
Feroce Devozione: di déi, mortali e amori predestinati
Essere un* lettor* di romantasy, si sa, è un’epopea che comincia dalla ricerca su Goodreads e spesso termina con un accenno di confusione, spesso doppiamente declinato:
“Ma il romance, in questo fantasy, dove sta?”
“Ma c’era il fantasy in questo romance?”CIT: qualcuno, da qualche parte
La ricerca del romantasy perfetto, che sappia calibrare con precisione le proprie componenti, è ardua e piena di insidie, ma per vostra (e nostra) fortuna, la redazione di Strega ha operato un piccolo miracolo. Feroce Devozione di Rebecca Ross è un romantasy standalone che fa da prequel al più famoso Divini Rivali, ma che si può leggere tranquillamente anche senza conoscere la saga madre — e chi scrive può affermarlo con assoluta certezza. Portato in Italia da Fazi per la collana Laynia, questo piccolo (ma corposo) gioiellino mescola faide millenarie e divinità meschine a una storia d’amore intensa e piena di insidie – prima fra tutte: la natura umana del protagonista maschile.
Ma parliamone nel dettaglio.
La trama di Feroce Devozione
This is the beginning of the end, I thought. If heartless gods can be made soft by such love, we are all doomed.
Wild Reverence, Rebecca Ross
Il vero amore è più sacro di qualsiasi spietata divinità.
Nata nell’oscurità sotterranea, Matilda è la divinità più giovane del suo clan. Trascorre un’infanzia solitaria, preparandosi a esercitare l’umile magia di messaggera, e impara presto a comprendere le dinamiche spietate ed egoiste che regolano le gerarchie divine, sia sottoterra che nel regno celestiale, dove risiede il padre che non ha mai conosciuto. Matilda consegna parole e lettere attraverso i vari regni, ma nasconde un segreto che non può rivelare neanche ai suoi più fidati alleati. E a complicare le cose, c’è un ragazzo mortale che la sogna sebbene non l’abbia mai incontrata nel mondo reale.
Nel frattempo, nella notte più buia della sua vita, Vincent di Beckett chiede aiuto a Matilda in nome dell’amicizia che li lega nel mondo dei sogni, ma quando non riceve risposta decide di dimenticarla per sempre… finché un giorno, dieci anni dopo, la giovane messaggera appare nella sua camera da letto per consegnargli una lettera.
Il destino ha voluto che Matilda e Vincent si incontrassero al di là di ogni sogno. Matilda potrebbe avere la possibilità di riscrivere le leggi sanguinose degli dèi, ma pagando un caro prezzo. Dovrà affrontare la sua più grande paura: accettare di essere vulnerabile e permettersi finalmente di essere amata.
Fonte: Fazi editore
Matilda, Vincent e la sovversione dei trope
Da quasi un decennio il genere romantasy e i suoi predecessori ci hanno abituati a vedere giovani donne umane che intrecciano relazioni amorose con non-tanto-giovani uomini in qualche modo magici − vampiri, fae, demoni, alle volte divinità; in Feroce Devozione, invece, è Matilda ad essere altro. Giovane, sì, ma potente e immortale, l’arco di Matilda è un arco di crescita e saggezza, il percorso di un eroe riluttante e mai prescelto che deve toccare il fondo prima di salire in alto.
You hold on to her. But who could hold on to the wind? And—better yet—who would be so foolish as to trust—to love—such a wild being?
Feroce Devozione, Rebecca Ross
Nel Pantheon di Rebecca Ross diviso tra divinità sotterranee e divinità celestiali, Matilda è l’aralda degli dèi, figlia di entrambi i mondi e perciò appartenente a nessuno − ciò la rende sfuggevole e misteriosa persino a noi che ne leggiamo il punto di vista, ma nel suo personale viaggio dell’eroe c’è empowerment (quello vero però, non quello del discount gentilmente concesso da un uomo).
D’altro canto Vincent veste i panni della damsel in distress con estrema dignità. Signore riluttante del castello di Wyndrift, il suo lutto e la sua solitudine sono una vivida costante: lui è forte, ma per necessità; è autorevole, ma non per sua scelta. Ciò che sorprende del suo personaggio è la sua fragilità, mai ostentata, mai performativa – c’è una scena in particolare nel primo quarto di romanzo che mi devasta ancora oggi. Oltre ad una speranza di salvezza (fisica ed emotiva), il suo amore per Matilda ha del mitico, del fiabesco – avete presente il fenomeno bring back yearning? Vincent ne è la personificazione.
La caducità della vita: cosa significa per un romance
One day, I would perish, and she would live on, endless as the stars. But if we were doomed, then let us fully embrace it.
Feroce Devozione, Rebecca Ross
La sfida più grande all’amore di Matilda e Vincent è però quella del tempo, e il rintocco della campana riecheggia più che mai di pagina in pagina. Non ci sono scotti né sotterfugi, nel romanzo di Rebecca Ross – lei è una dea, destinata a vivere in eterno, mentre lui avvizzirà ed inevitabilmente morirà. Will you still love me when I am non longer young and beautiful?, cantava al tempo Lana del Rey.
È una storia, la loro, della quale già conosciamo la fine, e nel leggere i primi capitoli, in cui Matilda e Vincent imparano a conoscersi attraverso i sogni, sembra quasi di soprassedere ad una tragedia Shakesperiana, in cui il coro ci racconta sin da subito cosa troveremo alla fine del quinto atto.
Ma tranquill*, questa non è una tragedia… forse.
My home is your home. My arms are a haven for you to rest. My last name is yours if you desire it. I will love you to my grave, and even beyond it, when the mists welcome me, when I am hopefully very old and gray and grouchy and have spent the seasons beside you when you are here and dreaming of you when you are gone.
I love you dearly, Red.
Come home to me. Return to me, when you can. I will be watching the skies and the river until then.Feroce Devozione, Rebecca Ross
Alcune criticità
Se è vero che nessun libro è perfetto, quali sono le criticità di Feroce Devozione? Sono poche, invero, e quasi tutte legate alla sua natura di romanzo standalone, ma proprio perché si tratta di un ottimo romanzo cercheremo insieme il proverbiale pelo nell’uovo.
Feroce Devozione inizia in modo lento e sebbene lo faccia per presentare dinamiche fondamentali per la macrotrama, la sensazione di star macinando pagine su pagine per della sostanziale fuffa non ci abbandona mai; in generale, potremmo dire che avrebbe avuto bisogno di un altro giro di line editing, per sfoltire il superfluo e regalare un ritmo più incalzante.
Allo stesso modo, in questo worldbuilding estremamente dettagliato vi è un qualquadra che non cosa. E cosa? Direte voi lettori di Strega. GRAZIE PER AVERLO CHIESTO. Ora giochiamo alla politica medievale: dove sta il re/regina/sovran* mentre I suoi sudditi giocano a fare il cosplay di Rob Stark ammazzandosi per un castello-ponte sul fiume? Sappiamo grazie ad una trama secondaria che esiste, all’effettivo, una sorta di proto-governo centralizzato stile prima monarchia plantageneta attorno alla quale si raccoglie la nobiltà, tanto da combattere una vera e propria guerra per il trono, quindi perché dimenticarsene convenientemente tanto da far scendere gli dei in battaglia in pieno stile omerico?
Ma chi scrive vuole rassicurarvi: questi sono tutti I contro che troverete in Feroce Devozione − il resto è pura magia.