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Figli di terra e cielo. Il Rinascimento si reinventa in chiave fantastica

Figli di terra e cielo. Il Rinascimento si reinventa in chiave fantastica

Originariamente pubblicato nel 2016 con il titolo di Children Of Earth and Sky, per Mondadori approda in Italia Figli di terra e cielo, di Guy Gavriel Kay. Ispirato al Rinascimento europeo, all’Impero Ottomano e ai famigerati pirati dell’Adriatico, questo fantasy storico è ambientato nello stesso mondo di The Sarantine Mosaic, ma si può comodamente leggere senza aver fatto lo stesso con questa dilogia.

In Figli di terra e cielo si intrecciano intrighi politici, rotte commerciali, conflitti religiosi e personaggi sfaccettati. Questi elementi saranno bastati per tessere una trama soddisfacente? Scopritelo nell’articolo!

Piccole cose possono talvolta esercitare un’influenza su eventi ben più grandi.

Figli di terra e cielo, Guy Gavriel Kay

Prove di Cristo, Sandro Botticelli

Figli di terra e cielo: la trama

Dal piccolo porto fortificato di Senjan, famigerato covo di pirati, Danica Gradek, una strana ragazza, parte per vendicare la famiglia perduta; intanto, dalla ricca repubblica lagunare di Seressa giungono due persone molto diverse: Pero Villani, un pittore inviato presso il gran algalif per dipingerne il ritratto (ma forse non solo per quello), e Leonora, una donna determinata e intelligente che non è chi dice di essere. Entrambi sono a bordo del vascello di Marin Djivo, mercante originario dell’orgogliosa città-stato di Dubrava, che accompagnerà il pittore nella sua rischiosa missione in Oriente, là dove un adolescente si sta addestrando per entrare a far parte della fanteria scelta dell’algalif e coprirsi di gloria in una guerra che ormai tutti sentono vicina. Nelle vaste terre che si stendono tra la città d’argento dell’Ovest, sognante sulla sua laguna, e la città d’oro dell’Est, cinta di triplici mura, tutti saranno messi alla prova. Quando le loro strade – e quelle di molti altri personaggi – si incroceranno, la storia cambierà. Figli di terra e cielo è un’epica sontuosa che fonde magistralmente fantasy e romanzo storico, realtà e immaginazione, sullo sfondo di un affascinante spaziotempo alternativo: allucinato affresco di vicende remote già note alla tumultuosa Europa e alla rutilante Asia del Rinascimento. Giacché qui ogni riferimento a fatti e circostanze non è, a ben vedere, affatto casuale.

Fonte: oscarmondadori.it

Riferimenti storici e temi

Come detto nell’introduzione, Figli di terra e cielo è un romanzo storico che si rifà al Rinascimento, all’Impero Ottomano e alla storia degli uscocchi. Vediamo insieme come Guy Gavriel Kay ha adattato la nostra storia alla sua, di storia.

L’arte del buon governo consisteva in parte nel pianificare e in parte nell’agire in base alle occasioni che potevano capitare, per quanto inattese.

Figli di terra e cielo, Guy Gavriel Kay

Seressa, una delle città principali in cui si avvicendano le avventure dei personaggi, deve la sua nascita alla Repubblica di Venezia. Patria dello spionaggio e delle belle arti, Guy Gavriel Kay ha dichiarato che lo stesso nome di Seressa sia un richiamo a “La Serenissima”, l’epiteto generalmente associato alla città italiana. Anche Dubrava, città-stato che è sia rivale commerciale che alleata di Seressa, nella sua diplomazia mi ha ricordato la conformazione delle repubbliche marinare.

Asharias, invece, fa riferimento a Costantinopoli e alla sua caduta. Conosciuta come Sarantium, dopo l’arrivo del gran algalif Gurçu, la città si è sottratta al dominio del culto del sole, passando a quello delle stelle e si prepara a una guerra gloriosa contro le altre potenze.

La corte di Obravic, con le sue strane innovazioni, l’alchimia e il suo imperatore un po’ stralunato, trae le sue radici dalla storia esoterica che ruota attorno a Praga e alla Via dell’Oro. Senjan, infine, terra di incursori e pirati, è il chiaro riferimento agli uscocchi, cristiani cattolici che combatterono contro gli ottomani e che poi divennero celebri per la pirateria.

Opera senza nome, Laurent Grasso

Riassumendo i temi che quindi troverete in Figli di terra e cielo: il conflitto commerciale tra Seressa e Dubrava, che porta a un continuo impiego di spie da parte della prima potenza in ogni anfratto del continente (Seressa non è molto simpatica, vi avverto); la pirateria della quale i senjani si avvalgono contro le città che cercano di opprimerli e/o annetterli, anche a costo di farsi la reputazione di bestie cannibali; e infine, lo scisma religioso, che coinvolge sia i due culti principali – ovvero quelli che venero Jao (il sole) e quelli che venerano Ashar (le stelle) – sia le varie eresie createsi all’interno dello stesso culto di Jao. 

