WITCH WATCHING
Off Campus ci ha alterato la chimica del cervello. Ma perché?

Off Campus ci ha alterato la chimica del cervello. Ma perché?

Dal 13 maggio i social hanno trovato una nuova carcassa da spolpare, un nuovo roman empire che ha alterato la chimica del cervello di un pubblico ampissimo di spettatrici e spettatori. E quella carcassa porta il nome di Off Campus, serie tv prodotta da Prime video, tratta dagli omonimi romanzi scritti da Elle Kennedy nel 2016.

Dopo il successo fenomenale della serie canadese Heated Rivalry, le rom-com a sfondo sportivo sembrano essere la nuova ossessione del pubblico e Louisa Levy lo ha capito per tempo. La sceneggiatrice e produttrice è andata infatti a ripescare una saga di libri vecchia ormai di dieci anni che, tuttavia, aveva riscosso un grandissimo successo di pubblico, diventando un fenomeno virale sul #BookTok. Off Campus, la saga di cinque libri sui giocatori di hockey della Briar University, è un condensato esplosivo di amori tormentati, drama new adult e piccantezza che, dopo successi come Maxton Hall, The summer I turned pretty e Heated Rivalry, capisce perfettamente come attrarre un pubblico prettamente femminile, interessato a storie d’amore lette attraverso il female gaze.

Off Campus serie batte Off Campus libro 10 a 0

Il grande pregio di Off Campus – e il grande merito della sua produzione – è stato comprendere il potenziale dei romanzi e declinarlo in una narrazione decisamente più contemporanea. Se i libri di Kennedy, infatti, contengono l’attrattiva sensualità della storia tra Garrett (popolarissimo capitano della squadra di hockey) e Hannah (studentessa di musica con un passato difficile) e giocano sui tropes che ogni lettrice di romance che si rispetti attende nelle pagine di un libro – fake dating, golden boy, forced proximity – allo stesso tempo risentono di uno sguardo datato su moltissime tematiche. In primo luogo, la rappresentazione dei personaggi maschili. Louisa Levy e Gina Fattore – co-sceneggiatrice – raccolgono il materiale valido e lo traspongono in scelte narrative che piacciono ad un pubblico che è stufo dei soliti stereotipi di genere tipici di un certo tipo di storie: mantenere la nota spicy e le vibes da “bad boy” di Garrett, sì, ma dargli anche uno spessore che ribalta i cliché.

Un concept che tiene incollate allo schermo

Con un ritmo seducente, che ti impedisce di interrompere la visione e ti trascina un binge watching da commentare rigorosamente con le amiche, Off Campus ci accompagna nel mondo universitario della Briar, tipico collage americano frequentato da figli di papà e da poche borse di studio che si destreggiano tra corsi e lavori part-time. Nella prima categoria rientra Garrett Graham, nella seconda Hannah Wells. I loro universi non potrebbero essere più distanti, ma un patto poco convenzionale li unisce: Hannah darà ripetizioni a Garrett per evitare che la sua media si abbassi e, in cambio, lui fingerà di essere il suo ragazzo per suscitare la gelosia di Justin, musicista belloccio di cui Hannah è segretamente innamorata. Il risultato di questa bizzarra dinamica lo conosciamo sin dal secondo uno: i due finiranno per innamorarsi l’uno dell’altra, in un crescendo di tensione e palpabile desiderio.

Puro guilty pleasure? Off Campus fa un passetto oltre

Nonostante il suo tono leggero e la sua attitude da rom-com spensierata, Off Campus decide di sorprenderci con pochi, piccoli elementi che la fanno passare rapidamente da guilty pleasure a intrattenimento consapevole. Sin dal primo episodio compaiono sullo schermo tematiche come la violenza sessuale e l’abuso domestico, che nel corso della serie verranno sviscerate in modo intelligente, senza che il fulcro della storia diventi la drammaticità di questo tipo di racconti – altrimenti avremmo detto addio alla commedia romantica che tutti ci aspettavamo di guardare. Allo stesso tempo non pensate che essi vengano analizzati con superficialità. Off Campus schiva agilmente ogni scivolone e ci propone una rappresentazione delle tematiche sopracitate che è il connubio perfetto tra leggerezza e consapevolezza. Il punto forte di questa strategia è proprio il rapporto tra Hannah e Garrett. Entrambi spezzati da un passato difficile, i due si uniscono proprio grazie alla spiccata sensibilità dei loro personaggi, al loro bisogno di trovare un porto sicuro. Garrett rimane affascinato dalla forza e dalla libertà di Hannah, guadagnata a caro prezzo, mentre lei si rivede nelle fragilità di Garrett, che con tanta fatica lui cerca di mascherare. La loro connessione si esprime sia attraverso la scrittura dei dialoghi che nella gestione della loro intimità.

Scrivere le scene spicy perché raccontino molto dell'interiorità dei personaggi

Veniamo ad uno dei punti salienti di Off Campus: le scene di sesso. Può sembrare un’esagerazione, ma la sessualità dei personaggi è un punto cardine della serie. Attraverso una rappresentazione molto matura dell’erotismo, Off Campus ci mostra come le relazioni intime possano essere messe su schermo in maniera sana ed “educativa” senza perdere quel “friccicore” di eccitazione e divertimento che il pubblico si aspetta di vedere. Si parla di fiducia, di consenso, di difficoltà ad avere rapporti dopo un trauma importante; ed è bello constatare come questi discorsi spesso vengano affrontati dai personaggi maschili. In questo aspetto risiede il grande merito del female gaze che permea la serie, in cui non solo gli stereotipi di genere vengono ridimensionati ad una caratterizzazione dei personaggi più realistica, ma la componente erotica rimane al servizio del pubblico femminile, validando una sensibilità maschile troppe volte invisibilizzata.

Off Campus sì, Off Campus no?

In sostanza, Off Campus merita l’hype che i social le stanno buttando addosso? Per quello che abbiamo potuto vedere finora, sì. Frizzante, leggera, divertente ed evasiva, Off Campus riesce ad essere il compromesso perfetto tra intrattenimento stacca-cervello ed escapismo consapevole. Un prodotto new adult che parla a tutti, senza la pretesa di essere più di quello che è. Il cast è ben selezionato, il setting è perfetto per una serie estiva che cavalca il fenomeno dello sport romance e le sottotrame sviluppate in questa prima stagione già non ci fanno vedere l’ora di capire come proseguirà la seconda stagione (annunciata da Prime e le cui riprese inizieranno a brevissimo).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *