
Nuovo Dogma: convivere con il fantastico
Ancora non si è abituato al fatto che il Dogma adesso non possa imporsi ovunque. Quindi quella pineta adesso non ha più niente di speciale. È una dimensione dopo un Solco, non una Frontiera.
Nuovo Dogma, Diletta Crudeli
Voi come reagireste se una qualunque mattina, uscendo fuori di casa, un animale vi rivolgesse la parola? Personalmente, ma credo sarei in buona compagnia, penserei di essermi sbagliata. Di aver sentito male. Di aver dormito troppo poco. E se, giorno dopo giorno, lo strano fatto si ripetesse?
Nicolas, uno dei protagonisti che animano le pagine di Nuovo Dogma di Diletta Crudeli, edito Moscabianca, pensa di essere pazzo. È la sua verità: lui è pazzo, così come lo era sua madre. E adesso che lei non c’è più, sono anni che ha sequestrato nella casa con gli stucchi di gesso se stesso e suo fratello minore Jean, al quale non è permesso di interagire con il mondo esterno, negandogli anche favole e schizzi di fantasia, sia mai anche lui iniziasse a sentire gli animali.
A volte però non bastano i muri a fermare il destino. O, meglio ancora, il Reale.
Nuovo Dogma: un'esplorazione in tre atti
L’universo immaginato da Diletta Crudeli è vivo, animale, popolato anche da creature fantastiche ma tangibili, dove solo gli uomininormali non si rendono conto – non possono farlo – della complessità e bellezza di quello che li circonda. Ci si può spostare tra dimensioni, alcune più libere di altre. Perché sopra il Reale, recluso in una dimensione celata, è sempre puntato l’occhio tirannico di Loro e il suo Dogma. Una creatura complessa, sfuggevole, amante dell’ordine, volto a mantenerlo ossessivamente e, quando necessario, violentemente. Qualcuno si ribella. Le donne del tè hanno creato delle Frontiere, dimensioni sottratte a Loro, dove si può esistere senza temere di scomparire nel nulla, essere Nascosti. Ma è un equilibrio precario, fragile, e basta il capriccio di un bambino per rovesciarlo.
Solitudine, Dolore, Rabbia. Il nostro viaggio nel romanzo è scandito da questi sentimenti, rimbalzando tra i punti di vista dei personaggi principali. Una solitudine esistenziale, che porta ad essere affamati di contatto, di qualcosa o qualcuno, pur di non sentirsi mai più uno e abbandonato. Un dolore totalizzante, le cui radici non necessitano essere svelate o giustificate, semplicemente è, fa parte della storia. Una rabbia cieca, assoluta, per tutti i torti subiti, le promesse infrante. Nicolas, Kanemitsu e Taiga si trovano a dover affrontare se stessi, oltre che un mondo stravolto da cambiamenti improvvisi e lo spezzarsi di regole che per anni hanno incatenato il vivere di tutte le creature. Il Reale ha bisogno di loro. Il Reale deve essere salvato.
Un'esperienza di lettura totalizzante
Le pagine di Nuovo Dogma scorrono come un film. La costruzione dell’ambientazione si avvale di non detti, menzioni sfuggenti, parole che formano un’immagine nella mente prima ancora che si sia conclusa la descrizione su carta. Come uno di quei quadri che a un primo sguardo sembrano astratti e solo cambiando prospettiva ci si accorge del disegno nascosto. Raccontandone la trama ad alta voce, per ricostruire il quadro complessivo, sono tornata indietro nel libro più volte, rileggendo passaggi che solo con una consapevolezza acquisita in un momento futuro della storia si colorano di altri significati, più profondi, più vicini.
Gli animali parlanti colorano la storia, un’esperienza corale che finalmente ha una voce. E tra inchini imposti dall’etichetta e gerarchie che si ribaltano, una domanda sorge spontanea. Davvero avremmo bisogno di sentirli parlare per crederli nostri pari? O, come in Nuovo Dogma, quelli esclusi siamo noi?
Al tema della ribellione da un sistema opprimente, si accompagna la narrativa antispecista che parte da coloro che sono normalmente esclusi dal dialogo. È facile affezionarsi a Nife o Calamita, che rompono lo schema dell’aiutante magico parlante e diventano entità e personalità centrali nella storia. Ma la riflessione dell’eguaglianza tra tutte le creature si estende a ogni singolo essere vivente, dentro e fuori le pagine del libro.
Nuovo Dogma sorprende
Nuovo Dogma è un libro particolare. New weird, dark fantasy, sono sicuramente etichette che lo descrivono, ma solo in parte. La storia si sgomitola senza possibilità di prevedere cosa succederà da lì a poche pagine. La capacità di sorprendere è uno dei punti di forza di questo libro, così come la spiccata caratterizzazione dei personaggi. Ma il tratto che ho preferito intravedere tra le righe è l’affetto per i personaggi da parte dell’autrice. Sono le sue creature, i suoi compagni, a cui ci ha dato accesso come lettori. Sul profilo Instagram di Diletta si può leggere qualcosa in più, quello che Nuovo Dogma sarebbe potuto essere, è, non è mai stato.
Immergetevi in questa lettura, sapendo che forse, al di là di un Solco, gli animali parlano liberamente. E non sempre hanno cose gentili da dirvi.