
Bussola letteraria: guida ai retelling
Il panorama editoriale è in fase di evoluzione, seguendo tendenze e mode, provenienti dai social network, che tendono a cambiare fin troppo spesso. E allora perché siamo alla ricerca di rivisitazioni di classici letterari, di miti o fiabe che appaiono tanto distanti dall’editoria odierna? Il dualismo tra novità e sguardo al passato si accorda nell’esempio dei retelling.
La riscrittura di vicende conosciute celebra ciò che risulta già noto, ma con un twist o una reinterpretazione di uno qualsiasi degli aspetti della storia originale. Attenzione, però, a non snaturare gli elementi chiave, pena la creazione di potenti nemici nei sostenitori dell’opera autentica!
I retelling: la genesi della riscrittura di grandi classici e storie antiche
La parola retelling è entrata in tutto e per tutto a far parte del vocabolario italiano per indicare le rivisitazioni di storie già esistenti che forniscono una nuova interpretazione. I retelling ridanno vita a storie spesso dimenticate, a personaggi secondari che non hanno mai avuto la possibilità di calcare il palco da protagonisti. A volte propongono persino ambientazioni diverse.
Ancora più spesso, è possibile sentir parlare di questo nuovo genere letterario in termini non proprio lusinghieri. I lettori sono esigenti e finiscono per criticare aspramente quelle rivisitazioni che non aggiungono niente di nuovo all’opera originale o che ne distorcono il significato. Tuttavia, l’avvento dei retelling non può che essere benefico per i romanzi che vengono reinterpretati, concedendo loro un nuovo pubblico.
Le storie sono senza tempo e come tali resistono ai cambiamenti e alle mode temporanee, ricomparendo con forme e modalità differenti, modellate secondo lo stile narrativo più in voga al momento. Perché non dovremmo accoglierle a braccia aperte? La riscrittura di storie con l’aggiunta di elementi inediti non è affatto una novità, ma è un aspetto fondamentale dell’essere umano e della sua cultura.
Gli stessi poemi epici di Omero, l’Iliade e l’Odissea, hanno posto le basi per reinterpretazioni orali. Il teatro, come la forma di arte e intrattenimento più importante al tempo dell’antica Grecia, ci dà il giusto spunto di riflessione. Molte tragedie greche si basano su miti che venivano interpretati in chiavi diverse per adattarli al contesto teatrale. Un ulteriore esempio è Oedipus Rex di Sofocle che prende e rivisita il mito di Edipo.
Persino analizzando la letteratura inglese scoviamo casi di retelling: la stessa leggenda arturiana venne usata e manipolata da numerosi autori come Malory e de Troyes, finendo per includere alcuni degli elementi che più ci fanno pensare a re Artù (Excalibur e il triangolo amoroso tra Artù, Ginevra e Lancillotto sono frutto di aggiunte successive).
Se vogliamo fare un grande salto in avanti nel tempo, possiamo concentrarci su romanzi come Ulysses di James Joyce − che è strettamente connesso all’Odissea di Omero − e Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis − che include elementi appartenenti alle scritture cristiane nei suoi romanzi. Oppure libri amati sui social come La canzone di Achille di Madeline Miller e Una corte di rose e spine di Sarah J. Maas che, in modi completamente diversi, hanno spopolato tra i giovani amanti della lettura.
Lo scopo di questi romanzi più contemporanei è di dare la parola a voci escluse e trascurate e di investigare le storie di gruppi di persone storicamente emarginate e discriminate, inserendo nei retelling un ritratto più inclusivo della società.
Quali storie possono essere reinterpretate?
I retelling rivisitano storie già conosciute, ma quali sono più adatte a essere reinterpretate? Seppur la risposta sia evidente e sia stata già accennata, è bene chiarire quali tipi di storie di solito sono riproposte in chiavi differenti.
- Fiabe e racconti folkloristici: questa categoria è una delle più diffuse perché permettono di poter affrontare e rivisitare temi quali l’amore, il sacrificio, la lotta tra il bene e il male, nonché le tradizioni e la cultura di determinate popolazioni in chiave innovativa. Un esempio lampante sono le favole dei fratelli Grimm, che prima ancora di essere reinterpretate, sono esse stesse frutto di rielaborazione di racconti della tradizione orale popolare tedesca.
