LO SCAFFALE INTERNAZIONALE
Innamorata: una rivisitazione dark dell’epica cavalleresca

Innamorata: una rivisitazione dark dell’epica cavalleresca

Innamorata di Ava Reid non è il primo libro dell’autrice a trattare con audacia numerosi tabù e a riproporre, in chiave dark, storie già intrise di malessere e oscurità. Il nuovo romanzo di Reid si propone di rivisitare il poema cavalleresco di Boiardo, l’Orlando Innamorato, coniugandolo con le atmosfere gotiche e fantastiche di Gormenghast di Mervyn Peake.

Sulla scia del suo precedente retelling, Juniper & Thorn, Reid non si risparmia e affronta temi brutali che mettono in luce gli aspetti più spietati e ripugnanti dell’animo umano. Con una penna alle volte fin troppo ampollosa, la scrittrice di bestseller richiama alla mente le drammatiche trame shakespeariane e gli intrighi alla House of the Dragon in questo nuovo dark fantasy ancora inedito in Italia.

I killed one man and they called me just. I near to killed another and they called me cruel. Yet they will say that my greatest crime is loving you.

Innamorata, Ava Reid

Innamorata, una storia di sacrifici e tradimenti

Innamorata segue le vicende successive alla morte della matrona di una delle più influenti casate di Deprane, l’House of Teeth. Il racconto si apre con una scena che evoca alla perfezione l’immaginario gotico e oscuro che contraddistinguerà il resto del romanzo. Saremo spettatori della profanazione del corpo della nonna di Agnes e Marozia: una cerimonia volta alla completa distruzione del corpo senza vita dei defunti dell’isola per evitare che l’arte della necromanzia possa essere adoperata ancora una volta. Lady Agnes osserva la scena nel suo silenzio – una quiete che infesterà gran parte della storia – come sempre accompagnata da Marozia, la nuova matrona della casata, nonché sua cugina.

Seguirà il matrimonio di Marozia con il principe Liuprand, portando le due donne al castello del re. Nel silenzio e nel terrore, Agnes sarà costretta a cercare vendetta, guidata dall’esistenza postuma di sua nonna. Eppure, non è ciò che vuole, non dopo aver incontrato il futuro marito di sua cugina. Intrighi e tradimenti saranno conditi da amori passionali e scene rivoltanti, segnando una corsa verso un destino di cui i personaggi non potranno liberarsi.

The Accolade, Edmund Blair Leighton

Le opere, sia letterarie che cinematografiche, che hanno ispirato il nuovo romanzo di Ava Reid si mescolano a personaggi e luoghi storici che traspaiono dalla scrittura dell’autrice. Innamorata si propone di reinterpretare l’intertestualità che contraddistingue le descrizioni di Rocca Crudele ne L’Orlando Innamorato – maggiore fonte d’ispirazione per Innamorata. Infatti, la violenza delle descrizioni e degli eventi di Rocca Crudele sembra distaccarsi non solo dall’essere stesso di Boiardo, ma anche dal resto delle scene del poema. Una tecnica narrativa che mira a rappresentare un contesto in cui esplorare criticamente la tradizione letteraria, senza influenzare il resto dell’opera.

Così Castle Crudele in Innamorata, luogo in cui si svolgerà gran parte della narrazione, fungerà da palcoscenico di orrori indicibili ed episodi ripugnanti. Sulla scia della precedente breve analisi, Reid non risparmierà l’inclusione dei temi più cruenti. Saranno lo strumento dell’autrice per descrivere l’arco involutivo di alcuni personaggi. Tuttavia, in altri casi alcuni temi verranno trattati con eccessiva celerità, finendo quasi per essere considerati come meri strumenti narrativi volti a sconvolgere chi legge.

Drepane: la struttura di un mondo ributtante

Il world-building di Innamorata viene rivelato sin dai primi capitoli. Secoli addietro, l’isola di Drepane fu afflitta da una pestilenza che causò non pochi decessi. La conseguenza della cospicua perdita di vite non fu la ricerca di una cura in senso proprio, bensì l’utilizzo di un’arte oscura e proibita: la necromanzia. Berengar “Who Fights Alone” è il responsabile sia del salvataggio dell’isola e dei suoi cittadini, avendo distrutto i mostri che infestavano Drepane, sia della perdita dell’indipendenza della stessa. Gli eventi condussero alla creazione delle 7 casate sottomesse al potere della corona e al controllo della città-stato Seraph.

