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La Mansarda di Cethluz e Vespara: chi sono il ragno e la piovra?

La Mansarda di Cethluz e Vespara: chi sono il ragno e la piovra?

Improvvisamente, Cethluz capì. Non erano mai state solo le storie a colpirlo, ma ciò che esse contenevano.
Perché ogni parola, ogni gesto, era un riflesso velato di loro due.

La Mansarda di Cethluz e Vespara, Gabriella Giliberti e Martina Ponente

Era il 4 dicembre 2024 quando sui profili social di Gabriella Giliberti e Martina Ponente (in arte @gabriellecroix e @meridyan_arts) fece la sua comparsa l’illustrazione nero-dorata di un ragazzo in lacrime con morbidi riccioli biondi, mentre in sovrimpressione aleggiava una citazione inedita di un… romanzo? Racconto? Chi poteva saperlo. 

Gabriella — giornalista e media critic — e Martina — illustratrice professionista — hanno mantenuto il segreto per quasi un anno, stuzzicando il pubblico del bookstagram italiano con teaser ed emoji di piovre e ragni senza neanche rivelare un singolo nome. Poi, il post del 18 ottobre 2025: Anemoia Autunno 2026.
Ma che cos’è Anemoia? Lo spieghiamo proprio in questo articolo dove, in dialogo con le autrici, parleremo di Vesp, Ceth, e di La Mansarda di Cethluz e Vespara, il racconto prequel uscito in anteprima allo scorso Lucca Comics.

Siete pront*?

La Mansarda di Cethluz e Vespara: la trama

In un cupo pomeriggio di pioggia, il giovane Cethluz si addentra nella mansarda dell’amico Vespara nella speranza di perdersi nelle storie che condividono.
Ma un senso di inquietudine si annida tra le ombre, e questa volta neanche le marionette di Vesp sembrano capaci di esorcizzarla.

Cos'è Anemoia: nascita e sviluppo di un romanzo

Gabriella: [Anemoia] è una storia che parla di storie, e di avere il coraggio di raccontare la propria storia e di perseguire i propri sogni; di quanto la strada possa essere lastricata di pericoli, di pregiudizi, di paranoie, di terrori, e di quanto possa essere complicata e complessa. E per strada, per carità ci si perde, ci si perde tantissime volte, però ad un certo punto ci si può ritrovare. E nonostante tutto, nonostante tu sappia che poi non tutti gli epiloghi sono in un certo modo, però dici ‘è questo quello che voglio fare, come lo voglio fare, e, soprattutto, questa cosa la voglio fare con te’.

“Ma come vi è venuta in mente questa idea?” La domanda è sorta quasi spontanea non appena mi sono collegata in chiamata con le autrici, e la conclusione è stata che “non bisogna mettere insieme due fan degli Stoliz.
Il progetto di Anemoia nasce quindi quasi per caso — o destino, scegliete voi come chiamarlo — e nel giro di una ventina di giorni un’idea gettata nei DM altrui si è trasformata, come d’incanto, in una storia vera e propria pronta per essere pitchata. E tutto nasce, pensate un po’, da un’illustrazione.

Martina: L’unico modo in cui riesco a comunicare è per immagini, quindi cosa faccio? Prendo questo foglio di carta acquerello e inizio a fare una cosa che non facevo da tanto tempo. […] Butto acqua, butto inchiostro, e poi butto anche una specie di inchiostro dorato che rapprende subito. Quindi c’erano questo inchiostro nero che continuava a vagare per la pagina e questo inchiostro dorato che si fermava su alcuni punti. Inizio a regolare, direziono in base a dove andavano l’inchiostro nero e l’inchiostro dorato, e si sono create queste due figure, questi due personaggi: uno che sta sopra.

Gabriella: Con la mano, no, sembra che muova qualcosa.

Martina: Però non è un ‘ti sto manovrando’, ma una specie di ‘ti manovro, ma tu me lo lasci fare’. Questa era la vibe che era partita da me all’inizio. Mando subito a lei e lei impazzisce, e io dico ‘senti eh, vedi te che non è tutta sta gran roba’, però lei ci vede le stelle a mezzogiorno.

Il lato gotico di Anemoia

La prima impressione che si ha del progetto Anemoia è quella di trovarsi davanti a un penny dreadful, un po’ per le suggestioni vittoriane, un po’ per una strana sensazione di pancia che, tra colori e canzoni emotivamente devastanti, porta immediatamente a pensare che “qui c’è qualcosa che non va”. Per chi di voi non lo sapesse, i penny dreadful erano un tipo di pubblicazione periodica diffusasi nel Regno Unito nel XIX secolo, caratterizzata sia dal basso costo (per l’appunto, un penny) che dalle tematiche horror-gotiche. Le autrici non smentiscono questa assonanza, anzi: Anemoia è, per loro stessa definizione, un “gotico sovrannaturale”, all’interno del quale storie e tematiche come quelle di Edgar Allan Poe incontrano una serie di suggestioni come The Sandman, i film di Guillermo del Toro, le favole nere di Tim Burton…
Anemoia attinge a piene mani da un meraviglioso patrimonio culturale che mescola pop culture al classico, senza nascondere l’amore delle autrici per questi elementi.

Martina: Non ho paura che la gente possa pensare ‘ah ma questi fanno riferimento a…’, anche perché secondo me il simile attrae il simile. Tutto quello che noi abbiamo scelto a me piace tanto, e poi ecco, un’altra cosa bella è trovare puntualmente qualcosa che ci piace e condividerlo.