- Epica e mitologia: i miti greci sono i più reinterpretati, ma non sono gli unici! Da Circe di Madeline Miller che rivisita la storia della potente maga e semidea della mitologia greca a romanzi come Kaikeyi di Vaishnavi Patel che rivisitano il Ramayana in chiave femminista e dal punto di vista della sua antagonista.
- Classici della letteratura: attraverso capisaldi che hanno svoltato il mondo della letteratura, si possono affrontare e rielaborare vicende tramite punti di vista diversi o in ambientazioni più moderne o addirittura futuristiche. Demon Copperhead di Barbara Kingsolver rivista la storia di David Copperfield di Charles Dickens, prendendo in considerazione temi più attuali, ma senza snaturare l’essenza stessa del romanzo.
I retelling sono solo un fenomeno temporaneo del BookTok?
La domanda è ovviamente retorica. Dopo aver affrontato l’origine dei cosiddetti retelling, non si può più parlare di un fenomeno effimero appartenente esclusivamente al mondo del BookTok. Tuttavia, non possiamo far finta di non vedere l’impatto che la community di TikTok ha avuto sul successo di numerosi romanzi facenti parte di questo genere letterario.
Il richiamo di storie familiari unite a premesse innovative e complesse è ciò che attira maggiormente gli appassionati. Un rapporto sempre più solido lega l’editoria ai social media, essendo quest’ultimi sfruttati come piattaforma principale per la pubblicità delle nuove uscite. Eppure, ad andare virali non sono solo le novità, ma anche i libri meno recenti. La Canzone di Achille è stato pubblicato nel 2011, ma è grazie a TikTok che è tornato a essere in auge.
Il boom dei retelling mitologici non si appresta a fermarsi e, se Rick Riordan con Percy Jackson aveva lasciato che ci appassionassimo alla mitologia greca, le rivisitazioni continuano a portare avanti il suo lavoro, non smettendo di essere pubblicate (e amate). I retelling non devono essere disprezzati per il solo fatto di essere delle reinterpretazioni di altre storie. I retelling in quanto tali hanno l’onere di rendere protagonisti personaggi marginalizzati e di rimuoverli dall’ombra in cui l’opera originale li ha collocati.
E adesso un po' di consigli di lettura!
Queste gioie violente, Chloe Gong
Questi eredi si credono re e regine, seduti su un trono dorato a guardare un impero lucente e opulento. Non lo sono. Sono criminali: delinquenti alla guida di un impero di ladri, signori della droga e protettori, che si preparano ad ereditare una cosa guasta, terribile, sconfitta, che li guarda dall’alto con occhi carichi di tristezza.
Shanghai lo sa, l’ha sempre saputo.
Tutto questo maledetto posto sta per andare in pezzi.Queste gioie violente, Chloe Gong
Queste gioie violente di Chloe Gong rivisita la più famosa tragedia shakespeariana, ambientando le vicende nella Shanghai del 1926 e nel bel mezzo di una faida tra due gang rivali. Juliette Cai non solo dovrà riprendere in mano le redini della Gang Scarlatta e fronteggiare l’uomo che le ha spezzato il cuore e che fa parte degli antagonisti Fiori Bianchi, ma sarà anche costretta ad affrontare il misterioso caos che sta sconvolgendo Shanghai.
Gong non si limita a reinterpretare la storia di Romeo e Giulietta. È in grado di farla sua senza mai snaturarne il significato ultimo. I temi attuali che intessono la fitta rete di eventi di questo romanzo, quali il colonialismo e le rappresentazioni queer, rendono Queste gioie violente un perfetto trampolino di lancio per chiunque voglia approfondire questo genere letterario.
La città di ottone, Shannon Chakraborty
Le sue capacità facevano parte di lei da così tanto tempo che, semplicemente, non metteva più in discussione la loro esistenza. Da bambina le ci erano voluti anni e molte esperienze dolorose per capire quanto era diversa dalla gente attorno a lei, come se fosse stata l’unica persona dotata di vista in un mondo di ciechi.
