato di persona! Sapete, si tratta di una bambina molto carina, vestita con un vestitino rosa a pois e le treccine. Abbigliamento tipico per una bambina di quella tenera e scanzonata età. Si è seduta vicino a me e mi ha spiegato di possedere questo dono speciale: sentire gli stati d’animo delle persone all’interno di una pietanza. In quel momento
stavo addentando vistosamente una torta al cioccolato e Rose mi ha confessato con nonchalance: “Sa di rabbia! Chi l’ha preparata era davvero molto arrabbiato!”. Io chiaramente sapevo di cosa stesse parlando, avendo letto parte del libro. 

Rose allunga il collo verso la cucina, scruta le persone all’interno con il suo
sguardo vispo e curioso. Le osserva una a una, quasi come se le stesse scansionando con una radiografia. “E’ lei! E’ lei!”, si mette a urlare nel bel mezzo del locale “E’ lei la signora arrabbiata che ha preparato la tua torta!”. Do un occhiata anch’io alla cucina e vedo una signora con il capo chino, il viso visibilmente contratto in una smorfia, i muscoli facciali tesi, specialmente quelli vicino alla bocca. Sono preoccupata e mi viene l’istinto di alzarmi per andarle a parlare, ma Rose, in un istante, mi agguanta il braccio. “Devo andare ora, dobbiamo salutarci. E’ scaduto il tempo, sai noi personaggi dei libri ne abbiamo veramente poco per andare a trovare i nostri lettori affezionati di persona”. Vedo il suo viso diventare sempre meno nitido, quasi fosse trasparente. “Non ti preoccupare lettrice, sto bene, devo solo andare. Ma prima devo dirti ancora un’altra cosa importante: incontrerai altri personaggi come me, uno al mese, quest’autunno. Preparati, perché potrebbe succedere ovunque!”. Una polverina di stelle color oro inizia a vorticare intorno al suo corpo, fa una giravolta sopra la mia testa e si catapulta nel libro aperto come un sasso in mare.

Ho il cuore ancora pulsante, la gola secca, la bocca spalancata e penzolante, piena dell’inconfondibile sapore arrabbiato del cioccolato. Quest’incontro è stato
qualcosa di magico! Esco dal locale divertita, ma anche un po’ spaventata. Mi lascio scappare una risatina e spiego al primo passante che mi trovo di fronte quel che mi è appena successo. Questo mi prende per pazza, così mi avvio verso casa. Man mano che cammino cerco di fare mente locale e di ricostruire un puzzle di questa grottesca esperienza. Le prime parole di Rose Edelstein che mi vengono in mente sono queste: “Incontrerai altri personaggi come me, uno al mese, quest’autunno. Preparati, perché potrebbe succedere ovunque!”. Mi sembra di essere finita io stessa in un romanzo! Se avrete la pazienza e la costanza di seguire le puntate di questa rubrica, vi racconterò i misteriosi prossimi personaggi che mi verranno a trovare proprio qui, a Torino. Chissà in quale luogo speciale incontrerò il prossimo…

Un goloso autunno da Olsen, torteria storica torinese

Nella storica zona del Quadrilatero Romano, in via Sant’Agostino 4/bis, turisti e torinesi doc approdano alla Torteria Olsen. Si tratta di un luogo che tutti gli amanti del dolce non possono lasciarsi sfuggire, dove recuperare il sorriso è inevitabile, dove persino la giornata più fastidiosa può ricamarsi una tasca di coccola. Nata nel 1996 da un progetto di Cinzia Caldi e suo marito Antonio, la Torteria Olsen si presenta come una sala da tè e pasticceria raccolta e dall’aria casalinga. Alle pareti sono appese stampe che raffigurano signorotti inamidati e dame con ventaglio alla mano, anche loro in attesa di ricevere una fetta di torta e una tazza di cioccolata. L’ambiente è rustico e accogliente, nulla di chic o pretenzioso: tutto sembra dire a chi vi entra “qui si fa pasticceria e ci si riempie la pancia di semplice gioia!”.  A disposizione della clientela ci sono centodieci tipi di tè e dieci tipi di cioccolate, nonché una vasta scelta di torte (il loro punto forte), con circa venticinque tipi diversi al giorno. La scelta dei proprietari di assecondare i sapori proposti dalle varie stagioni consente di trovare ogni volta la combo perfetta tra merenda e meteo! Agli albori della stagione autunnale non possono mancare sentori di cioccolato, caffè e cannella. Insomma, un vero paradiso per chi, come me, ama dedicare un momento di dolcezza alla giornata, magari portando in borsa un libro da leggere tra un sorso di tè e una forchettata di torta. 

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