Scrivere in due: l'esperienza di Gabriella e Martina

Ceth guardò Vesp, solo un secondo in più del necessario, e il cuore palpitò più forte, senza motivo apparente. Era quel tipo di felicità che non è permessa, che dura giusto il tempo di ricordare quanto sarebbe bella, prima di svanire.
Perché non possiamo restare così?

La Mansarda di Cethluz e Vespara, Gabriella Giliberti e Martina Ponente

Una delle cose che più mi premeva domandare alle autrici era come si fossero approcciate alla scrittura di questo romanzo illustrato — molto spesso si tende a pensare che solo chi imprime direttamente le parole sulla carta sia il vero proprietario di un’opera, ma nel caso di Anemoia Martina e Gabriella sono entrambe autrici, ed è molto importante non cadere nell’errore di credere il contrario. La scrittura, in questo romanzo, è un pas de deux in cui l’arte si sdoppia per poi riconciliarsi in un modo tutto particolare. Le illustrazioni di Martina “parlano e completano quello che le parole avevano anticipato”. La prosa di Gabriella dialoga con il disegno, che a sua volta gioca con la percezione del lettore e si impreziosisce di dettagli.

Gabriella: Secondo me è questa la forza. Sono due cervelli che effettivamente lavorano sullo stesso filo, e ovviamente contribuiscono a vicenda, ma le mani fanno due cose diverse attraverso le nostre interpretazioni, io con le parole e lei con le immagini. E non c’è un cannibalizzarsi no? […] poi per me scrivere è naturalissimo, ho sempre voluto scrivere, scrivo da una vita. Certo, facendo la giornalista, il saggio è stato il mio primo step, la narrativa era un po’ il classico sogno nel cassetto soprattutto quando si parla di gotico, perché poi alla fine rimango sempre a casa, ma sempre dove fa più male. Perché poi lo dico sempre, per me la scrittura è un atto di dolore, no? […]


Martina: Per tanto tempo è andata avanti questa idea che l’artista lavorasse un po’ da solo nel suo laboratorio stretto e chiuso. Quando due artisti però collaborano, succedono due cose: o c’è una guerra punica in atto, oppure si crea armonia, perché è come la musica. Per carità, gli strumenti possono suonare pure da soli – non tutti, però un pianoforte possono tranquillamente e farsi un concerto da soli… ma insieme sono stupefacenti.

I protagonisti di Anemoia e l'importanza della mansarda

Ma torniamo per un attimo al principio, ai post che per primi hanno fatto suscitato l’attenzione di tanti futuri lettrici e lettori: chi sono i due giovanotti rappresentati dal ragno e dalla piovra? Rispettivamente, si chiamano Vespara (pronunciato Vespàra per chi, come chi scrive, si sia fatto assalire dai dubbi) e Cethluz (pronunciato con la C di ciglia), e sono due enemies to lovers mancati. Nel racconto La Mansarda di Cethluz e Vespara ci vengono presentati un annetto prima delle vicende del romanzo, due giovani artisti rintanati nelle proprie storie mentre fuori imperversa il temporale. Vespara è una macchia di colore, nonostante l’inchiostro dei suoi capelli: vivace, ciarliero e fortemente carismatico, irrompe nel pov di Ceth con la potenza di un uragano. Il suo è un nome che parla, e parla di oscurità: Vesp– richiama i vespri, mentre –ara richiama il nome latino del ragno, aranea.

Anche il nome di Cethluz parla, con Ceth– che racconta dell’oceano, mentre –luz richiama la luce. E Ceth, invece, sembra farsi carico di ogni ombra, e di certo il suo punto di vista, scelto per il racconto, ci permette un’introspezione quasi soffocante in un carattere che già si presenta come testardamente sensibile.
Della loro relazione, e della mansarda che fa da teatro al racconto, le autrici ne parlano così:

Gabriella: È la loro ambientazione iconica, dove entrambi possono creare, posso essere liberi, possono essere solo loro. La mansarda è il loro cuore, tanto di Ceth e Vesp quanto di Anemoia


Martina: Poi la mansarda ha una duplice realtà. Io sono grande fan delle mansarde. Le mansarde sono dei non-luoghi, sono posti che non esistono, […] la mansarda è un luogo reale che non esiste e questo concetto è molto interessante, perché la mansarda è una specie di dimenticatoio, è custode di memoria che tu non ricordi più.


Gabriella: Poi la mansarda è dove tutto inizia, dove loro si incontrano…


Martina: Nel caso della storia – nel caso di Ceth e Vesp –  la mansarda è il tutto, potremmo dirlo un po’ l’universo del demiurgo, là si crea tutto, mentre concettualmente parlando è un luogo che nella memoria comune, nel patrimonio mnemonico, è un luogo che non esiste, è un crocevia, un limbo.


Gabriella: Considerando che poi Anemoia vuol dire proprio la nostalgia di un tempo che non è stato mai vissuto…


Martina: […] la mansarda ha questo potere incredibile di farti provare quello che poi è l’anemoia. Quindi sì, la mansarda oltre a essere uno dei più grandi luoghi cruciali all’interno della storia di Ceth e Vesp, è anche proprio un patrimonio mnemonico nostro, un luogo nostro, […] è il tempio delle persone comuni, è il tempio di chi abita nelle case popolari ad esempio, è un luogo di culto.

Dove trovare La Mansarda di Cethluz e Vespara

La Mansarda di Cethluz e Vespara è un racconto-prologo che fa “da legenda” al romanzo principale. Lo trovate nelle maggiori fiere e saloni del libro presso gli stand de Il Castoro OFF, in attesa che l’Autunno 2026 ci regali il romanzo in tutto il suo gotico splendore.

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