La città di ottone, Shannon Chakraborty
Ambientato nel Cairo del diciottesimo secolo e successivamente nella magica città di Daevabad, La città di Ottone di Shannon Chakraborty è il primo romanzo della trilogia di Daevabad che mescola folklore islamico e le atmosfere di Aladdin. Nahri ha un dono, riesce a scovare le malattie delle persone e a curarle. Quando per sbaglio evoca un misterioso guerriero djinn, la sua vita non potrà che complicarsi. Condotta in una città di ottone che sembra inevitabilmente connessa a lei, Nahri sarà costretta a destreggiarsi nella corte del sultano tra intrighi politici e oscuri misteri.
Un romanzo colmo di significato che non smetterà di stupirvi, La Città di Ottone mescola atmosfere fiabesche a tradizione e cultura in un connubio indimenticabile. I legami tra i personaggi e l’ambientazione magica vi trasporteranno in un mondo denso di complotti e segreti che vi impediranno di mettere giù il libro.
La figlia della foresta, Juliet Marillier
Una favola può iniziare in molti modi e può essere molte favole in una, ognuna delle quali altro non è che un diverso modo per raccontare la stessa storia.
La figlia della foresta, Juliet Marillier
Sorha cresce in compagnia di sei fratelli, circondata e protetta dalla natura . Almeno finché la malvagia Lady Oonagh non stregherà suo padre e porrà i suoi fratelli sotto un perfido incantesimo che solo Sorha sarà in grado di sciogliere. La giovane sarà costretta a lasciare la sua casa, Sevenwaters, e ad affrontare durissime prove per poter salvare la sua famiglia.
La figlia della foresta è ambientato nell’Irlanda del X secolo, infuso di folklore celtico e ispirato al famoso racconto I sei cigni. Non aspettatevi di trovare un romanzo di facile lettura, con i soliti elementi fiabeschi: Juliet Marillier non si è affatto risparmiata nella scrittura di questo romanzo. Vi consiglio caldamente di dare un’occhiata ai trigger warning, ma non posso non consigliarvi questo libro che non si fa remore nel mostrare anche il lato più oscuro delle favole.
Kaikeyi, Vaishnavi Patel
«Hai fatto la cosa giusta» mi confortò Manthara. «Non importa cosa si dirà di te, Kaikeyi, ricordati che hai fatto la cosa giusta. Non sei malvagia.» «E allora perché mi sento malvagia?» mormorai. «Perché i buoni dubitano sempre di se stessi. Perché i buoni si chiedono sempre se possa esserci un modo migliore, capace di aiutare di più e ferire di meno. Quel sentimento è esattamente il motivo per cui sei buona.»
Kaikeyi, Vaishnavi Patel
Pubblicato per Ne/on, questo romanzo rivisita le vicende del Ramayana dal punto di vista di Kaikeyi, la matrigna cattiva per eccellenza. Eppure, Kaikeyi non è affatto malvagia. Sotto lo sguardo di Patel, uno dei più grandi poemi epici della mitologia induista viene riscritto dal punto di vista di Kaikeyi, prima bambina poi donna.
L’astio e poi l’amore, la tristezza e la fierezza della protagonista sono in grado di dare giustizia a un personaggio relegato da sempre al ruolo di antagonista che aveva bisogno di far sentire le proprie ragioni.
Una lezione di perfidia, S.T. Gibson
Era innamorata, il che era pericoloso. In fondo, quale orrore non avrei tollerato, se lo avesse inflitto la mano della mia amata?
Una lezione di perfidia, S.T. Gibson
Una lezione di perfidia di S.T. Gibson vede come protagoniste Laura Sheridan e la sua rivale accademica, la bellissima Carmilla. Tra ossessioni pericolose e deliziose rivalità, l’atmosfera oscura e i numerosi misteri che sanno di sangue e perfidia primeggeranno tra le pagine del nuovo romanzo della Gibson.
Una lezione di perfidia rivisita in chiave moderna il classico ottocentesco Carmilla, il romanzo di Sheridan Le Fanu che ha introdotto per la prima volta la figura del vampiro all’interno del mondo della letteratura. Un libro al limite tra narrativa weird e dark fantasy che vi farà restare con il fiato sospeso durante tutta la lettura.