LO SCAFFALE INTERNAZIONALE
The Lady Knight Era: The Second Death of Locke, la recensione

The Lady Knight Era: The Second Death of Locke, la recensione

Settembre è quasi arrivato e, con l’autunno ormai alle porte, ci lasciamo alle spalle le letture estive e i romance da spiaggia, per riporli nell’armadio assieme a Errique Iglesias e Alvaro Soler. Nel mentre, scongeliamo le zucche e ci prepariamo ad addentrarci in mondi oscuri e avventure da leggere davanti al camino o sotto la nostra copertina preferita. Tra queste storie, l’autunno 2025 sembra prediligerne alcune, ossia quelle che hanno come protagoniste armature splendenti e spade affilate. Tuttavia a brandirle non sono i canonici cavalieri che tuttə ricordiamo dai libri di fiabe…

"La Belle Dame Sans Merci" (1901), Frank Dicksee

Il trope del Lady knight sembra il più in voga dell’autunno 2025, e come possiamo noi di Strega in Biblioteca non parlarvi del Lady knight più chiacchierato del bookstagramMi sto ovviamente riferendo a The Second Death of Locke di V.L. Bovalino, epic fantasy edito Orbit books, i cui diritti di traduzione sono stati acquisiti da Il Castoro OFF.

“Use my power well. Protect me. It has always been this; it has always been us. Let it be us until the wars end or we find our deaths – whatever comes first.”

The Second Death of Locke, V.L. Bovalino

The Second Death of Locke: la trama

"Giovanna d'Arco" (1865), John Everett Millais

Amore. Lealtà. Sacrificio.
Grey Flinn ha dedicato la vita al proprio stregone, Kier.
È la sua arma sul campo di battaglia, la sua guaritrice e la sua protettrice. Il pozzo profondo di puro potere dentro il suo corpo appartiene a lui. Grey farebbe di tutto per Kier – diventerebbe qualsiasi cosa – se solo lui glielo chiedesse.
Quando il tentativo di proteggere la figlia di un regno nemico li conduce nel vivo della guerra condotta dalla loro nazione, Grey e Kier dovranno decidere cosa siano disposti a sacrificare per proteggere il loro segreto.
Perché Grey non è un pozzo di magia come gli altri, ma l’erede dell’isola perduta di Locke – la fonte di ogni potere. Se lei muore, la magia tutta muore con lei.

Fonte: Traduzione da Goodreads.com

Dal Lady and Knight al lady knight : qualche coordinata

Alzi la mano chi si ricorda di Lancillotto o Il Cavaliere della Carretta. Ecco, se ve lo ricordate prendete un biscottino per il trauma – se non ve lo ricordate, beatə voi, significa che state vivendo una bellissima vita all’insegna della pace dei sensi.

Per rinfrescarvi la memoria, Lancillotto o Il Cavaliere della Carretta di Chrétien de Troyes è un romanzo del XII secolo e l’esempio perfetto del concetto di amor cortese (così perfetto che pure Dante l’ha scomodato in quel meraviglioso V canto dell’Inferno che ancora oggi ci fa piangere lacrime di sangue per Francesca da Rimini). Ma che cosa sia effettivamente l’amor cortese, in questa sede, non ci interessa. Quello che dobbiamo considerare del nostro amico Lancillotto è che si tratta di un cavaliere devoto (devotissimo!) innamorato perso di una dama d’alto rango, nient’altri che la moglie di Re Artù, la regina Ginevra.

"The Accolade" (1901), Edmund Leighton

Flashforward a tempi più moderni, il trope del Lady and Knight ci fa sognare ancora oggi.
Le ambientazioni arturiane, le armature scintillanti, le nobili dame sono elementi che troviamo spesso in diversi romance a carattere fantasy e/o storico, come nel caso di The Princess Bride e di Sandor Clegane e Sansa Stark in A Song of Ice and Fire. Il 2025, tuttavia, è stato dichiarato l’anno delle lady knight. E che cosa sarà mai una lady knight, se non una sovversione del trope che abbiamo descritto finora, in cui è proprio la donzella a prendere in mano la spada per proteggere il suo partner e la sua partner o lə suə partner (perché le lady knights sono spesso anche queer)?

