
Miss Bee di Alessia Gazzola: guida alla lettura
Brillano di un alone decadente, i lustrini in cui l’aristocrazia inglese si trova immersa al risveglio dalla Prima Guerra Mondiale. Chi meglio potrebbe raccontare quest’atmosfera di cambiamenti irrequieti, se non una giovane straniera affascinata da quel mondo tanto quanto tenta di rimanerne alla larga? Beatrice Bernabò, italiana trasferitasi a Londra con il padre e le due sorelle, è per tutti Miss Bee. Dalla penna di Alessia Gazzola nasce una nuova eroina, impulsiva e cocciuta, una mosca bianca nell’altolocata società londinese che – non si sa come – riesce sempre a farsi coinvolgere in qualche mistero da risolvere.
«La cosa più preziosa che possiedo è una sola: la mia libertà.»
Alessia Gazzola, Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata
Miss Bee e il cadavere in biblioteca
È il 1924 a Londra e la ventenne Beatrice Bernabò si è quasi del tutto abituata alla vita inglese. Anzi, giovane e testarda, fa di tutto per amalgamarsi ai nuovi ritmi che la Grande Guerra si è trascinata dietro. Ha la bizzarra passione di confezionare paralumi che ha trasformato in un lavoro – anche se certo non può andare in giro a dirlo, chiusa sempre nella sua soffitta tra colle e merletti – e soprattutto, con grande disapprovazione dell’alta società e pure di suo padre, si è tagliata i capelli in un orrendo caschetto alla moda che altro non fa che evidenziare la brutta cicatrice sulla guancia. Così, quando durante la cena a casa della dirimpettaia, la nobile vedova Ashbury, viene trovato un cadavere nella biblioteca, non è una sorpresa che un’irreparabile curiosa come Miss Bee si trovi invischiata nel delitto – che si trasforma in un caotico triangolo amoroso. Se il colpevole non è Christopher Ashbury – il suo Kit – allora non può che essere lo scostante, altezzoso e ricchissimo visconte di Warthmore, Julian Lennox.
Miss Bee e il principe d'inverno
Alconbury Hall, residenza di campagna della famiglia Lennox, si prepara ad accogliere il freddo inverno del Derbyshire. Nelle sue stanze addobbate a festa, Lady Millicent Carmichael è intenta a dettare le sue scandalose memorie alla sua giovane assistente. Dopo il polverone che l’ha colpita solo poche settimane prima, Beatrice Bernabò è decisa a rigare dritto. Si tratta di un impiego onesto, ben pagato e pure divertente – se si tralascia il carattere austero di Lady Carmichael – che le permette di allontanare la terribile incombenza di lavorare all’ambasciata. Eppure, nonostante la posta in gioco, il cuore non sembra aiutarla. La vicinanza di Julian Lennox è una distrazione e non fa che peggiorare dopo il coinvolgimento di suo cugino. Con le sue ascendenze russe, il tenebroso e tormentato Alexander è un vero principe d’inverno. E quando scomparirà a seguito di un misterioso furto, per Miss Bee non ci sarà altra possibilità se non indagare – a costo di disintegrare il suo autocontrollo, ora che il caso ha portato al cancello di Alconbury Hall una vecchia conoscenza, il cinico ispettore Archer Blackburn.
Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata
Quando gioca a fare l’investigatrice, lasciandosi coinvolgere tra piste e indizi fino alle punte dei capelli, Beatrice dimentica quanto precaria sia la sua situazione familiare. Vedovo per la seconda volta, suo padre Leonida ha deciso di trasferirsi con le tre figlie in Inghilterra, dove insegna Italianistica all’Università di Londra. Il suo mandato è garantito dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito, un uomo di alto spessore politico che – ovviamente – rappresenta il regime fascista all’estero. E questa è l’apparenza che i Bernabò sono costretti a falsare, pena il rimpatrio. Dopo i continui scandali in cui la figlia secondogenita sembra solo capace di cacciarsi, Leonida deve prendere in mano la situazione per salvare la reputazione di Beatrice, per il bene della famiglia.
Così, all’alba del 1925, l’impulsiva e audace Miss Bee si trova a lavorare nel luogo meno permissivo del mondo: l’ambasciata italiana. E proprio nel momento in cui è previsto l’arrivo di una delegazione proveniente da Firenze, città natale dei Bernabò. Intorno all’ambasciata cominciano a ruotare il direttore degli Uffizi e la sua collega archeologa, nonché il figlio dell’ambasciatore e la sua fidanzata, senza farsi mancare nemmeno il visconte Julian Lennox – che Beatrice ha promesso di dimenticare, ma è più facile a dirsi che a farsi. Nel caos di appuntamenti e visite di Stato, strani fenomeni hanno luogo in ambasciata: che un fantasma si nasconda tra le stanze? Quando la situazione si aggraverà tanto da richiedere l’intervento dell’ispettore Archer Blackburn, Miss Bee lo affiancherà senza ripensamenti.
Miss Bee e il giardino avvelenato
Mesi dopo gli eventi imprevedibili occorsi nell’ultimo volume, Beatrice Bernabò si trova in una situazione inedita. Una vita nuova, insomma, eppure non sembra aver perso l’inguaribile abitudine di cacciarsi nei guai. Un piacevole soggiorno nel Norfolk, nella residenza nobiliare di un vecchio amico dell’ispettore Blackburn, si trasforma in un enigma apparentemente irrisolvibile – così come i suoi sentimenti, perennemente strattonati in direzioni opposte. Miss Bee e il giardino avvelenato, l’atteso quarto volume della serie, è uscito in libreria lo scorso 25 novembre.
La penna dietro Miss Bee: Alessia Gazzola
Quella di Miss Bee è soltanto l’ultima delle fortunatissime serie nate dalla penna di Alessia Gazzola. Originaria di Messina, l’autrice è laureata in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Medicina Legale. Non sorprende che il suo esordio presso Longanesi nel 2011 sia stato con L’allieva, da cui è stata tratta la serie tv cult con Alessandra Mastronardi nei panni della protagonista Alice Allevi (2016-2020). Del medesimo interesse è la trilogia incentrata sulla paleopatologa Costanza Maccallè, ora anch’essa una serie tv prodotta da Rai Fiction e Banijay Studios (2025–).
Il guilty pleasure del cozy crime
Alessia Gazzola dipinge un affresco della società inglese a seguito dell’incubo della Grande Guerra, rendendolo tangibile grazie alla riproduzione delle caratteristiche atmosfere. Con uno stile frizzante e la spigliatezza tipica delle eroine goffe con le quali tanto è facile immedesimarsi, si presentano intrecci avvincenti che strizzano l’occhio alla tanto amata tradizione del giallo. Il giallo all’inglese, tipicamente cozy, che trova il suo capostipite in Agatha Christie. Un genere in cui il mistero non punta all’efferatezza dell’azione, all’orrore degli schizzi di sangue sulle pareti, quanto più sui segreti che le persone coinvolte nascondono, sui pregiudizi che hanno gli uni riguardo agli altri, inseriti all’interno della cornice pittoresca della campagna inglese. E – perché no? – anche una bella dose di romance.
Tra eleganti ritrovi in saloni nobiliari alla Downton Abbey e una spruzzata (*un’intera tonnellata) dell’intraprendenza della moderna e indomita Miss Fisher, Miss Bee è destinata a entrare nel cuore del pubblico in punta di piedi – per poi pestarli, quando si illuderà di poterla scacciare tanto facilmente.
Quanto male faceva l’amore, pensò Beatrice. E mandò giù mezzo calice di vino rosso.
Alessia Gazzola, Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata