Negli ultimi mesi, le nostre sale cinematografiche ci hanno fornito un’ampia scelta di titoli interessantissimi da vedere, riuscendo ad andare in contro alle esigenze e ai gusti di una larga fetta di pubblico. Tra questi, c’è un film che è passato un po’ in sordina, oscurato ingiustamente dalla maggiore risonanza di altri e forse bistrattato per la sua natura ibrida e difficilmente incasellabile in una categoria definita: sto parlando del film The Testament of Ann Lee, uscito nelle sale italiane lo scorso 12 marzo e diretto dalla regista Mona Fastvold.