In The Second Death of Locke Grey Flynn si inserisce, tra un affondo e un calcio, proprio in questo moderno filone, e, dato che il suo romanzo è stato paragonato a The Six Deaths of the Saint e a Gideon la Nona, l’affare non ci stupisce.

Grey Flynn: considerazioni su una sopravvissuta

She closed her eyes, hiding her face behind her arm. No, she would not leave him. But perhaps, someday, it would be far easier for her heart if she did.

The Second Death of Locke, V.L. Bovalino

Grey Flynn è la nostra protagonista e voce narrante: attraverso di lei sperimentiamo un mondo completamente nuovo, conosciamo la magia che scorre nel profondo legame tra un well (un “pozzo”) e il proprio mage (“stregone”), e impariamo a conoscere Kier in ogni suo aspetto. E sin da subito ci si palesa davanti la dirompente entità del suo doloreFlynn è uno specchio del proprio passato, le cui azioni sono dettate dal senso di colpa di una sopravvissuta a quello che è a tutti gli effetti un genocidio: unica figlia dell’isola di Locke ancora in vita, principessa perduta e antieroina, “Grey” non è neanche il suo vero nome. Eppure lei si pensa così, sempre Grey, sempre Flynn, quasi volesse cancellare sé stessa pur di sopravvivere.

Da lettore non è facile amare Grey – chi ha letto La Guerra dei Papaveri sa bene cosa si provi a seguire una protagonista egoista e spiacevole – eppure Bovalino ha operato la scelta migliore per la narrazione: la terza persona, infatti, ci consente di avere una più ampia panoramica del worldbuilding; il narratore unico ci impedisce di ignorare Grey. Quello del suvivor guilt è forse uno dei temi portanti di The Second Death of Locke e di Grey Flynn come protagonista, ne definisce le azioni e le relazioni ed è il catalizzatore dell’evento che segnerà la svolta di metà libro.

Kirtnan Seward e il nuovo prototipo di book boyfriend

The Second Death of Locke è di certo un epic fantasy, ma è anche un romance con tanto pining e tanti prosciutti sugli occhi (they’re in love, your honor!), e come per ogni romance che si rispetti non posso esimermi dal parlarvi anche del love interest: Kiernan Seward, detto Kier. Kier è in apparenza tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un protagonista maschile: pelle olivastra, capelli scuri, occhi color nocciola, qualche cicatrice che non guasta mai, muscoli ben scolpiti e un atteggiamento civettuolo.

She loved him in every way it was possible to love a person. And for the most part, she knew he loved her back, in his own way – but as she stared into the emptiness of the mountains, she wondered for the first time if that would be enough.

The Second Death of Locke, V.L. Bovalino

La prima volta che lo conosciamo, Kier è intento a pianificare una missione suicida con straordinario contegno e sfida. Eppure subito dopo lo vediamo massaggiare la povera schiena di Grey con estrema attenzione – e già qui, l’asticella si alza, e continuerà ad alzarsi fino alla fine del romanzo. Kier è devoto, e per quanto il suo personaggio non rinunci alle tradizionali caratteristiche di un guerriero fantasy, allo stesso tempo non eclissa la protagonista, anzi. Se ci venisse chiesto di confinarlo ad una singola caratteristica, la sua sarebbe “il sacrificio per amore”, che ci consente sia di collegarci al prossimo argomento che di accennare alla sua fatal flaw: la “sindrome dello zerbino”. Uomo intrigante e carismatico per buona parte del romanzo, ad un certo punto Kier perde completamente il senso della propria personalità in favore di Grey. La necessità dell’autrice di renderlo una green flag è fin troppo evidente nel modo in cui il deus ex machina gli impedisce persino di agire.

Il sistema magico: di pozzi, stregoni, e del confine tra amore e codipendenza

La magia di Idistra (l’arcipelago che ospita le vicende di The Second Death of Locke) si regge su quello che potrebbe essere definito un “contratto tra parti”. Mentre, ci viene spiegato, sul Continente la magia si basa su presupposti più semplici ed “individuali” – ad esempio, tramite l’utilizzo di artefatti – nelle cinque nazioni di Idistra serve la cooperazione tra due persone: una per crearla (i wells, i “pozzi”, depositari del potere al suo stato più puro) ed una per utilizzarla (i mages, gli “stregoni”, che estraggono il potere dai wells e lo rendono incantesimo). Dal canto proprio, i mages possono operare secondo solo una particolare affinità – con la carne e il sangue, con i materiali, o con le forze naturali (qualcuno ha detto Grisha?).