Mille volti in Figli di terra e cielo

Cadiamo continuamente. Anche se siamo figli di un dio.

Figli di terra e cielo, Guy Gavriel Kay

Figli di cielo e terra è costellato da una miriade di personaggi; alcuni vanno e vengono, altri rimangono, molti hanno un loro punto di vista per raccontare la storia con i propri occhi. Sono molti quelli da citare, ma non è quello che mi interessa fare. Invece, mi piacerebbe prendermi questo spazio per parlare della maestria con cui Guy Gavriel Kay dona ai suoi mille personaggi volti e voci riconoscibili. C’è chi ha voglia di rivalsa, chi sta cercando il proprio posto nel mondo, chi è solo stanco e vorrebbe trascorrere gli ultimi giorni della sua vita chiuso in un convento, chi è affamato di potere e chi lo è di amore.

Scavando nell’intimità di ogni personaggio, creando backstory tragiche, conflitti d’interesse, storie d’amore e di vendetta, l’autore mescola l’avventura all’introspezione con uno stile di scrittura talvolta poetico e sicuramente adatto per solleticare le emozioni dellə stessə lettorə. 

Madonna col bambino e angeli, Sandro Botticelli

Mare in burrasca! Alcune criticità

Figli di terra e cielo non è una lettura semplice e non credo che venga proposto come tale. È un romanzo lento, che si prende il suo tempo e invita il lettore a camminare al suo stesso passo. Ciò non significa che la strada sia spianata.

Sin dalle prime pagine del libro, il lettore viene introdotto al worldbuilding non in modo graduale, ma a gamba tesa. Se da una parte è apprezzabile scoprire un nuovo mondo pagina dopo pagina, è anche vero che Guy Gavriel Kay fa uso abbondante dei famigerati info-dump: c’è chi li apprezza e chi no. Io lo faccio, ma solo se usati con parsimonia. Nelle prime cento pagine, infatti, è faticoso abituarsi a questo genere di interruzioni nella narrazione: ciò non toglie che, una volta superate, è sicuramente interessante leggere tutti i vari approfondimenti dati dall’autore.

Proprio per il genere di cui fa parte e per il suo stile, alcune volte Figli di terra e cielo abbandona la forma prosaica e assume quasi le connotazioni di una vera e propria cronaca storica, soprattutto quando in gioco entrano le dinamiche tra le diverse potenze che dominano il worldbuilding.

Salomé, Francisco Masriera

Una delle abilità che si deve imparare a maneggiare leggendo un romanzo storico (o in questo un fantasy storico) è quella del saper contestualizzare. È un mantra che ho dovuto applicare io stessa leggendo Figli di terra e cielo.

Essendo un libro ispirato a un determinato contesto storico, in cui gli usi e i costumi di chi lo abitava sono nettamente diversi dai nostri, la mentalità dei personaggi ne risente. Si tende quasi a romanticizzare il Rinascimento grazie a tutto quello che ci ha donato in campo artistico e non solo. Ma Guy Gavriel Kay ci ricorda che non tutto era rosa e fiori. In Figli di terra e cielo culture ed etnie si scontrano, quindi non sono rari i casi in cui vengano fatte dai personaggi (anche quelli principali) delle considerazioni razziste, misogine e omofobe, dettate dalle proprie ideologie.

All’inizio, visto che il cast dei personaggi è a prevalenza maschile, ho quasi fatto fatica a dividere il pensiero dei personaggi da quello del loro autore: tuttavia, giunta ai punti di vista femminili o leggendo di come alcuni personaggi imparino a rivalutare le proprie opinioni, l’arte del sapere contestualizzare mi è tornata utile.

Figli di terra e cielo: tracciando una rotta finale

Le vite degli uomini e delle donne non erano state create o concepite perché i desideri venissero esauditi.

Figli di terra e cielo, Guy Gavriel Kay

Guy Gavriel Kay è un autore navigato nel mondo del fantastico – basti pensare a come abbia contribuito all’edizione del Silimarillon di Tolkien – e questo si vede anche nella lavorazione meticolosa di Figli di terra e cielo. Questo romanzo è, in conclusione, una vera e propria chicca per chi è appasionatə di Rinascimento, crociate e pirati; tuttavia, potrebbe risultare uno scoglio per chi cerca un fantasy leggero e meno elaborato. 

Figli di terra e cielo nasce come romanzo standalone, ma ha un suo prequel: si tratta di A Brightness Long Ago, che al momento è in ristampa in lingua originale e che, si spera, arriverà presto anche in Italia.

Se la lettura vi interessa, armatevi di arco, frecce e scegliete quale dio invocare per la vostra protezione: in Figli di terra e cielo il pericolo è sempre dietro l’angolo!

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