I riferimenti a Venezia pervadono la narrazione, inserendosi in descrizioni del paesaggio e in termini che aiutano a far immaginare un setting prettamente rinascimentale. A prevalere è l’immaginario gotico e brutale, partendo dall’architettura frugale e particolarmente cupa fino a giungere a pratiche singolari, quali per l’appunto l’assoluto divieto della sepoltura e della preghiera.

Art by Mary Metzger

Seppur presentata come un fattore rilevante nel romanzo, la parte più magica e fantasy non avrà molto peso nel corso della narrazione. Sebbene Agnes inizi il suo percorso con un obiettivo ben definito, quest’ultimo finisce per sfumare in secondo piano man mano che l’intreccio sentimentale prende il sopravvento. Pertanto, non aspettatevi necromanzia se non nei flashback e nei racconti, l’aspetto fantasy è solo un lontano ricordo nelle trame d’amore e tradimento di Innamorata.

Il rapporto di codipendenza tra Marozia e Agnes

Come confermato anche da Ava Reid, la relazione che intercorre tra Marozia, Agnes e Liuprand riprende vari aspetti di opere letterarie e non, rinvenibile soprattutto nell’Orestea che ha ispirato questo bizzarro triangolo amoroso. Lo stesso personaggio di Agnes si rifà a Cassandra per il potere che la contraddistingue. Infatti, in rari momenti che probabilmente racchiudono gli aspetti più fantasy del romanzo, Agnes riesce a scorgere il futuro, rendendosi partecipe del destino dei personaggi.

Ritornando alle relazioni, la prima che viene descritta è proprio quella che lega Agnes e Marozia. Cugine inseparabili, Reid lascia intendere che ci sia un legame ben più profondo a unirle. Lo scambio di fluidi e il dormire sempre insieme senza riuscire mai a separarsi in alcun momento aiutano a costruire un’immagine soffocante e di totale sottomissione. È Agnes a sentirsi prosciugata da questo rapporto. Lo vediamo dalle descrizioni che ritraggono la protagonista come emaciata e fragile, più un cadavere che una persona e dal mutismo selettivo che non sembra affatto disturbare Marozia.

Il rapporto tra le due perderà di importanza già dal loro arrivo a Castle Crudele. Ancora una volta, anche quest’altro elemento verrà ben presto dimenticato. Proprio il personaggio così particolare e sfaccettato di Marozia resterà pressoché inesplorato. Marozia esiste in funzione di Agnes in questo romanzo, fungendo da ostacolo alle passioni della protagonista e di Liuprand, senza mai sbocciare quale personaggio a sé stante.

Nella parte finale di Innamorata, Marozia viene quasi del tutto dimenticata, impedendoci di approfondire temi molto delicati che, secondo me, avrebbero giovato di un maggior approfondimento dal suo punto di vista. La stessa rottura del legame tra lei e Agnes avviene talmente repentinamente da risultare inverosimile. Un rapporto tanto radicato e duraturo non credo possa spegnersi in così poco tempo.

Uno slow burn poco slow

Nonostante Innamorata non sia assolutamente un romantasy, la storia d’amore è il centro attorno a cui ruota la trama. L’amore tormentato ma tutt’altro che platonico tra Agnes e Liuprand si insinua come un flagello inevitabile nella vita della protagonista, rischiando di compromettere la sicurezza di Drepane stessa, nonché quella di Agnes. La prima metà del romanzo è connotata da un crescendo di sguardi incerti, tocchi rubati e brevi momenti condivisi; la seconda metà, invece, si prende il suo tempo per esplorare questa danza tra finzione e sotterfugi, svelando gli aspetti negativi dei singoli personaggi.

Agli occhi di entrambi non c’è niente, né il bene dell’isola, né quello delle persone che li circondano, che possa avere più importanza del loro amore. Un rapporto egoistico e cieco che culminerà in una svolta inaspettata. Il tentativo dell’autrice di donare alla storia d’amore un ritmo lento fallisce. Come il legame quasi simbiotico tra Agnes e Marozia si svolge più a parole che in azioni, dopo le prime scene del romanzo, anche la nascita del sentimento tra Agnes e Liuprand è fin troppo repentina. Il principe appare fin da subito ammaliato da Agnes, ma è anche palese una sorta di ossessione che ribolle dietro la sua premura. Avrei preferito un decorso ben più lento, giustificando così la formazione di un vincolo tanto profondo.