Each step across the sodden camp felt like a perpetual battle with some unseen enemy, as if the blood of those they’d fought and those they’d lost was determined to claim her boots for the bones buried below.

The Second Death of Locke, V.L. Bovalino

Per quanto passibili di separazione, negli eserciti di Idistra le coppie di wells e mages vivono a stretto contatto, con l’ascesa dei wells tra i ranghi dell’esercito condizionata dai successi dei propri mages (perché i wells non contano nulla per le armate di Idistra). Grey e Kier sono una di queste coppie di soldati, indissolubilmente legati non solo dall’amicizia ma dal terrore di vedere l’altro morire durante uno scontro. Il romance sembra quasi inevitabile, e in un certo senso Kier e Grey sfidano le aspettative del genere con le loro green flags, la devozione che provano l’una nei confronti dell’altro e la loro straordinaria capacità di comunicare – lettrici e lettori, quanto abbiamo atteso che giungesse questo momento?

E tuttavia, non possiamo fare a meno di domandarci lungo quale linea sia possibile tracciare il confine tra un rapporto sano e la codipendenza, specie alla luce di alcuni eventi che avvengono nella seconda metà del romanzo. Quando due persone possono sentire le rispettive emozioni come se fossero le proprie, quanto resta del singolo? Quando amarsi significa sacrificare la propria libertà, quanto di quello che si prova è davvero amore?

Le criticità di The Second Death of Locke

Purtroppo, The Second Death of Locke sembra dimenticare ogni buon proposito a circa metà romanzo – in poche parole, sembrano quasi due libri impilati l’uno sull’altro e nascosti sotto un impermeabile per fingere di essere un libro unico. Se nella prima parte ci ritroviamo davanti ad un ritmo incalzante, una vera e propria quest portata avanti tra i rischi della guerra, nella seconda parte a cambiare non è solo il contesto bensì lo stesso tono della narrazione: i rischi aumentano, eppure un buon 10% viene sprecato per un singolo punto di trama, quasi avessimo acconsentito a leggere uno slice of life o, ancora di più, un romantasyChi scrive non ha alcun problema con i romantasy, tantomeno con una buona trama romance in generale, tuttavia ha qualcosa da ridire nel momento in cui suddetto romance diventa parte centrale quando non dovrebbe esserlo – specialmente se la ormai prevalente trama romance non presenta i necessari conflitti per essere coinvolgente (e ce ne sarebbero stati, ma Kier e Grey *si chiariscono* persino quando non c’è nulla da chiarire).

Avrei di gran lunga preferito vedere molto più del lady knight, che tuttavia… non è pervenuto. E no, mettere la protagonista in armatura non crea una “lady knight”, crea solo una protagonista in armatura. E quindi, mentre il mio entusiasmo cedeva il passo al disappunto, ho cominciato a notare le piccole cose che avevo ignorato fino a poco prima: The Second Death of Locke manca di descrizioni; affrontiamo il riassunto dei sentimenti di Grey ed il suo modo di affrontare il lutto, ma sappiamo ben poco del mondo che la circonda; i personaggi secondari come Ola e Brit sono archetipi con la sola funzione di supportare i due protagonisti – e di spuntare la casella “found family”. Ed il sistema magico è… lì. Sappiamo come funziona, ma non ci viene mai offerta un’effettiva motivazione, lasciandoci con l’amara, pungente sensazione di esserci persi qualcosa per strada.

Tiriamo le somme su The Second Death of Locke

In conclusione, a discapito delle criticità, The Second Death of Locke è un libro discreto, che si fa leggere e che sa anche lasciare col fiato sospeso. È sempre bello immergersi in mondi in cui l’elemento queer è normalizzato e che cercano di trovare anche una misera scintilla di bontà nonostante la corruzione che circonda i personaggi. A questa altezza temporale, The Second Death of Locke sembra essere parte di una trilogia di standalone: il 24 agosto scorso, infatti, l’autrice ha rivelato di star lavorando ad un secondo volume con una protagonista diversa che ha descritto come “un Ebeneezer Scrooge più sexy, più giovane e potenzialmente ancora più moralmente discutibile”. Non vediamo l’ora di avere qualche notizia in più!

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