Art by Mia Minnis

Il senso di disgusto che permea le pagine del romanzo non manca di insinuarsi anche – e soprattutto – nelle scene che ritraggono Agnes e Liuprand insieme. Ogni avvenimento positivo è adombrato dall’inevitabilità della morte e della sofferenza che caratterizza Drepane nella sua interezza, in particolare Castle Crudele.

Al contrario, ho apprezzato i singoli personaggi. Agnes non è dissimile dalle altre protagoniste di Ava Reid. Ho ritrovato in lei molto di Marlinchen e di Lady Macbeth. Il suo silenzio avvolge e opprime la narrazione in un climax di rabbia e frustrazione. Come una mano che stringe la gola di Agnes e al contempo come un’armatura, la sua quiete funge sia da punizione per il mondo esterno sia da arma contro chi la circonda sia da inevitabile conseguenza degli abusi subiti. Agnes, infatti, è un personaggio resiliente, nonostante sia piegata sotto il peso del passato e delle aspettative di sua nonna.

“I would give you all you wish for,” she whispered, “if there were not half the world between us.”
His lips pressed to her ear again. “I feel nothing between us now.”
Agnes felt herself dripping for him. “You are reckless with your desire, and all my reason is undone by your mouth.”

Innamorata, Ava Reid

Se risulta inevitabile fare il tifo per lei durante la prima parte di Innamorata, sarà proprio l’amore fedifrago che la lega a Liuprand a porla in una luce non del tutto positiva. Ogni personaggio in Innamorata ha più aspetti negativi che positivi, primo fra tutti proprio il nostro golden prince. L’involuzione e la corruzione di Liuprand, presentatoci come il classico eroe senza macchia, riverberano in ogni sua scelta. Ava Reid ha ribaltato l’archetipo del principe azzurro, macchiandolo di azioni ripugnanti e indicibili come coronazione di un cast di personaggi prettamente negativi.

Innamorata: un pentolone di trigger warnings

Giungiamo alla vera nota dolente del romanzo: l’infinita lista di contenuti sensibili. Questo di per sé non è un aspetto negativo, ovviamente quando questi argomenti hanno uno scopo giustificato all’interno della narrazione. Ma è il caso del nuovo romanzo di Ava Reid?

Dal cannibalismo alla necrofilia, Reid non risparmia niente e nessuno. Tuttavia, se in Juniper & Thorn avevo trovato tutti i temi ben gestiti e approfonditi, in Innamorata molti di questi vengono gettati nel dimenticatoio, rischiando di fungere più da fattore di shock che da veicolo per analizzare determinate questioni. In particolare, non credo che il cannibalismo abbia un vero e proprio senso di esistere in Innamorata. C’è una rivelazione che avviene all’incirca dopo la metà del romanzo, ma a cui non verrà data alcuna spiegazione, né sarà possibile leggere fra le righe un qualsiasi collegamento con la trama in generale.

Her silence was as much a choice as any speech had ever been. It was not withdrawal, not cowering. As she had discovered, silence was not the absence of a thing. It was a force in and of itself. She brandished it like a sword. She impressed it upon the world.

Innamorata, Ava Reid

Innamorata è un romanzo che vuole sconvolgere, disturbare come tanti altri romanzi del panorama letterario contemporaneo. Eppure, non credo che il suo scopo sia stato raggiunto in tutto e per tutto. Reid si perde in inutili ripetizioni, metafore eccessive e una scrittura ampollosa che rallenta la narrazione. Questo romanzo non rispetta pienamente le sue premesse, ma ciò non vuol dire che non sia valido. La caratterizzazione dei personaggi e l’inserimento di interessanti colpi di scena rendono la lettura intrigante, permettendo che Innamorata si imprima nella mente di chi legge.

Se siete alla ricerca di un romanzo altrettanto tenebroso, allora non posso che consigliarvi Juniper & Thorn della medesima autrice e The Second Death of Locke di V.L. Bovalino.

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